"Aspettate!" urlo. Entrambe si fermano e si voltano verso i miei urli disperati. "Io.. io non mi sento pronta."
Arriviamo al punto dove io sono un morto/disastro/scherzo della natura vivente che cammina a passo spedito trainata da una pazza/alcolizzata/ubriaca/mancata figlia dei fiori in mezzo al locale più affollato di sempre, pronte - sto scherzando - per andare a parlare con l'amore platonico della mia vita, che è a tre passi da me mentre fa finta di bere quella birra da quattro soldi che ha tra le sue bellissime mani.
Tipico di Minnie, in realtà: feste a basso costo e in tal caso ubriacature poco meritevoli. "Babe è incapace di parlare coi ragazzi" spiega Leigh a Minnie.
"Ti pare che non lo so?" risponde lei, per niente sarcastica.
"Dovremmo darle qualche suggerimento, no?"
"Fai tu."
"Mmh.." Leigh ragiona. "Non mostrarti troppo interessata."
Minnie si scosta un dread dalla spalla sinistra. "Ottimo consiglio. E non parlare troppo."
"Esatto. Cerca comunque di dire qualcosa."
"Cerca di essere sicura di te."
Fisso Leigh e Minnie mentre sparano consigli che non riuscirò mai a seguire, poi si fermano e mi urlano un "Hai capito?".
Annuisco senza pensare, ma poi mi pento e faccio subito di no con la testa.
"Stammi dietro, annuisci e fa finta di capire tutto" la taglia corto Minnie gesticolando con il bicchiere vuoto ancora tra le mani. Mi riprende per mano, mentre Leigh mi spinge da dietro, e ricominciamo a camminare verso di lui, che rimane lì bellissimo, ignaro dell'orrendo ciclone che si abbatterà su di lui tra tre.. due.. uno..
"Sempre nell'angolo, eh?" esordisce Minnie, buttandosi letteralmente addosso al bassista. Dio, non vedo altro che lui, che è bellissimo sotto la luce fioca della luna. Oh mio dio da quando sono così smielata e irrazionale Babe smettila ti prego è imbarazzante e non hai nemmeno iniziato.
"Ti aspettavamo per invitarci a ballare con quelle teste di cazzo dei baristi" scherza Calum, prendendola per i fianchi.
Minnie ridacchia languidamente, scherzando con lui senza mostrarsi a disagio nemmeno per un secondo. Io e Leigh rimaniamo un po' nascoste, fino a quando lei si stacca e si gira verso di noi. Allora Leigh fa un passo avanti, procedendo con molta nonchalance.
"Lei è Leigh, mia cugina" la presenta Minnie. Poi mi prende per una spalla e mi spinge delicatamente verso di loro.
Ora non c'è assolutamente niente che io possa fare per evitare la situazione, se non fingere di svenire - ma anche quello sarebbe piuttosto imbarazzante.
Spero solo che la luce camuffi un po' la mia bruttezza, contando che sono rimasta in mezzo alla pista per secoli a sudare disumanamente. "E lei è Babe, la sua migliore amica."
Anche se mi ero promessa di mantenere uno sguardo vago davanti a lui ora che ce l'ho davanti mi è praticamente impossibile, e quindi lo fisso come solo un disadattato mentale può fare con gli sconosciuti sull'autobus.
E lui ricambia lo sguardo, perché ormai entrambi sappiamo che si ricorda di me, il che mi terrorizza e eccita allo stesso tempo. "Loro sono Jason e Calum" continua Minnie, che recita come se noi non lo sapessimo già, mentre io e lui continuiamo a fissarci.
Ah, per ricordarvelo, sono ancora in piedi, viva, e il mio cuore pompa sangue - decisamente troppo sangue.
Ma per il resto sono tutta spenta e incapace di capire o collegare ciò che sta succedendo.
"Noi due ci conosciamo già" dice Jason, bellissimo, con una voce bellissima, con un accento australiano bellissimo, mentre gesticola meravigliosamente.
"Vai da Minnie" le dico, spingendola verso la folla.
"Okay" mi urla. "Ma non metterci tanto."
Annuisco. Poi corro via dall'appena scampata figura di merda.