Pov Clodet.
Sono passate due settimane dall'incidente.
In cui io e Alex abbiamo passato molto tempo insieme.
Sia a scuola che fuori.
Lui è stato molto gentile.
Non mi ha fatto pressione.
Se non il rubarmi un paio di baci a stampo.
Infondo che male c'è.
Derek sembra scomparso.
Non mi calcola più a scuola.
Eppure è come se lo avessi sempre intorno.
Lo sento ovunque.
Sempre.
La cosa mi confonde ancora di più.
Se a scuola non mi calcola.
Perché dovrebbe starmi intorno di nascosto.
In più ho notato che a scuola sta spesso con una strega.
Isotta se non sbaglio.
Che ipocrita del cazzo.
Prima fa tante scenate sulle razze.
E poi esce con una strega.
Non è per lei.
Non sono gelosa.
Ma è una questione di principio.
Sbuffo, girandomi sul divano a pancia in su.
Ma chi voglio prendere in giro.
Sono gelosa marcia.
Vorrei staccarle il collo.
Anzi tutti gli arti.
Si, finché non rimane solo la testa.
Con cui giocherò poi a palla.
Sbuffo ancora.
La vera ipocrita sono io.
Gli dico che tra noi è finita.
Esco con un altro.
E poi mi incazzo se lui fa lo stesso.
Fan culo.
Fan culo a lui , a lei, a me.
A questo dannato cuore, che batte per lui.
Alex è fantastico.
Ma non mi fa provare nulla.
Zero.
Quando mi bacia.
Mi sembra di fare un incesto.
Come se baciassi mio fratello.
Rabbrividisco.
Che scena orribile.
Daiana:" Allora.
Cosa hai deciso?"
Siamo sole in casa.
Gli altri sono usciti a coppiette.
E noi siamo qui.
A parlare dei miei drammi adolescenziali.
Ne vorrei parlare con Jek, come faccio sempre.
Ma lui ultimamente è sempre impegnato con Sofia.
Non fraintendetemi.
Adoro quella ragazza.
Ma mi manca da morire il mio gemello.
Sono una persona orribile, se lo volessi tutto per me?
Eccomi qui.
Ipocrita ed egoista.
Mi porto il cuscino sulla faccia.
Urlando frustrata.
Che situazione di merda.
Ma chi me la fatta fare di iscrivermi a scuola.
Era tutto così semplice a casa.
Daiana:" Non puoi continuare così Cloe.
Prendi in giro lui e te stessa."
E da giorni che parliamo sempre della stessa cosa.
Cosa provo per Alex.
Risposta?
Clodet:" Ci ho provata Dana.
Davvero.
Ma non provo nulla per lui.
È come un fratello."
Si siede vicino a me.
Passandomi una tisana alla melissa.
Fa schifo.
Ma dice che fa bene.
Ne bevo un sorso storcendo il naso.
No.
Mi fa decisamente schifo.
Daiana:" Allora devi dirglielo.
Non merita di essere preso in giro."
Annuisco, mettendo via questa brodaglia.
Clodet:" Tra poco sarà qui.
E gli dirò tutto.
Non posso più stare così."
Lei annuisce d'accordo.
È stata partecipe di tutta la storia
Sopportando ogni mia lamentela e qualche pianto isterico.
Gli prendo le mani, stringendole nelle mie.
Clodet:" Grazie Dana.
Se non ci fossi stata tu.
Mi sarei perduta."
Lei mi sorride, Accarezzandomi.
Ha la stessa dolcezza della madre.
Daiana:" Ci sarò per sempre cucciola.
Sei la mia sorellina.
E poi ultimamente Carlos è impegnato negli allenamenti.
Un giorno di questi lo lascio, vedrai."
Scoppio a ridere abbracciandola.
Dice così ogni giorno.
Poi lui torna a casa con una rosa.
E viene perdonato all'istante.
Il momento romantico viene interrotto dal campanello.
Deve essere Alex.
Fastidiosamente puntale come sempre.
Daiana:" In bocca al lupo."
Ride andando via.
Che battuta del cavolo.
Infilo le scarpe velocemente e vado alla porta.
Come mi aspettavo è Alex.
Bello come sempre, con un mazzo di fiori in mano.
Mi rende il tutto difficile, cavoli.
Alex:" Sei bellissima Cloe.
Come sempre."
Mi dà un bacio sulla guancia.
Ultimamente mi irrita anche questo.
Dea sono un mostro.
Alex:" Andiamo a dare una passeggiata?"
Annuisco e lo seguo verso la foresta.
Camminiamo tranquilli vicini, senza tenerci per mano.
Come sempre.
Arrivati al centro del bosco.
Decido che è ora di parlare.
Clodet:" Devo parlarti Alex."
Lui sospira, sedendosi ai piedi di una quercia.
Mi siedo davanti a lui, piegandomi sulle ginocchia.
Clodet:" Sei una persona speciale Alex.
Intelligente, simpatico, bello.
Insomma il ragazzo che tutte vorrebbero."
Sorride amaro, abbassando il capo.
Senza lasciare i miei occhi.
Alex:" Ma non che vorresti tu."
Ingoio a vuoto.
Il suo tono è freddo.
Come quel giorno in palestra.
Clodet:" Mi dispiace.
Ma non posso prenderti in giro.
Non ci riesco.
Ti vedo come un amico."
Stringe i denti.
Come se lo avessi appena pugnalato.
Alex:" Che brutta frase da dire.
A chi è innamorato di te da anni."
Sento i sensi di colpa.
Ma non mi tiro indietro.
Non posso stare con lui, solo perché mi fa pena.
Clodet:" Mi dispiace.
Ma non posso cambiare ciò che sento."
Ci guardiamo negli occhi, per molto tempo.
L'unico rumore è il vento, che sposta le foglie cadute.
I suoi occhi nocciola, sembrano sfumare poi tornare normali.
Nonostante tutto, mi aspettavo qualcosa di più.
Invece rimane lì immobile, come se non provasse nulla.
Mi dà i brividi.
Alex:" D'accordo Cloe.
Non posso costringerti a stare insieme.
Se non provi lo stesso.
Ma voglio chiederti un'ultima cosa."
È tornato il solito Alex,. Dolce e sorridente.
Sembra bipolare peggio di me.
Clodet:" Certo, dimmi pure."
Mi rialzo, ripulendo il pantalone.
Becco Alex guardare il lato b.
Non lo ha mai fatto.
Ma infondo lo sto lasciando, posso concedergli una sbirciatina.
Alex:" Una cena stasera.
Io e te.
Diciamo per dirci addio in senso di coppia."
Non ci vedo nulla di male.
Infondo stiamo parlando di una cena tra amici.
Ne abbiamo fatte tante.
Clodet:" Mi vieni a prendere tu?"
Annuisce sorridendo.
Ritornando in piedi.
Alex:" Certo.
Vedrai, ti stupirò."
Mi accompagna fino all'uscita del bosco.
Sembra molto tranquillo.
Credevo la prendesse peggio.
Be meglio così.
Mi sarebbe dispiaciuto perderlo come amico.
Mi saluta con un bacio sulla guancia e scappa via, chissà dove.
Io torno a casa.
Con un peso in meno sul petto.
Mi sono sentita in colpa fino ad oggi.
Ma adesso mi sento più libera.
Dire la verità fa bene.
È proprio vero.
Entro in casa.
Trovando Taylor e Ilenia sul divano.
Taylor:" Ciao."
Ricambio con un sorriso.
Devo ammettere che tra noi è imbarazzante.
Insomma è il migliore amico del mio ex compagno.
Taylor:" Come stai?
Ho notato che esci con Alex.
Spero vada tutto bene."
Si gratta la nuca nervoso.
Sembra tormento.
Clodet:" In realtà siamo tornati amici.
Non ha funzionato."
Non ha mai funzionato, perché amo il tuo amico.
Ma mica glielo posso dire.
Ilenia:" Quindi stasera ceni con noi?"
In effetti ultimamente sono sempre a cena con Alex.
Come anche stasera.
Clodet:" In realtà no.
Mi ha invitato a cena, per tornare amici diciamo."
Ora che lo ripeto ad alta voce.
Sembra davvero strano.
Ma è giusto, almeno credo.
Dea sono così maledettamente confusa.
Daiana:" È una cosa strana.
Da come si comportava, credevo si sentisse ferito.
E non che ti invitasse a cena."
Esce dalla cucina, con la sua solita tisana in mano.
Ma beve solo quello?
Comunque ha ragione.
Anche a me è sembrato tutto troppo strano.
Ma alla fine ognuno risponde in modo diverso alla tristezza.
Clodet:" Comunque vado a prepararmi.
Buona serata ragazzi."
Noto Taylor guardarmi in modo strano.
Sembra voglia dirmi qualcosa.
Qualcosa di importante.
Ma non lo dice.
Basta così.
Sono diventata davvero troppo paranoica.
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Come deciso mi viene a prendere.
Devo dire che sta molto bene in camicia e jeans.
Io forse sono molto più casual.
Con il mio jeans strappato.
E la maglia nera classica.
Diciamo più per una uscita tra amici.
Credo che questa la sia.
Passeggiamo fino al punto, dove eravamo oggi.
Ma non è più vuoto.
Ci sono un tavolo con candele e rose.
E due sedie.
Sembra sempre di più un appuntamento.
Di quelli molto romantici.
Mi fa accomodare, facendomi sentire sempre più a disagio.
Lui si mette comodo, versando ad entrambi del vino nei bicchieri.
Sembra così sereno e tranquillo.
Come se nulla fosse successo tra noi.
Ma ha davvero capito che ci siamo lasciati?
No perché non sembra.
Alex:" Lo so che siamo amici.
Ma sei davvero bella stasera."
Sorrido, prendendo il bicchiere.
Lo sorseggio piano, ha un gusto davvero dolce.
Forse un po' troppo per i miei gusti.
Tutto questo è fuori dai miei gusti.
Ma non mi sembra gentile dirglielo.
Mi sembra così strano.
Così non so.
Non sembra lui.
Clodet:" Grazie.
Anche t..."
Non riesco a finire la frase.
Un bruciore si propaga nella gola.
Facendomi tossire di istinto.
Alex:" È stato davvero molto facile Clodet.
Davvero troppo facile.
Quasi noioso."
Il bruciore si propaga per tutto il corpo.
Cerco di prendere il bicchiere per bere della acqua.
Ma non ci riesco.
II mio corpo è pietrificato.
Lui tranquillo sorseggia dal suo bicchiere.
Senza subirne nessun effetto.
Forse non era il vino.
Vorrei gridare.
Tanto è il bruciore che sento.
Ma non riesco a farlo.
Non riesco quasi a respirare.
Alex:" Si mia cara.
Qualsiasi cosa fosse era nel vino.
Diciamo che su di me, non ha effetto."
Il mio corpo diventa di marmo
E mi ritrovo a cadere a terra, per la gravità.
Lo vedo alzarsi.
E avvicinarsi a me.
La bocca è sigilata, come se fosse cucita.
Il fuoco è sotto la mia pelle.
Ustiona i miei organi.
Mi sento come una strega sul rogo.
Alex:" Avrei voluto andasse diversamente.
Ma tu sei davvero testarda mia cara.
Non volevi proprio dimenticarti quel maledetto alfa.
Ma tranquilla.
Risolverò ogni cosa."
È così tranquillo.
Quasi da sembrare folle.
Ed io non ci capisco nulla.
Non riconosco più il ragazzo che ho davanti.
Che accovacciato, mi sistema i capelli dietro l'orecchio.
Che sta succedendo?
Alex:" Sei così bella.
È davvero un peccato.
Ma pultroppo è così che va la vita."
Gli occhi diventano pesanti.
Vorrei rimanere vigile, ma non ci riesco.
È troppo forte.
E con ancora il fuoco nelle vene, mi addormento.
Confusa.
Furiosa.
Scioccata.
Questo non è l' Alex che conosco io.
È un bastardo.
Un mostro.
Alex:" Sogni d'oro piccola alfa."
Crepa figlio di puttana.
Aspetta solo che mi riprenda.
E poi...
Crollo tra le braccia del sonno.
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Quando riapro gli occhi.
Mi ritrovo in ginocchio.
Provo a muovere le braccia.
Ma un bruciore e una catena mi blocca.
Ho delle catene di rame e argento, che mi tengono al terreno.
Il bruciore è diminuito ma non del tutto svanito.
Provo a muovermi ancora.
Ma noto che anche le caviglie sono legate.
Mi guardo intorno.
Cercando quel psicopatico del mio amico.
Sono situata al centro della collina.
Deve essere quella dietro la scuola.
È l'unica che conosco, così in alto.
Sembra di poter toccare il cielo.
La gola è ancora scottata.
Clodet:" Che cazzo c'era nel vino?"
Chiedo al buio.
Devono essere passate davvero tante ore.
Ormai la luna è alta nel cielo.
Tra poco spunterà l'alba al suo posto.
Alex:" C'era una sostanza stupefacente.
Un fiore maledetto, ormai estinto nei secoli.
Almeno così si credeva.
Tra i cacciatori viene chiamato strozza lupo.
Puoi capire il perché."
Cammina tranquillo davanti a me.
Piegandosi alla mia altezza.
Rilascio le zanne e gli artigli.
Avvicinati ancora un po'.
Banchettero con il tuo sangue.
Faccio forza sulle catene.
Ma sono davvero troppo debole.
E le catene sono veleno per me.
Alex:" Avresti dovuto dormire per giorni.
E invece sei così forte.
Ha fatto effetto appena sei ore."
Gli ringhio contro.
E lui sorride divertito.
Tiro ancora le catene.
Ma non c'è nulla da fare.
Almeno per ora.
Clodet:" Che cazzo ti prende Alex.
Cos'è tutta questa storia?
Noi siamo amici."
Lui scoppia a ridere allontanandosi.
Intanto io cerco qualcosa.
Qualsiasi cosa.
Ma siamo nel vuoto più totale.
Alex:" Amici?
Io e te?
Mai parole furono più sbagliate.
Ma ammetto che è stato divertente fartelo credere."
Non posso crederci.
Non può essere tutto finto.
Una amicizia di anni, tutta una finzione?
Clodet:" Perché Alex?
Perché fai tutto questo?"
Lui si dondola sui talloni, come se nulla fosse.
Mostrandosi sempre più folle.
Alex:" I motivi non sono importanti.
Ma potrei dirti cosa ti farò."
Tira fuori un libro strano.
Antico, con simboli della magia nera sulla copertina.
Alex:" Per prima cosa mi prenderò la tua purezza.
Nel modo più violento e doloroso.
E poi con essa mi prenderò il tuo potere."
Ingoio a vuoto.
Vuole...
Vuole...
Col cazzo che glielo permetto.
Mi dimeno come un ossessa.
Clodet:" Tu sei pazzo.
Giuro che quando mi libererò.
Ti farò morire in modo lento e doloroso."
Lui sorride.
Avvicinandosi di nuovo a me.
Alex:"Se ti liberi.
E no, non ti libererai mai.
Finché non avrò finito con te.
Ma a quel punto, sarai ormai un cadavere mia cara."
Derek:" Dovrai passare sul mio di cadavere.
E non ti darò la mia vita facilmente."
Derek esce dall'ombra.
Sembra aver corso a lungo.
Il respiro affannato.
Il petto nudo, scintilla per il sudore.
Ma gli occhi iniettati di sangue, dimostrano tutta la sua forza.
Per non parlare della sua aurea di alfa, che quasi mi soffoca.
Ma la cosa importante è che lui è qui.
E qui per me.
È venuto a salvarmi.
-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-
Pov Derek.
Ho corso per ore.
Ma non sento stanchezza.
Solo una furia cieca.
Adrenalina.
Fame del suo sangue.
L'immagine di Clodet, incatenata come un animale.
Le parole di Alex.
Cio che le vuole fare.
Tutto è un mix di ira dentro di me.
E da giorni che lo osservo.
Che sto dietro a Isotta solo per avere informazioni.
Tutto inutile.
Quasi credevo avesse rinunciato.
Finché qualche ora fa non mi chiama Taylor.
Dicendomi che Clodet è scomparsa.
E che doveva uscire con Alex.
Dentro di me si è accesso un campanello d'allarme.
L'istinto mi diceva che era successo qualcosa.
E infatti così è.
Ci siamo riuniti con gli altri e divisi per cercarla.
Ho girato alla cieca.
Finché finalmente ho trovato una piccola traccia del suo odore.
Una briciola.
Che mi ha portato qui.
Qui davanti a lei, legata.
Con gli artigli e le zanne in bella mostra.
Mentre lotta con tutte le sue forze, contro le catene.
Che puzzano di argento e rame.
Alex:" Derek.
Non ti aspettavo.
Questa si che è una sorpresa."
Tira fuori un coltello e lo passa in uno straccio.
L'odore arriva fino a qui.
Sa di bruciore.
Di tossico.
Quasi mi stordisce.
Clodet:" Non osare toccarlo con quella merda.
Altrimenti ti ci apro il cranio Alex.
Te lo giuro sulla dea."
Strattona ancora le catene.
Che noto stanno ferendo i suoi polsi.
Ma lei non ci da importanza e continua a muoversi.
Alex:" Sta buona gattina.
Sarò subito da te."
Col cazzo.
Vieni tra le mie zanne cucciolo indifeso.
Col pugnale in mano, mi viene addosso.
Colpisce alla cieca, da bravo coglione.
Lo credevo più preparato.
Schivo il pugnale.
Come mi sta gridando Clodet.
Qualsiasi sostanza ci abbia messo.
Deve essere davvero letale.
Con un calcio il pugnale vola via.
Finalmente posso colpirlo senza problemi.
Para ogni mio colpo.
Bastardo.
Ha fatto finta di essere un coglione.
Partiamo e colpiamo.
Girandoci intorno come animali.
Vorrei trasformarmi, e sbranarlo vivo.
Ma qualcosa mi blocca.
Così mi accontento della mia forma umana, leggermente potenziata.
Un urlo sofferente di Clodet mi distrae.
Alex riesce a colpirmi con un pugno al fianco.
E con un calcio mi spinge via
Destino vuole che atterrò vicino al suo pugnale.
Lo afferrò e glielo lancio adosso.
Infilzzandogli una spalla.
Urla in modo disumano.
Finendo in ginocchio.
Ben ti sta bastardo.
Alex:" Basta.
UCCIDILO."
Non capisco con chi sta parlando.
Finché non appare Isotta, da dietro un tronco.
È stata lì tutto il tempo
Isotta:" Con piacere."
Alza la mano.
Ma non verso di me.
Verso Clodet.
Mi paro davanti a lei.
Giusto in tempo per salvarla.
Una carica elettrica mi colpisce lo stomaco.
Sento la scossa in tutto il corpo.
Fino ai capelli.
Mi toglie ogni energia.
Facendomi finire a terra.
Sento l'urlo di Clodet.
Ma è lontano, mi arriva ovatto.
Ma sento la sua disperazione e rabbia.
Alzo gli occhi verso di lei.
Che urla ancora tirando con forza le catene.
Quanta forza ha.
Intanto il terreno si spacca.
E delle radiche prendono vita.
Imprigionando i due nemici.
Alex:" È impossibile.
Non dovrebbe avere i suoi poteri."
Clodet urla ancora.
Le radiche si stringono su di loro.
E le catene si stanno per spezzare.
Vorrei aiutarla.
Ma il mio corpo è bloccato.
Sento la corrente ancora cammianare nelle mie vene.
Intanto i due ragazzi svengono, per la mancanza di ossigeno.
Le radici li lasciano cadere a terra.
Come cadono anche le catene, che trattenevano Clodet.
Le rimangono adosso solo i polsini.
Ma sembra fregarsene.
Cade in ginocchio vicino a me.
Mi prende la testa e la posa sulle sue ginocchia.
Clodet:" Va tutto bene.
Andrà tutto bene."
Vorrei calmarla.
Ma non ci riesco.
Non riesco a parlare.
Gli occhi sono pesanti.
Troppo pensanti.
Voglio solo dormire.
Clodet:" Non dormire hai capito.
Resta con me.
Resta con me altrimenti te la faccio pagare.
Maledetto alfa."
Sorrido.
Era da tanto che non mi chiamava così.
Era da tanto che non l'avevo così vicina a me.
Lei urla più forte.
E alle sue spalle vedo comparire un leone nero enorme.
Assomiglia molto a quello tatuato sulla schiena.
Si accovaccia.
In attesa di qualcosa.
Clodet:" Corri a casa.
Chiama mamma e zia Lefko.
Si veloce, ti supplico."
L'animale corre via, lasciandoci soli.
Nella calma del posto.
Clodet:" Non riesco a collegarmi con nessuno.
Sembra ci sia un blocco."
Lo so lupetta.
Ci ho provato anche io.
Clodet:" Sei stato un incosciente a metterti in mezzo.
Potevi morire cazzo."
Finalmente il mio corpo sembra riprendersi.
Forse riesco anche a parlare.
Ma muovermi ancora nulla.
Derek:" Non ti lascerò mai.
Tu sei mia."
Lei mi sorride. Accarezzandomi la guancia.
Clodet:" Sei testardo e possessivo."
Riesco appena ad allungare una mano.
Per prendere la sua più piccola.
Derek:" Sono pazzo di te Clodet.
Guardami per credermi.
Non è il legame.
Siamo noi."
Veniamo interrotti da una luce.
Che scompare subito.
Nychta:" Che è successo bambina?"
Ci sono Lefko e Nychta con i loro compagni.
Clodet:" Alex è impazzito.
Mi ha drogata con lo strozza lupo.
E poi mi legata qui.
Diceva cose strane."
Lefko si inginocchia davanti a me.
Prendendomi le mani.
Mentre Nychta abbraccia la figlia.
Cercando di calmarla.
Si allontana quando tocca i polsi della figlia.
Dove ci sono ancora i posini delle catene.
Ringhia furiosa.
E guarda i due uomini.
Nychta:" Portateli nelle segrete.
Io chiamero Gray."
Fanno come dicono.
Mentre Nychta afferra i polsini e li strappa in due.
Come se fossero carta.
Intanto Lefko continua a toccarmi le mani.
E mi sento sempre meglio.
Sta guarendo ogni livido.
Ogni frattura.
Ogni dolore.
Una volta finito.
Si stacca da me.
Per controllare la nipote.
Nychta:" Lefko.
Manda l'aquila, dobbiamo sapere notizie di Gray."
Lefko si sfiora il petto.
Da cui prende il volo una aquila dorata.
Fatta di luce e piume.
Bellissima.
Non mi sconvolge, perché l'ho già visto visto fare a Marco.
Quindi non mi sconvolge così tanto.
Mi rialzo piano.
Finalmente il mio corpo mi risponde.
Non ho tempo di dire una parola.
Che Clodet, mi salta addosso.
Facendo cadere entrambi a terra.
L'unica cosa che sento è il suo profumo.
E la sua dolce risata.
Ridiamo entrambi, per la strana situazione.
Infondo stavamo per morire, per mano di un pazzo.
Nulla di che.
Le donne sorridono divertire.
Mentre torniamo in piedi.
Nychta:" Andiamo ragazzi.
Vi accompagnamo a casa."
Dalle mani, esce del fumo che in cielo prende pian piano forma.
Creando un drago magnifico.
Più grande di quello di Clodet.
Formato da tutti gli elementi.
Nychta:" Andiamo Derek.
Non ho tutta la notte."
Devo essere rimasto imbambolato.
Mi porge una mano, aiutandomi a salire
Io spero solo che una volta in cielo.
Non mi butti di sotto.
Mi siedo vicino a Clodet
Che sembra molto più calma di prima.
Clodet:" Grazie di avermi salvato."
Le prendo la mano nella mia.
Guardando i suoi occhi verdi.
Derek:" Sempre.
Ti proteggerò sempre."
Lei mi sorride.
Tornando a guardare il cielo, che stiamo navigando.
Non mi ha perdonato.
Ma è già qualcosa.
Piccoli passi.
Piccoli passi.
Mentre voliamo sulla foresta della nostra città.
L'Aquila fa ritorno, posandosi sulla mano di Lefko.
Sulla zampetta un foglietto che lei passa subito a Nychta.
Lei lo legge e spalanca gli occhi sconvolta.
Clodet:" Cosa dice?"
Nychta accartoccia il foglio tra le mani.
Con rabbia.
Nychta:" Dice che Alex è a letto malato da quasi due mesi.
E lo è tutt'ora."
Ora sono io a spalancare gli occhi.
Se Alex è malato da due mesi.
Con chi cazzo abbiamo avuto a che fare?
Con chi abbiamo parlato?
Con chi è stata Clodet?