"Ma non dovevi andare in bagno?" gli chiedo. Wow. Questa dev'essere la prima volta che sente la mia voce.
"Non fa niente" risponde. "La farò dietro un cespuglio."
Rido. Se continuo in questo modo, posso anche sembrare normale.
Poi si siede sulla sabbia. Le sue gambe, che sono meglio di quelle di tutte le modelle per cui stravede Leigh, si allargano di un po'.
Alza il viso verso di me e io, pur di evitare il suo sguardo, scuoto la testa impercettibilmente e mi siedo di fianco a lui.
Ovviamente restiamo in silenzio. In teoria dovrebbe iniziare lui la conversazione, dato che si è seduto per primo, ma praticamente devo essere io a parlare, perché Leigh mi ripete sempre che, quando qualcuno ti piace, bisogna buttarsi e provarci.
Sicuramente lei ci riesce, è bella e sicura di sé. Io invece sono imbarazzante, quindi decido di rimanere in silenzio, perché proprio non ce la faccio a sprecare quel minimo di dignità che mi rimane.
Per di più è troppo bello e i suoi occhi mi fanno prendere certi colpi ogni volta che incrociamo lo sguardo. Insomma, no.
No no no no no no.
"Hai freddo?" mi chiede. Rimanendo fedele al mio piano, non posso guardarlo negli occhi. Rimango con lo sguardo puntato all'orizzonte, dove c'è il mare, così, per fare un po' di scena, anche se del mare non c'è traccia, se non il rumore delle onde.
"No, non tanto" gli rispondo.
Calcolando che l'ultima volta che ha tentato di chiedermi qualcosa gli ho risposto con un 'mmh', questo è decisamente un gran bel passo.
Silenzio n° 26653.
Imbarazzante.
Decisamente troppo imbarazzante.
Perché solamente non la finisce qui?
Ormai è chiaro che per lui appaia come una persona mentalmente ritardata e socialmente apatica, no?
Insomma, è troppo..
"Imbarazzante" dice lui.
Mi volto si scatto verso la sua bellissima faccia. Lui sorride come se stesse ridendo a sé stesso, il che trovo meraviglioso. Al giorno d'oggi la maggior parte dei ragazzi sono troppo pieni di sé per possedere un minimo di autoironia.
"Scusami, è che non sono molto bravo a fare conversazione" ride nervosamente.
"No no no no no no" lo interrompo subito, agitando le mani come una spastica. Merda, mo' comincio. "Stavo esattamente pensando la stessa cosa, sul serio. Cioè, nel senso, non del fatto che tu non sia bravo a fare conversazione, quello no, davvero. Stavo pensando, tipo, che sono io a non essere brava a fare conversazione e che la situazione era davvero imbarazzante perché tipo pensavo che dovessi essere io a parlare e che stessi rovinando tutto. Lo stavo proprio pensando quando tu l'hai detto."
Babe Penosa Kelly.
Prima di tutto, il mio lessico ha fatto veramente schifo. Da quando in qua uso così tanti cioè e tipo? E tutto quel gesticolare?
Sul serio, Babe? Sul serio?
E poi devo smetterla con quei no inutili. Però almeno gli ho parlato.
Male, ma l'ho fatto.
Ci rido un po' su, ma sono così imbarazzata che mi copro il viso con le mani. E' sempre stata un'abitudine un po' goffa che non sono mai riuscita a superare. Però attraverso le mie dita, con la coda dell'occhio, lo vedo che sorride e che mi fissa. Babe merda riprenditi.
"Okay, senti" mi fa, dandomi un colpetto con la spalla. "Se ci rivediamo non dobbiamo più imbarazzarci, okay? Insomma, guardami, sto sudando! E' imbarazzante."
"Non l'avevo notato, davvero" gli dico. Sul serio non l'avevo notato. A parte che ho evitato il suo sguardo per tutto il tempo come se fosse Medusa, e poi tutto il sudore di questo mondo non mi darebbe fastidio se fosse su di lui.
Oddio lo sto pensando seriamente ma Babe per favore piantala.
"Mi dai.." sta per dire, ma si ferma. Strizza gli occhi e scuote la testa ridendo. "Non riesco a crederci che sto per chiedertelo, ma.. okay, niente imbarazzo. Mi dai il tuo numero? Intendo, se vuoi.. non sei obbligata."
Merda. No no no no no no.
Non-devo-andare-in-palla.
Non ci credo, mi ha chiesto il numero. Beh, potrebbe anche usarlo per farmi gli scherzi telefonici, ma sembra troppo intelligente per abbassarsi a quei livelli.
"Cer-"
"Sfigati!"
Ovviamente Minnie doveva arrivare a romperci le palle. Io e Jason ci voltiamo: lei, Calum e Leigh stanno camminando verso di noi. Sento Jason sbuffare, poi si alza e mi porge una mano - ancora, sì, ancora - per aiutare a rialzarmi.
Quando ci raggiungono, tutti e tre hanno quei sorrisini maliziosi - e orrendi - stampati in faccia: Minnie e Leigh li rivolgono a me, mentre Calum a Jason. Imbarazzante, penso, e sono quasi sicura che lo stia pensando anche lui.
Minnie sta per aprire la bocca per sparare una delle sue battute pessime - e falsissime -, ma Calum la blocca.
"Divertiti?" chiede a Jason e fa un gesto a sfondo sessuale con la mano che evito di spiegare, perché è decisamente troppo imbarazzante.
Jason di risposta gli tira un pugno fortissimo sulla spalla - roba dove io sarei già stesa a terra con il braccio a un chilometro di distanza da me -, ma Calum non si sposta di un centimetro.
"Rientriamo?" chiede Leigh, quasi dolcemente, anche se so che mi farà un sermone a doppio senso infinito quando ritorneremo a Riverstone.
"Io e Jason dobbiamo andare" risponde Calum. "Domani dobbiamo fare un'intervista radiofonica."
"Siete dei vecchi assurdi, cazzo" blatera Minnie.
Calum le fa il dito medio. "Ci vediamo."
"Vaffanculo" ride lei. Come previsto, è più ubriaca lei di tutte le persone presenti alla festa.
Jason si gira verso di me e mi fa l'occhiolino. L'occhiolino. Sul serio. L'occhiolino. E poi se ne va dalla spiaggia insieme a Calum.
"Le ha fatto l'occhiolino" dice Leigh a Minnie.
"Babe, tesoro, l'hai agganciato di brutto" mi dice Minnie, schioccando le dita.
Ma la sento di sfuggita, perché ho preso a saltare per tutta la spiaggia.