episodio sette

549 Words
Il bagno, l'orrenda cabina blu adocchiata cinque minuti fa sulla piattaforma, è fondamentalmente una scatola dotata di due gabinetti e due lavandini con uno specchio solo, completamente inaccessibile a causa delle venti ragazze intente a specchiarsi e rifarsi il trucco. Mi basta osservare la scena dalla porta d'entrata per fare subito marcia indietro. Sorpasso tutte le ragazze che stanno entrando e finisco sulla spiaggia libera. E' buio e tira un'aria fresca, ma almeno sono da sola e in pace. Mi siedo sul pavimento di cemento dietro il bagno e mi copro il viso con le mani, ripensando a Jason che mi guardava attraverso la folla, Jason che mi parlava, Jason che parlava di me, Jason che diceva il mio nome, Jason che rideva. Il ricordo fresco mi fa sorridere come un'idiota, e giuro di sentirmi innamorata. Che follia. Fortunatamente la vibrazione del cellulare mi risveglia. E' Leigh. "Che succede?" "Sono dieci minuti che sei fuori, dove sei finita?" "Ora arrivo" la tranquillizzo, alzandomi da terra. "Ti conviene, Jason è andato in bagno." "Cosa?!" Panico totale. I bagni dei maschi sono praticamente di fronte a quelli delle femmine. "Lo stavo tenendo d'occhio, ma è scomparso dalla mia visuale." "Merda." "Ti calmi? Se lo becchi gli fai un cenno di capo e te ne vai. Non è la fine del mondo." "Tu ci sai fare, io no." Cerco di accelerare il passo, ma i bagni sono così trafficati che farsi spazio tra la gente risulta difficile. "Babe? Ci sei?" "Sto cercando di ritornare, ma.." Vado letteralmente a sbattere addosso a qualcuno di talmente alto che il mio naso è spiaccicato contro il suo petto. Però ha un buon profumo. Aspetta, ma io riconosco questa maglia.. Alzo lo sguardo il più lentamente possibile, perché devo guadagnare tempo per la mia preparazione psicologica. Lui mi fissa dall'alto, con i suoi occhi bellissimi che riesco a riconoscere anche al buio. Sento le sue mani sui miei avambracci. B a b e s t a i c a l m a. Jason si accorge dei miei occhi puntati lì, allora le ritira subito. Poi si gratta la nuca imbarazzato. "Scusami" diciamo all'unisono. Tutti e due scoppiamo a ridere. Si gratta la punta del naso con la mano chiusa in un pugno. "Scappavi?" Accenno un sorriso imbarazzatissimo e sento che le mie guance stanno di nuovo andando a fuoco. "Mh mh." E' come se fossimo di nuovo a casa della Taylor, solamente che ora sono sicura che lei non verrà in mio soccorso come una settimana fa. Per di più, mentre realizzavo di essere andata addosso a Jason, ho premuto per sbaglio tutti i bottoni possibili presenti sul mio telefono, quindi devo aver messo giù la chiamata con Leigh. Insomma, devo cavarmela da sola. "C'è un casino assurdo" commenta. "Già" dico. Si guarda intorno. "Ci conviene spostarci." La sua mano - quella bellissima che ha aperto la porta di casa sua quel giorno e che reggeva la birra fino a mezz'ora fa - si appoggia di nuovo sul mio avambraccio. Al tocco, avverto un brivido sprigionarsi per tutto il corpo. Devo, devo, devo cercare di non perdere i sensi. Mi accompagna praticamente fino a quando la folla non è diminuita un po', poi lascia il mio braccio e, d'ora in poi, quella zona sarà campo sacro.                                          
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