Davide passò la giornata all’ospedale dove raccontò di essersi sentito male e di aver vomitato prima di arrivare alla turca e di essere scivolato sul suo vomito ed essersi rotto il braccio nel tentativo di attutire la caduta. Un po’ improbabile, ma vagamente credibile. Solo non spiegava il grosso livido addominale. Disse di esserselo procurato con una pallonata giocando a calcio. Il calcio era sempre stata un’attività molto lontana dai suoi pensieri, ma questo non lo disse. Il pomeriggio seguente Rolando sentì suonare alla porta di casa e quando andò ad aprire si trovò di fronte un Davide malridotto e con lo sguardo disperato, sembrava perfino più emaciato del solito, quel braccio appeso al collo gli dava davvero un’aria da estrema unzione. Al mattino sull’autobus non c’era, ma in effetti

