CAPITOLO DODICI Poso la bottiglia di gin, asciugo con la manica le tracce di saliva e cerco di cancellare le impronte sul vetro con un lembo della maglietta. Anche se la polizia dovesse venire qua dentro, dubito che sprecherebbe un esame di laboratorio per ogni singolo oggetto presente in questa casa e, anche se lo facesse, all’interno della bottiglia, le tracce di DNA sarebbero troppo diluite nell’alcol per poterne ricavare un risultato decente, o almeno credo. Mentre mi chiedo che diavolo ci sto facendo in questo posto, mi accorgo di un piccolo bagliore. La luce in fondo al corridoio proviene dalla porta sulla destra, socchiusa. Nel silenzio assoluto della casa riesco a percepire il leggero soffio della ventola di raffreddamento di un computer. Avanzo e sudo freddo dietro il collo. È bu

