Declassata

747 Words
"Ma tu guarda che stronxo!!!!" urlo entrando in casa di Giò e Ivan sbattendo la porta e con la voglia di prendere a calci qualcosa, o qualcuno... "Che succede?" mi chiede Giò, il più pragmatico dei due... L. " Il mio capo è uno stonzo, sexy ma stronxo!" e inizio a piangere. A questo punto interviene Ivan, il più teatrale I"Non mi dire che ti ha molestato, nonostante il tuo abbigliamento?" L" Fanculo Ivan" I" Dai tesoro, cercavo di farti sorridere. Sei arrivata come una furia, quasi rompi la porta, imprecando come uno scaricatore...che avrà fatto mai il tuo sexy( l'hai detto tu) capo?" L "Mi ha declassato "dico tirando su col naso G e I "Declassato?" chiedono in coro. "Che significa declassato?" chiede Giò guardandomi stupito. L" Significa che io Luna Lupo Lancetti, discendente dei conti di Roma, laureata con il massimo dei voti c*m laude e applauso della commissione, creatrice di un brevetto rivoluzionario e vincitrice di concorso che mi ha portato nello studio DeGiove, sono stata assunta come segtetaria!!!" e riprendo a piangere. Ivan non sa cosa dire mentre Giò mi chiede" Ma perchè? Mi dici come è andato il colloquio?" Ok, racconto la mia disfatta Sono entrata nell'ufficio e ho visto seduto alla scrivania un adone, bellissimo con occhi così azzurri che puoi perderti dentro, sorriso brillante, con una camicia bianca, da cui si vedevano prepontemente i suoi muscoli, e maniche arrotolate fino all'avambraccio, pantaloni neri di taglio perfetto, viso perfetto e culo scolpito nel marmo. No, non gli ho toccato il sedere, ma quando si è alzato e si è poggiato al suo tavolo, il sedere non ha cambiato forma, quindi ho pensato fosse duro. E mentre pensavo a quanto fosse fico biascico un impercettibile " Buongiorno " Lui alza lo sguardo dallo schermo a cui sorrideva, mi guarda per un millesimo di secondo e mi fa qualche domanda D" Ti dò del tu, tu mi devi dare del lei, ok?" D" Come ti chiami?" L "L..Lu..na La..La..n..ce..tti" ero già persa nei suoi occhi D. " Quanti anni hai?" L " Di...di...ciannove, sig DeGiove" D" Ho capito sei balbuziente, sarai una segretaria ma dovrai solo scrivere. Non ti azzardare a rispondere al telefono. Puoi andare!" E tra se e se" Racchia e scema" ma io l'ho sentito...e sono scappata via a casa. Dopo aver ascoltato la storia in silenzio, Ivan mi dice "Ma tu eri vestita così?" e indica i miei abiti : una gonna larga e lunga fino al ginocchio di panno verde, un maglione un tantino oversize sulla stessa tonalità della gonna e scarponcini, non saranno belli ma sono comodi. Io annuisco con la testa e Ivan, in maniera teatrale" Amore ma ti avevo detto di vestirti bene!!! Hai tanti soldi da spendere, almeno per il colloquio potevi comprare un pantalone, una giacca, delle snikers...." e si mette una mano sul viso. Giò mi chiede" Ma perchè balbettavi? In genere sei così brillante". Io arrossisco e rispondo in un fiato: "Appena l'ho visto, ho sentito un fuoco nel bassoventre, e gli slip completamente fradici... e non ho capito più niente, non sapevo più niente...." e nascondo il viso nel mio gigantesco maglione. Ivan e Giò si guardano in faccia e scoppiano a ridere. Mi abbracciano dicendo:" La nostra bambina è cresciuta. La nostra bambina è cresciuta!!!" E mi stampano due baci sulle guance...Giò un pò troppo vicino alle labbra in realtà, ma forse non se ne è accorto, forse... E intanto passa gia la prima settimana di lavoro. Ho la scrivania accanto a quella di Sciantal ( lei dice che si scrive cosi...mah) segretaria particolare con mansioni particolari: quando il capo la chiama, si chiudono nello studio e dopo diversi minuti lei esce accaldata, spettinata e con i vestiti stropicciati. Quando ritorna vicino a me emana uno strano odore che mi hanno detto essere sperma misto a fluidi prodotti da lei...bleah... Però ogni volta che lo vedo, il mio sexycapostronzo, o sento la sua voce profonda, o sento la scia del suo profumo, o tutte queste insieme, non ho più il controllo del mio corpo e le mie mutandine diventano un disastro; credo di aver bisogno di altra biancheria intima. Se continuo a bagnarmi così dovrò buttare uno slip al giorno. I miei amici gay, ma anche la mia migliore amica, dicono che sono innamorata. Certo potrei anche esserlo, ma lui forse si è dimenticato della mia esistenza, non mi guarda in faccia e non mi rivolge nemmeno la parola...
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