Prefazione
Il Regno di Avalon è un romanzo che l’Autore ha intessuto su fantasia e storia, ricerca e informazioni, di notevole pregio culturale per la straordinaria capacità, che ha saputo mettere in campo utilizzando, per il calendario luni-solare, nomi di mesi e giorni della settimana, noti soltanto a studiosi di storia babilonese e ricercatori di opere e documenti antichissimi.
La storia è affascinante perché ci fa vivere una ipotetica possibilità di rinascita del regno di Avalon attraverso gli occhi di un ricercatore impegnato e di una splendida collaboratrice che, curiosi per natura, possono sognare di avere utilizzato il loro impegno per documentare le loro ipotesi di ricerca.
Piacevole è seguire la storia dei sopravvissuti, che protetti dalla Divinità, si dividono e creano insediamenti che ci fanno pensare a Ceppi da cui originano i popoli che, oggi, sono depositari di culture e riti che possono essere collegati alla antichissima Avalon.
Notevole è la ricchezza di riferimenti alla costruzione dell’arca e all’applicazione di tecniche meccaniche, alla costruzione del fossato di difesa del Campo e all’applicazione di principi di fisica per rendere affascinante lo scontro tra i potenti cattivi e i prescelti, fiduciosi delle indicazioni degli Dei.
Ma il tocco veramente magistrale si coglie nella celebrazione del principio morale della “Fratellanza”, che in più parti del romanzo si tocca con mano ferma; una fratellanza, che si manifesta tra amici, nel campo dove viene allestita l’Arca, in quella che si realizza tra le barche che sostengono l’Arca, quella che si materializza nell’aiuto concreto che si scambiano i personaggi che condividono una sola fede: la voce della Dea che invita a partire.
In più punti del romanzo tangibile è la presenza della protezione degli Dei, a testimonianza della necessità che ha l’uomo di sentirsi proteggere nei momenti più difficili della vita e degli obiettivi, che si possono raggiungere con l’aiuto divino, anche se inizialmente l’impresa sembra impossibile.
Nel complesso un romanzo di facile lettura, di ricche informazioni, di fervida fantasia, che tiene legati dal principio alla fine per scoprire il seguito e soddisfare la piacevole curiosità che suscita.
Elisa Savarese
Presidente dell’Università Avalon
Sognare ad occhi aperti è tipico dei bimbi,
inseguire i sogni è cosa degli adulti.
Cos’è un adulto, se non un bimbo cresciuto?
Sognare l’impossibile è utopia ma non lo è
inseguire un mito ché talvolta è la più bella
avventura che possa capitare.
È questo il motivo per il quale dedico
queste pagine fantasiose a tutti coloro
che, nell’avventura della vita, tentano
di realizzare il loro sogno di utopia.
(Learco Learchi d’Auria)
N.d.R:
I personaggi del presente romanzo ed anche l’autore, tal quale si descrive, sono stati ideati dalla fantasia. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti sono puramente casuali.