XIII L’ufficio del capitano Lodetti è illuminato fiocamente dalla lampada da tavolo in ottone accesa sulla scrivania, nonostante l’orologio al muro segni le undici di mattina e la veneziana sia completamente avvolta. Riflette una penombra vaga a mezz’altezza sulla boiserie di legno rossiccio regalando un clima verosimilmente dickensiano all’ambiente. Fuori dalla finestra una spessa coltre di nubi rende cupa questa giornata di metà dicembre. Sembra di cattivo umore anche il Presidente nel ritratto appeso sulla parete alle spalle di Perrotta. A fianco del capitano, invece, la figura smilza di Cravero ha smesso i panni del chiodo da carpentiere per indossare quelli dell’attaccapanni a piantana. Talmente magro che a momenti non fa ombra. Tant’è che Ferrero si domanda come funzionino gli arruo

