13.-3

1573 Words

«ARRR... ah...». Zach annaspò alla ricerca delle dita di Trevor. «Ti prego, toccami. Accarezzami il cazzo, ti prego». Il cazzo? Quel termine lo fece sussultare, ricordandogli dell’orfanotrofio, di risatine e bisbigli durante le lezioni di educazione sanitaria, di graffiti scribacchiati sui muri dei bagni. Gli sembrava una parola che avrebbe potuto usare R. Crumb, pensò vagamente, anche se lui disegnava membri maschili molto più spesso di quanto li menzionasse, con tanto di sgradevoli peli, vene pulsanti e gocce di sperma a bagnarli. Si rese conto di essere di nuovo terrorizzato, ma ora era come trovarsi su delle folli montagne russe fuori controllo: non c’era modo di fermarsi, e quindi non si poteva fare altro che aggrapparsi forte e accettare ogni curva e discesa. Zach gli aveva preso l

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