Bianca, presentendo il pericolo che il giovane correva, si gettò a sua volta sopra il conte per disarmarlo, ma non fu a tempo. Uno sparo rintronò, e Fabio, colpito alla spalla sinistra, cadde senza gettare un grido. - Assassino, fratricida! - urlò Bianca pazza dal terrore. - Aiuto! Aiuto! Due uomini si precipitarono nella stanza: Aldo Pomigliano e Umberto Trani. Livio non li riconobbe: egli non era più un uomo, ma una belva. - Fatemi largo... o ammazzo tutti! Tre altri spari rintronarono nella stanza: fortunatamente i colpi andarono a vuoto. Ma Livio aveva ottenuto in tal modo il passo libero e si slanciò fuori, mentre gli altri non si occuparono più che di Fabio steso a terra, immerso nel sangue. Il conte scese, sempre correndo, nel parco, e si mise a percorrerlo come un forsennato

