14. Una sconcertante verità

1470 Words
Hermione: “50 punti, 50. Harry cosa ti è saltato in mente? Non potevi aspettare la fine della lezione?” Ron: “Miseriaccia amico, chissà che punizione orribile ti aspetta.” Harry: “Lo so, ho fatto una cavolata. Ero curioso.” Hermione: “E non potevi trattenere la tua curiosità per un'altra ora? Harry è Piton, lui si accorge di ogni cosa, come potevi sperare di passarla liscia? E poi dovresti prestare attenzione alle lezioni, abbiamo gli esami quest’anno.” Ron: “Ecco che ricomincia.” Hermione: “Piantala Ronald, vale anche per te, non ti farebbe male un po’ di studio in più.” Harry: “Mi dispiace ok? Quel serpeverde è probabilmente l’unica cosa normale che mi sia capitata da quando ho scoperto questo mondo. Ci tengo a lui.” Hermione: “Harry? Cosa provi per lui?” Harry: “Io…è complicato.” Ron: “Miseriaccia Harry, non ti sarai davvero innamorato di un serpeverde?” Hermione: “Ronald!” Lo riprese Hermione con un tono duro. Harry: “E se anche fosse? Dov’è il problema? Neville è innamorato di Blaise e Blaise di lui e se Merlino vuole un giorno si dichiareranno e finalmente usciranno davvero insieme e che dire di Seamus? Lui e Nott stanno già pubblicamente insieme, anche i serpeverde hanno accettato la cosa tanto da mettersi a studiare con noi a volte. Quale sarebbe il problema se anche io avessi trovato la mia anima gemella in un serpeverde? Lui mi capisce.” Ron: “Harry, non sai neanche chi sia.” Hermione: “Beh, odio ammetterlo ma Ronald ha ragione. Sia Neville che Seamus sapevano perfettamente con chi stavano parlando. Ad ogni modo non penso ci sia niente di male se ti sei innamorato di lui, ma non è una buona ragione per farci perdere altri punti.” Ron: “Herm lui si è innamorato di un serpeverde, per quanto ne sappiamo potrebbe essere pure Goyle e tu ti preoccupi dei punti? Miseriaccia, povero Harry.” Harry: “Ora basta. Di chi mi innamoro sono solo fatti miei ok? Non farò perdere altri punti alla nostra casa, mi dispiace per com’è andata oggi e non parliamone più ok?” Così dicendo Harry andò via di corsa, lasciando i suoi amici in mezzo al corridoio dei sotterranei.  Era furioso, come potevano non capire? Non importava chi fosse il suo serpeverde, lui aveva visto il vero Harry, lo trattava come avrebbe trattato una persona qualunque e questo era quello che contava, anche se si fosse trattato di Goyle…Beh forse Goyle no. Ma Harry era sicuro che non potesse trattarsi di lui, il serpeverde era troppo intelligente e poi gli aveva detto di avere un bel fisico, appena muscoloso, certo poteva avergli mentito ma Harry gli credeva. ************************* Harry era in ritardo per la sua punizione, si era appisolato su una poltrona della sala comune ed era stato svegliato dalle urla di Hermione che, furiosa, gli urlava contro che era in ritardo e che per questo avrebbe di certo fatto perdere altri punti a grifondoro. Così Harry si era messo il mantello in fretta e furia, aveva preso la borsa ed era corso giù nei sotterranei. Arrivato davanti alla porta dell’ufficio del professore di pozioni, ormai senza fiato bussò due volte e attese una risposta dall’altro lato della porta, che non tardò ad arrivare. “Avanti” Disse Piton con il solito tono duro e spietato. Piton: “Potter, non solo ha avuto l’ardire di utilizzare quel aggeggio durante la mia lezione ma osa anche presentarsi in ritardo alla sua punizione e in quello stato per di più. 5 punti in meno a grifondoro per il ritardo e altri 5 per la mancanza di decoro.” Solo in quel momento Harry si accorse, dopo la ripresa di Piton, dello stato dei suoi vestiti. Preso dal ritardo e dalla corsa per evitare di perdere altri punti, inutilmente per altro, non si era dato una sistemata prima di entrare nell’ufficio del professore. La sua camicia era tutta spiegazzata e da un lato usciva dai pantalone, la cravatta era mezza slacciata, il mantello buttato addosso alla belle meglio e i capelli, beh quella era forse l’unica cosa che era sempre in disordine e che in quel momento sarebbe apparsa normale. Potter: “Scusa signore.”  Dopo la fine della guerra ad Hogwarts erano diventati tutti più gentili, anche se lui e Piton spesso davano ancora spettacolo con qualche botta e risposta in classe, che si concludeva sempre con perdita di punti e una bella punizione per Harry, erano comunque entrambi coscienti che Piton aveva combattuto al loro fianco e aveva rischiato la sua vita per proteggerlo fin troppe volte. Per queste ragioni Harry cercava di essere meno arrogante, spesso senza successo.  Piton: “Posi la sua borsa sulla sedia e appoggi il suo “Telefono” sulla mia scrivania, in bella vista. Disse marcando la parola telefono, come per sottolineare che era colpa di quell’oggetto se Harry era in punizione. “Per la sua punizione dovrà etichettare e disporre sugli scaffali gli ingredienti che troverà in quelle scatole, il tutto in assoluto silenzio e se non finirà stasera tornerà domani.” L’ufficio del professore era abbastanza grande e si trovava vicino all’aula di pozioni. L’ufficio era piano di scaffali contenenti libri e tutto il necessario per preparare delle pozioni, come calderoni, mestoli e così via. Sulla sinistra vicino alla cattedra si trovava la dispensa, non era molto grande ma era piena di scaffali alti fino al soffitto, che si potevano raggiungere grazie ad una scala scorrevole, gli ricordava molto quella che usava Ollivander quando era andato ad 11 anni a prendere la sua bacchetta. Ci avrebbe messo una vita a fine di mettere tutto in ordine. Pensò Harry sconsolato.  Si diresse verso la scrivania, posò il telefono su di essa a malincuore e la sua borsa sulla sedia di fronte e si mise a lavoro. Severus era seduto alla sua scrivania, avrebbe dovuto correggere i compiti del primo anno, ma la sua attenzione, veniva sempre rapita dal telefono poggiato sull’angolo destro della sua scrivania. Non poteva semplicemente prendere il telefono del ragazzo e sbirciarci dentro e non poteva usare il legilimens su uno stupido aggeggio elettronico, quindi come accertarsi che il grifondoro con cui messaggiava fosse davvero Potter?  In un istante gli venne un’idea banale ma al contempo geniale. Quel coso avrebbe emesso qualche tipo di fastidioso rumore se avesse ricevuto un messaggio. Pensò Severus aprendo con un gesto secco il cassetto dov’era contenuto il suo telefono e scrisse velocemente un messaggio. In un tempo che Severus considerò troppo breve, il telefono sulla sua scrivania vibrò e il piccolo schermo si illuminò formando una fastidiosa scritta che diede conferma ai suoi più profondi timori. 1 Messaggio da:  Serpeverde Musone “Non è possibile. E’ lui.” Disse Severus, senza rendersi conto di aver espresso ad alta voce i suoi pensieri.  “Signore?” Harry si era girato nel sentire il professore parlare e lo aveva visto con il telefono in mano a fissare con, quello che pareva stupore, non credeva neanche che il suo insegnante potesse avere un'altra espressione oltre quella arcigna, un punto imprecisato della cattedra. Tuttavia pochi secondi dopo lo vide abbandonare il telefono sulla scrivania e uscire tutto spedito dalla porta, come se fosse stato rincorso da un thestral in calore, senza neanche degnarlo di un sguardo. Si rese conto in quello stesso istante del suo telefono, sulla destra della cattedra, con il piccolo schermo illuminato e si avvicinò ad esso con cautela. Ore 21:45  Serpeverde Musone: Dimmi chi sei? Ad Harry non era ben chiaro cosa fosse successo, il suo professore sembrava strano da quando era entrato nel suo ufficio quella sera, sembrava sovrappensiero, continuava a lanciargli occhiate che, non sapeva spiegare il perché ma non gli sembravano le solite occhiate per controllare se svolgeva il suo lavoro accuratamente. Poi gli aveva sentito dire una frase che secondo lui non aveva senso e poco dopo lo aveva visto correre via senza nessun motivo. Continuava a fissare la frase sul suo telefono pensando che era strana, il serpeverde era sempre stato d’accordo sul rimanere in anonimato, quindi perché adesso gli chiedeva di svelare la sua identità? Tanto valeva approfittare dell’assenza di Piton per chiederglielo. “Bzzz” Harry aveva appena inviato il messaggio e poco dopo una piccola vibrazione attirò la sua attenzione, proveniva dal telefono dell’ormai non più tanto odiato professore di pozioni.  Solo in quel momento leggendo sul piccolo schermo illuminato dell’altro telefono: 1 Messaggio da:  Pezzo di Idiota Capì. Lo stupore che aveva visto sul visto di Piton non era stupore, era sconcerto e capì anche il perché. Piton, era Piton il serpeverde con cui messaggiava da settimane, era Piton quello con cui si confidava, era Piton quello di cui si era innamorato.
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