capitolo 2 ira e lussuria

3058 Words
Pov Derek È passata una settimana. Una settimana di litigi e scontri. Io e Clodet non andremo mai d'accordo. Se dico una cosa. Lei deve dire il contrario. E nessuno dei due si arrende. Una volta siamo finiti anche dal preside. Perché? Perché le ho fatto una innocente palpeggiata, a quel bel sedere che si ritrova. E lei mi ha lanciato dall'altra parte del corridoio. In più quel coso di Jek si è messo in mezzo. Come sempre deve stargli appiccicato. E in quel momento ci ho visto rosso. Stavo per saltargli adosso e lei si è messa in mezzo. Pronta a combattere. Se non fosse che è arrivato il preside e ci ha fatto una bella strigliata d'orecchio. Non siamo stati puniti. Ma ci ha dato un ultimatum. "Se scopro che succede un'altra volta. Vi faccio lavare gli spogliatoi con uno spazzolino. È chiaro?" Ma anche no. Quei posti sono luridi. Così ci siamo limitati a ringhi e minacce. E nonostante tutto il disprezzo. Quella ragazza mi crea qualcosa dentro. Come un fuoco. Non posso non guardarla. Non provare a toccarla. E non sentire il suo odore mi fa diventare pazzo. Così mi trovo a guardarla. A cercare un cazzo di difetto. Ma apparte il carattere di merda. Lei è fottutamente perfetta. Ho studiato ogni suo centimetro di corpo. Dai suoi lucenti capelli bianchi, con sfumature argento. Ai suoi occhi verdi lucenti, che diventano neri con la rabbia. Cosa che ancora non mi spiego. Al suo corpo sinuoso e così vivo. Così da donna. Vorrei vedere la sua lupa. La immagino bianca e così pura. È così sexy e bella. Derek:" Dimmi che hai scoperto qualcosa. Cazzo è passata una settimana." Ma Taylor sospira. E non è positivo. Taylor:" Niente. So solo che abitano tutti insieme in una villa, poco lontano da qui. Nessuno sa niente di loro. O semplicemente hanno paura di parlare." Lo guardo, distogliendo finalmente lo sguardo dalla mia rovina. Derek:" Paura? Gli hai detto di chi sei il beta? Il nome del nostro branco?" Lui annuisce serio. Non succede spesso di vederlo così. Vuol dire che è davvero preoccupato. E quando fa così, la curiosità diventa importanza di sapere. Billy:" E se fossero delle spie? Se avessero mentito? Se fossero del branchi del Nord?" Spero proprio che si sbagli. Ma l'ho pensato anche io. L'unione, (Unione della rinascita), di cui faccio parte, contiene tutti i regni del sud. Anche gli altri regni sono stati invitanti. Ma hanno rifiutato. Volendo mantenere le proprie tradizioni e usanze. Creando delle proprie unioni. Con le unioni dell'ovest e dell'est non ci sono problemi. Ma l'unione del nord, è tutt'altra storia. Le loro tradizioni e usanze sono legate alla purezza assoluta. Io sono il primo a cui non piacciono i branchi misti. Ma loro, sono dei fanatici. Vietano assolutamente le coppie miste. E intendo le coppie come beta e alfa. Insomma fanno venire i brividi. La osservo ancora. Mentre ignara mangia il suo pranzo. Derek:" Non credo che Frank si sarebbe fatto fregare così. È impossibile." Loro annuiscono. Frank è un grande uomo, non si sarebbe mai fatto ingannare. Deve essere qualcos'altro. Lei intanto pranza tranquilla vicino al suo branco. Un po' troppo vicina a Jek. Lui le da le sue patate dolci, e lei accetta con un sorriso. Fan culo, a lui sorridi. Mentre a me mostri i denti, solo per ringhiare. Il mio lupo è furioso, lo vorrebbe già sbranare. Ma il peggio arriva quando le pulisce la bocca. Questo è davvero troppo. Sono già in piedi, che cammino verso di loro. Per dire cosa poi? Quando arrivo mi accorgo che non so che cazzo ci faccio qui. Quindi come sempre faccio una cazzata. Giusto per toglierle il sorriso. Gli osservo tutti. Fino a incrociare due occhi arancioni. La vittima sacrificale perfetta. Derek:" Ma guarda un po. Un cacciatore. La vergogna di tutte le razze." Ma lui non risponde. E torna a mangiare tranquillo. E no, non mi può evitare. Derek:" Non ti vergogni. Non ti senti l'anima marcire a stare in mezzo a persone. Che la tua razza a sterminato per secoli?" Ancora nulla. Questo ragazzo sembra intoccabile. E mi dà i nervi. Avvicino la mano per spostargli la faccia verso di me. Ma non ci arrivo. Un'altra mano me la sposta via. Prima ancora che possa toccarlo. Una mano che appartiene a suo occhi verdi. Che ora neri, sembrano volermi divorare l'anima. Clodet:" Prova solo a sfiorarlo. E ti strappo la mano a morsi." Sorrido vittorioso. Lei guarda me. Solo me. Ed io non so perché mi sento così euforico. Derek:" Forse non ti è chiara una cosa. Io sono un alfa. E faccio ciò che voglio." Faccio per toccarlo ancora. Ma in un secondo, mi trovo il braccio girato contro la schiena. E la faccia quasi tocca il tavola. Ammetto che è stata veloce, non me ne sono ne meno accorto. Clodet:" Tocca me. Insultami. Rompimi i coglioni. Ma non osare sfiorare ne meno a parole il mio branco." I miei beta fanno un passo avanti ringhiando. E il suo branco risponde. Persino il cacciatore che era stato zitto e buono. (Attraverso il collegamento) Derek- Statene fuori. È compito mio. Velocemente ribalto la situazione. Con l'unica differenza che la tengo stretta al mio petto. È così che ti voglio. E così che voglio toccarti. Stretta a me. Il suo corpo vibra vicino al mio. Creando in me ira che è lussuria. Derek:" Non minacciarmi lupetta." Mi colpisce la gamba, facendomi mollare la presa. E con un colpo allo stomaco mi fa arretrare. Riesco a fermarmi. Tenendomi al pavimento con gli artigli. Lei davanti a me si stiracchia il collo. Pronta allo scontro. Clodet:" Questa lupetta ti fa il culo, se non te ne vai." L'aria di sfida la rende ancora più appetibile e sexy. E mi sprona a lottare, solo per toccarla ancora. E sottometterla a me. Mi faccio avanti per afferarla. Lei parla ogni mio gesto. È forte e veloce come un alfa. E se non fossi ciò che sono, sarei già a terra. Un pugni, quasi mi spacca il naso. Che però sanguina lo stesso, cazzo. Lei sorride. Mentre tutti si sono messi in cerchio. Ammirando lo scontro che si aspettavano da una settimana. Continuamo a combattere. Senza risparmiare colpi. E lei è così bella. Sudata e affanata. Non so come finiamo a terra, lei sotto di me. La tengo giù e in un movimento involontario le nostre intimità si sfiorano. E lo sento. Un sospiro. Sfuggito dalla sua bocca. Ma non è un sospiro, ma un gemito. E cazzo mi fonde il cervello. Mi distrae facendo eco nella mia testa. Tanto che non mi accorgo che lei a ribaltato la situazione. Ed ora è sopra di me. Che preme il gomito sulla mia gola. Gli occhi completamente neri, e il respiro corto. Frank:" Che cazzo sta succedendo?" Io e lei ci giriamo verso la porta. E sprigioniamo lo stesso pensiero. "O merda." Si avvicina a noi, che velocemente torniamo in piedi. Come se nulla fosse. Ma è inutile Ci ha beccato. E ora siamo nella merda. Furioso e con gli occhi dorati ci fissa impassibile. Frank:" Nel mio ufficio. ORA." Sbuffando lo seguiamo. In assoluto silenzio. Ma nella mia mente ancora quel suono, che so che non mi abbandonerà per molto. Entrati dentro. Frank sbatte con forza la porta. Per poi sedersi dietro la scrivania. Frank:" Seduti." Seguiamo gli ordini, senza ne meno respirare. Paura di fare rumore. Frank:" Che devo fare con voi due? Che vi passa nel cervello? Siete due alfa cazzo, e vi comportante come dei neonati." Sospira stanco. Guardandoci ancora a fondo. Clodet:" È colpa sua. Ha osato toccare il mio branco. E..." Derek:" Sei tu che hai cominciato, sbattendomi sul tavolo." E non come desidero io. Ma questo è meglio tenerlo per me. Clodet:" Tu sei un cretino. Un presuntuoso. Un..." Frank:" BASTA." Questo urlo credo che l'abbiano sentito fino al mio branco. Tanto potente da fare vibrare le finestre. Frank:" Dea santa. Siete così uguali ai vostri genitori. Soprattutto tu Clodet, ho pietà di tuo padre a sopportare entrambe." Ok. Ora ho la certezza anche non sono spie. E che Frank conosce bene la sua famiglia. Frank:" E tu Derek. Tuo padre era una testa calda. Ma tu lo superi in stupidità." Rimaniamo entrambi in silenzio. Credo che non c'è nient'altro da dire. Frank:" Pulirete la mensa per tre giorni. E ritenetevi fortunati. La prossima volta non sarò così begnanimo. Atti di violenza non sono accettati in questa scuola." Merda. Forse l'abbiamo davvero combinata grossa. Ma quando lei è vicina a me. Ho solo due scelte. Combatterci fino a perdere il respiro. O baciarla fino a darle il mio. E queste emozioni mi destabilizzano. Molto. Ma una cosa l'ho capita. Ho sbagliato a toccarle la famiglia. Io avrei reagito allo stesso modo. :-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-:-: Pov Clodet. Arriviamo nella grande mensa, ormai già vuota. Sbuffo scocciata. E pensare che Jek me l'aveva detto. "Lo fa solo per innervosirti. Lascialo perdere. Ne cerca la scusa." E invece cosa ho fatto io? Esatto, ho perso la pazienza E ora mi trovo a dover pulire questo porcile. Tutta per colpa sua cazzo. Closer;" È tutta colpa tua cazzo. A quest'ora potrei essere nel mio dolce letto. E invece eccomi qui." Afferro i panni. Stando attenta a non guardarlo negli occhi. Perché quegli occhi mi fottono. Perché si cazzo, lui è il mio compagno. E quando lo guardo non so se voglio ucciderlo, o consumarlo di baci. Fan culo. Derek:" Non è colpa mia se hai un cacciatore per amico. Devi accettare che non tutti lo vedranno sempre di buon occhio." Mi ero dimenticata di questo suo lato ignorante e testa di cazzo. Clodet:" Mi spieghi che cazzo ti ha fatto Carlos? Ti ha per caso attaccato o a attaccato qualcuno che conosci?" E fan culo il "facciamo i bravi bambini." Lui stringe i denti. Affrontandomi. Occhi negli occhi, ed io sono fottuta cazzo. Derek:" Semplicemente mi stanno sul culo tutte le razze. E soprattutto i branchi misti." Spalancò gli occhi sorpresa. Non so ne meno come rispondere. Tanto è stupida la sua affermazione. Clodet:" Siamo tutti figli della luna cazzo. Siamo tutti uguali. Non importa la razza. Importa cosa hai nel cuore. Sei solo uno stupido, ottuso, senza cervello. Un bambino cazzo." Dovrebbe essere un discorso dolce e tranquillo. Ma esce come un urlo esasperato e incazzato. Derek:" Tu non sai un cazzo Di me. NON PUOI GIUDICARMI. NON SEI NESSUNO PER FARLO CAZZO. IO PENSO QUELLO CHE VOGLIO." Uno davanti all'altro. Affanati e affamati. Pronti a divorarci l'anima. Ed io capisco una cosa. Una cosa che non avrei mai voluto scoprire. Clodet:" Io e te non potremo mai andare d'accordo. Siamo troppo diversi e troppo uguali. Non siamo buoni ne meno per essere amici." Lui sbuffa. Mentre prendo un straccio e un detersivo. Derek:" Io e te non dobbiamo essere niente. Solo due sconosciuti che non si uccidono a scuola. Nulla di più." Le sue parole sono pugnali nel petto. Me lo aprano e ne strappano via io cuore. Clodet:" Solo due estranei." Sussuro involontariamente. Sperando non mi abbia sentito. E il silenzio che ne segue, ne è la dimostrazione. Sospiro, cercando di riprendermi. Ormai è andata. Siamo due sconosciuti, nulla di più. Clodet:" È meglio cominciare a lavorare. Prima che Frank ci faccia pulire la cucina." Cerco di sembrare fredda e intoccabile. Ma non è così. Con una corsetta arrivo a un tavolo. Salto e atterrò su di esso in verticale. Mi muove con le mani, con gli stracci sotto. E pulisco il tavolo in questa posizione. Derek:" Ok. Saremo anche due estranei ma me lo devi dire. Che stai facendo?" Finisco il tavolo e salto giù. Atterrando eretta. Lo vedo sorridere divertito. E non volendo mi contagia. Clodet:" Non farci caso. È abitudine. Mia madre trasforma ogni cosa, anche un lavoro domestico, in un allenamento." Ed è così. Mia madre non conosce la frase. "Fare le cose normalmente." Tutto è una sfida, un insegnamento. Ed io ne sono molto felice. Derek:" È una gran donna." Gli sorrido ancora. Non riesco a smettere. E domani torneremo ad odiarci, ma ora sto così bene. Che non voglio smettere. Clodet:" Dai. Prova anche tu. Io pulisco i tavoli, e tu da questa distanza lanci le sedie , in posizione sopra la parte pulita." Sì strofina le mani, come a riscaldarle. E afferra una sedia. Derek:" Questo si che sarà divertente. Vai comincia lupetta." Questo nomignolo lo odio e lo amo. Chissà come sarà quando mi chiamerà con il mio nome. Cosa che non ha ancora fatto. Dopo uno sguardo di intesa. Salto su un nuovo tavolo. E mentre io pulisco lui lancia le sedie dove sono già passata. Non glielo dirò mai. Ma è davvero forte e allenato. I suoi lanci sono veloci e precisi. Non manca un posto. Clodet:" Ora con una mano." Entrambi usiamo una sola mano. E noto il sangue pompare più forte nelle vene sul braccio. Sui muscoli ora contratti. Cazzo questo alfa è illegale. È sesso allo stato puro. Per poco non perdo la presa. Ma mi riprendo subito. Non devo crollare ai suoi piedi, letteralmente parlando. Facciamo così, per circa la metà di tavoli. Poi entrambi ci fermiamo per la stanchezza alle braccia. Derek:" Tua madre ha ragione. È un buon allenamento." Sorrido, passando all'altra metà di tavoli Clodet:" Non ti riposare troppo. Siamo solo all'inizio." Anche qui facciamo un allenamento diverso. Dopo averli puliti tutti "normalmente." Torniamo all'inizio della metà da fare. Clodet:" Pieghi le gambe. Afferri la sedia. Me la passi, mentre io la passo e te. La giri in aria. E la posizioni." Lui annuisce. Mettendosi in posizione. Cominciamo. E per tutto l'allenamento rimaniamo concentrati e in silenzio. La stanchezza si fa sentire Ma stringiamo i denti, lasciandoci scivolare un goccia di sudore. La osservo scivolare sul suo viso. Sfiorare appena l'angolo della bocca. Ma chi me l'ha fatta fare. Insomma alla fine scarichiamo tutta la stanchezza ridendo di gusto. Ho trovato il mio suono preferito. La sua voce. O meglio la sua risata. "Siamo solo due estranei." E la risata finisce. Ho bisogno di ripetermelo. Perché se mi sento già scottata ora. Pensa se mi buttassi tra le sue braccia. Derek:" Qualche trucco su come scopare?" Sospiro passandogli la scopa. Clodet:" No. Quello bisogna farlo normalmente." Lui l'afferrò sorridendomi furbo. Derek:" Quindi tu scopi in modo normale." Solo davanti ai suoi occhi rossi e a quel sorriso melodioso. Capisco il doppio senso. Cerco di colpirlo con la scopa. Ma lui la para con la sua. Clodet:" Sei un porco pervertito, oltre che presuntuoso." Lui scoppia a ridere. Mettendo giù la scopa. Smettila di farlo. Smettila di ridere. Non lo senti che mi fa esplodere il cuore. Smettila di farlo. Derek:" Di fare cosa?" O merda. L'ho detto ad alta voce. Un altro pessimo difetto. E ora che cazzo gli dico. Pensa. Pensa. Pensa. Clodet:" Di farmi perdere tempo. Di questo passo, finiremo tra un mese." Lui mi sorride annuendo. E si mette a lavoro. Io lo osservo. Concedendomi pochi secondi. Poi mi metto a lavoro anche io. Devo ammettere che è stato bello ridere e scherzare. Ma non posso illudermi troppo. "Solo due sconosciuti." "Non sei nessuno." Noi non siamo nulla. E illudermi farebbe male solo a me. Così, con il cuore in gola, continuo il mio lavoro. Godendomi questo nostro momento sereno e tranquillo. Finché dura. +-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+ Pov Frank. Osservo i due ragazzi, lavorare insieme. Ridere e scherzare. Sono convinto che insieme sapranno crescere. E diventare gli alfa che meritano di essere. Non che ottimi compagni. Si, so che sono compagni. E so anche che lui non lo sa. In relata è Nychta che me l'ha detto. Dicendomi di non dire nulla a Clodet. Voleva solo sapere se era un bravo ragazzo. All'inizio non sapevo di chi parlasse. Non la vedevo mai vicino a nessun ragazzo, che non fosse del suo branco. A parte quell'alfa. Che gira e volta sono sempre vicini, e in procinto di azzanarsi. L'ho capito durante un litigio. Si fissavano con il fuoco nello sguardo. Come io e la mia compagna ci guardavano i primi tempi. Quando non ci volevamo. Nessuno dei due voleva l'altro. Amavamo la nostra libertà. Credendo così ingiusto di dover stare insieme, solo per colpa della luna. Così ci rifiutammo a vicenda. Ma nonostante la volontà di ferro. Non riuscivamo a stare lontani. Anche solo litigare ci bastava. Quella donna era ed è tutt'ora, la donna più testarda e rompi palle del mondo. E dopo l'ennesimo litigio. Pronti a combattere. Mentre ci urlavamo di tutto. Alla fine invece di colpirci, ci siamo baciati. E non abbiamo più smesso. Capendo che la libertà che volevamo. Era dentro di noi. Erano noi a renderci liberi. D'allora non è stato tutto rose e fiori. Anzi, spesso e volentieri finisco a dormire da Gray. Ma nonostante ciò. Lei rimarrà sempre l'unica donna che amerò mai. Perché noi non siamo insieme perché siamo compagni. Ma perché ci siamo scelti e accettati nonostante tutto. Vedo molto di questo, in questi due ragazzi. Così testardi e forti. Si ameranno o si daranno battaglia. In entrambi i casi ne vedremo delle belle. "Cara Nychta, hai una bella gatta da pelare. Hai una figlia, degna erede della tua corona. E un genero che non scherza ne meno." Speriamo che non si metta in mezzo. Altrimenti la vedo davvero dura per Derek. Li lascio al loro lavoro. Per tornare al mio. Quando il mio alfa mi ha dato questo incarico. Non ne ero così sicuro. Ok, ero proprio contrario. Andiamo uno come me, a sopportare dei ragazzini? Credevo che avrei dato fuoco alla scuola un mese dopo. E invece dopo 17 anni sono ancora qui. E ho scoperto che mi piace. Soprattutto dare punizioni. Ma molto di più, aiutare questi ragazzi a superare i loro limiti e crescere. Un po' come hanno fatto le figlie della luna con tutti noi. Quella guerra è ancora vivida nella mente di tutti. E credo non svanirà mai. Quando vedi quello che abbiamo visto noi. I sonno sereni, non torneranno mai più. Possiamo solo sperare in questo ragazzi. Mettere il futuro nelle loro mani E sperare che cose del genere, non succedano mai più. I nostri figli, sono la speranza di un futuro migliore.
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