episodio sei

585 Words
“Oh, davvero?” domanda sorpresa Minnie. Lanciatele dietro un Oscar. Ora. Quindi adesso devo parlare io, ne sono sicura, ma non so come si mettono insieme le parole, o come si coniugano i verbi, o come.. “Sì, è vero.” Perfetto, Babe. Davvero impeccabile. “E' venuta a trovare mia madre” scherza sorridendo. Oh mio dio ha il sorriso più bello che io abbia mai visto ma–come–è–possibile–?. “Ti chiami davvero Babe?” mi domanda Calum sporgendosi verso di me per riuscire a sentirmi. Ho gli occhi di Leigh, Minnie, Calum e soprattutto i suoi puntati su di me. “Beh, in realtà è una sottospecie di anagra..” “La chiamiamo noi così, perché è tanto tenera” mi interrompe Minnie. Leigh deve trattenere il respiro per non scoppiare a ridere. Lo farei anch'io, se non fosse che in questo momento non sto capendo nulla. “Siete di Sydney?” continua Calum. “Magari” sorride Leigh. Sotto questo tipo di luce risulta ancora più bella, il che mi deprime terribilmente. Ora che sta parlando noto che anche Jason la fissa. Non lo biasimo. Scambiamoci di corpo. “Siamo di Riverstone.” “Non ditemi che..” Calum tira un'occhiata a Jason. “Non ditemi che andate al Norwest?” “Babe ha mia mamma come prof. di matematica, te l'ho detto.” Ci metto giusto due secondi per capire che ha pronunciato il mio nome, irriconoscibile a causa del nuovo suono che gli ha dato. Sarà perché ha una voce stupenda, sarà perché è proprio lui, il ragazzo con gli occhi azzurri e i capelli biondi che ha aperto la porta di casa della Taylor una settimana fa, sarà perché è bellissimo, ma il mio nome aveva un suono dolce e carino e simpatico e bello e sensuale e attraente allo stesso tempo. “Ragazzi, che due palle” sbuffa Minnie. “Andiamo a ballare?” Merda, mi sono completamente dimenticata di ricordarlo a Minnie. Io non ballo. Almeno non senza Beyoncé. Insomma, a mala pena riesco a camminare senza dimenticarmi come e dove mettere i piedi, figuriamoci cimentarmi in balli scatenati da discoteca. Oltre alla mia coordinazione mancata, farei una pessima figura di fianco a Minnie e a Leigh, che hanno frequentato corsi di ballo per praticamente tutta la oro vita. Neanche morta oserei ballare davanti a Jason. Quindi Minnie prende per mano Calum, che fa cenno a Jason di muoversi. Lui sbuffa, ma acconsente. Anche Leigh li segue, mentre io continuo a guardarmi a destra e a sinistra in cerca della scusa più patetica che riesca a salvarmi il culo: mi ci sono voluti un paio di minuti, ma alla fine noto in fondo alla spiaggia, a qualche metro di distanza dalla piattaforma, un'orrenda cabina blu strapiena di ragazze che entrano ed escono. Ma certo, penso. Il cesso. Fonte di salvezza inesauribile. Fermo Leigh per una mano. “Devo andare in bagno” urlo. “Da quando?” “Beh, da quando mi scappa.” “No, intendo, da quando usi i bagni pubblici?” Scrollo le spalle. Non deve passarle per la testa nessun dubbio. “Vengo con te” dice. “No no no no no no, non ti preoccupare. Faccio in fretta.” “Ma..” “Vai da Minnie” le dico, spingendola verso la folla. “Okay” mi urla. “Ma non metterci tanto.” Annuisco. Poi corro via dall'appena scampata figura di merda.
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