10.
Visti dall'alto siamo meglio
di come mi presenti, di come
mi presento.
Mi spinsi contro il corpo di sudato di Milla, stesa sul mio letto. Si mordeva le labbra e stringeva il lenzuolo fra le dita.
La guardavo mentre godeva, ansimava, e si avvicinava alle mie labbra, schioccandomi i suoi soliti baci con la lingua quando facevamo sesso. Cambiai la posizione: ero io disteso, e lei sdraiata su di me, che si spingeva, mi baciava.
" Quanto sei bello, Mir.. " Mormorò sul mio collo. " Mh.. "
Strinsi le mani sui suoi fianchi per aumentare i movimenti. Chiusi gli occhi e mi lasciai andare. Mi baciava ancora, le sue labbra nelle mie. E chi lo avrebbe detto; ci avrei perso la testa..
" Mirko! " urlò lei, presa dagli spasmi.
Si lasciò cadere sul mio corpo: il viso nell'incavo del mio collo, le sue braccia attorno ai miei fianchi.
Passai le dita sulla sua schiena nuda disegnandole delle scie invisibili che si spostavano verso la parte bassa della sua schiena, per poi risalire su e rifare il giro subito dopo.
Dopo quella sera avevo rinunciato nel cercare Alessia, forse era stato tutto un errore prendersi così tanto per qualcuno che, evidentemente, non ti considerava nemmeno! Milla era fra le mie braccia e questo mi sembrava impossibile, eppure non sentivo più le stesse sensazioni che mi provocava prima: ero assente!
Milla si era accorta di quanto mi fossi distaccato da lei in questi giorni, quindi era arrivata a pensare che non mi piacesse più. Ne aveva parlato con Mario, e quest' ultimo ne parlò con me, chiedendomi cosa mi stesse succedendo.
Gli dovetti raccontare di Alessia, e dire che la prese malissimo è poco! Non ci parlammo per circa due giorni e la cosa mi provocò un certo senso di tristezza: perché il mio migliore amico voleva a tutti i costi rendermi un pilastro per una persona che credevo di amare ma non amo? Come avrei potuto renderla felice se avessi vissuto col rimpianto? Avrei voluto che mi capisse, ma, evidentemente, non gli interessava cosa provassi io, ma solo cosa provasse Milla.
Guardai la bionda dormire con la testa sul mio petto, non me ne ero nemmeno accorto. Mi scostai appena e la coprì con il lenzuolo. Presi i miei boxer e li indossai, restando seduto sul bordo del letto, con le braccia distese sulle mie cosce. Ogni cosa, adesso, mi sembrava così strana, così diversa..
Guardai Milla e d'un tratto mi parve di non averla mai voluta davvero. E cosa potevo farci io? Come potevo auto convincermi di innamorarmi davvero di lei? Forse era la presenza, o la mancanza. Forse perché mi era piaciuta fin da subito e c'era stata a rendermi così. Eppure, quando qualche altra ragazza si avvicinava a me, la respingevo.
Ero confuso, e questa era l'unica sicurezza che avevo.
Volevo vedere Alessia, ma, stavo cercando di convincermi che fosse meglio toglierla dalla testa.
***
" Sei pronto, Mirko? " Mi chiese Giorgio mentre mi dava delle leggere pacche sulla spalla.
Annuii.
" Mirko, ti vedo assente.. " Continuò lui. " Questo non giova nell'incontro. "
Ma cosa si aspettavano tutti da me?
Ero umano anche io!
" Giorgio è tutto ok! E' una settimana che mi alleno per questo incontro. " Dissi io con tono infastidito. Roteai gli occhi e misi il paradenti, i guantoni, battendoli fra di loro dopo averli chiusi per bene, evitando che mi scivolassero. Forse quest'incontro mi avrebbe chiarito le idee. Avevo solo bisogno di sfogarmi.
Sapevo che Milla e Mario fossero lì a guardarmi, a scommettere su di me. Ero talmente preso agli inizi che mi lasciai andare con tutto me stesso. Ero io che comandavo, ero io che avevo in mano tutto: l'incontro, la mia vita, ed i miei sentimenti!
Nessuno poteva decidere per me!
Poi il suo viso spaventato ed io arrabbiato con me stesso.
Stupido Mirko. Stupide azioni fatte senza pensarci.
" Mirko, cazzo! " Sentì qualcuno sbraitare, giusto il tempo di rendermi conto di ritrovarmi steso per terra.
Non mi ero reso conto di quanti pugni sul mio corpo il mio avversario stesse tirando. Come avevo fatto ad abbassare così velocemente la guardia?
" Fermatelo! Fermate sto incontro del cazzo! " Urlò Giorgio.
Ma nessuno lo ascoltò, ed io persi il match.
***
" Mi spieghi come cazzo hai fatto a perdere così la concentrazione? " Giorgio era di fronte a me, le mani sui fianchi: " Te lo avevo detto che non eri pronto! "
Non risposi.
Cosa mi stava succedendo? Perché era tutto così strano?
" Mirko.. Mirko.. " Milla corse da me, stringendomi. Non ricambiai; rimasi con le braccia lasciate lungo le gambe, e lo sguardo perso.
Lei mi strinse di più, aspettandosi che ricambiassi ma, era più forte di me, mi sentivo oppresso.
" Milla, per favore, lasciami respirare.. " Mormorai, allontanandola.
Sul suo volto calò una tristezza palpabile a mani nude. Stava capendo di amarmi, quando io avevo capito di non amare lei. La scostai con dolcezza, e mi alzai dalla panca andando verso lo spogliatoio per farmi una doccia e uscire da lì.
" Mirko ma cosa è successo? " Mario comparve tra lo stipite dalla porta.
Non alzai lo sguardo dal mio borsone; afferrai i miei vestiti puliti, e la mi asciugamano.
" Niente, Mario. Capita a tutti di non essere in grande forma, no? "
" Si, ma ci hai perso 5 mila euro, Mirko! " Sbottò lui.
" Li recupererò. " dissi io.
" E come? Tornando a vendere cocaina a Parco Alessandrini? " Rispose con tono acido.
Lanciai il borsone per terra con forza provocando un rumore, quasi, assordante. Mario sussultò. Sentivo la mia mascella rigida, digrignai i denti:
" Hai rotto il cazzo, Mario! Mi pressi da giorni, lasciami vivere cazzo! "
Oltrepassai la sua figura e andai a farmi la doccia, per poi fare una passeggiata e stare lontano da tutti.
***
Passeggiavo ormai da un'ora circa dopo essere uscito dalla palestra. Avevo avuto molti messaggi e chiamate di Milla, quattro messaggi da Mario, e due da Andrea che mi consigliava di prendermi il mio tempo prima di mettere piede in casa, o con Mario si sarebbe scatenato l'inferno.
Mi ritrovai davanti al b&b, anche quello fu istintivo: il cuore mi portò lì!
Andai verso le finestre e la beccai subito, seduta sul suo letto e le cuffiette alle orecchie, il pc sulle gambe, ed una tuta nera. Aveva i suoi capelli ricci sciolti, cadevano sulle spalle, e un po' ovunque. Sorrisi.
Mi arrampicai, spingendo con la mano le porte finestre, e lei sussultò.
" Mirko ma sei impazzito? " Lo disse sussurrando, quasi temesse che qualcuno potesse sentirla
Scossi la testa: " Avevo bisogno di vederti, e di chiederti scusa per quello che è successo.. " Le sussurrai.
Lei ci pensò su, guardandomi.
" Che hai fatto al viso? " Domandò subito dopo.
Mi toccai metà guancia per capire, e solo quando sfiorai il punto dolente, capii.
" Ho avuto un incontro ed ho perso.. "
" Siediti, ti passo del disinfettante. " Sussurrò premurosa.
Mi sedetti sul letto e la vidi scomparire nel bagno che aveva in camera. Riuscii a vederla mentre afferrava il necessario dal suo armadietto. Si mise sulle punte e scorsi un lembo di pelle scoprirsi. Non dovevo fare cazzate..
Non adesso..
Forse sarei riuscito a sistemare quella situazione, magari avremmo costruito qualcosa se solo fossi rimasto al mio posto..