15. Confronto

1833 Words
Severus dopo aver appreso la sconcertante verità sull’identità del suo grifondoro, si era precipitato senza neanche bussare, in fretta e furia nell’ufficio del preside per una spiegazione. Severus: “Potter? Per quel tuo stupido progetto mi hai assegnato Potter?” Albus: “Oh Severus, mio caro ragazzo ti vedo nervoso, prego siediti, gradiresti una tazza di the?” Severus: “Al diavolo il tuo the, tu sapevi che era Potter vero? I telefoni non sono stati assegnati a caso, molti serpeverde sono finiti in coppia con dei grifondoro, ma Potter, perché proprio Potter?” Albus: “Mmm, mi stai dicendo che il tuo compagno di progetto è Harry? Curioso, davvero curioso.” Severus: “Non è curioso per niente è terribile. Come diavolo ti è venuto in mente?” Albus: “Severus non so davvero di cosa tu stia parlando” Disse il preside con una finta innocenza. “Tuttavia penso sia affascinante, come sta andando il progetto?” Severus: “Come sta andando il progetto? Albus ho parlato per settimane con Harry Potter, un mio studente che per ovvie ragioni mi odia e appena verrà a conoscenza della mia identità mi odierà ancora di più. Come diavolo hai potuto…non porterò avanti questa tua follia.” Disse Severus sempre più irritato. Albus: “Perché no Severus? Penso stiate bene insieme.” Severus: “Di che diavolo parli?” Albus: “Ti sei affezionato al ragazzo non è vero? Quella che provi non è rabbia Severus è paura. Provi dei sentimenti per quel ragazzo, non conoscere la sua identità ti ha aiutato ad avvicinarti a lui e ha aiutato lui ad avvicinarsi a te. Non aver paura dell’amore che provi Severus, il ragazzo non ti odia e sono certo che troverete il modo di appianare le vostre divergenze.” Disse sorseggiando il suo the. Severus: “Tu non stai suggerendo che io e Potter…” Severus non ebbe il coraggio di finire la frase, il preside no stava certo suggerendo quello che lui pensava, era folle, semplicemente folle. Albus: “Cosa ci sarebbe di male? Tu sei innamorato di lui e lui di te, siete una coppia fantastica secondo il mio non modesto parere.” Ok, Severus si sbagliava, il preside stava davvero suggerendogli di iniziare una relazione con Harry Potter. Era pazzo, Albus silente era pazzo. Severus: “Cosa ci sarebbe di male? Albus è un mio studente è poco più che maggiorenne e per Salazar lui è il giovane amato salvatore del mondo magico e io sono un vecchio burbero mangiamorte.” Albus: “Ex-Mangiamorte Severus. Un Ex-Mangiamorte parte dell’ordine della fenice, che ha guadagnato un ordine di Merlino prima classe per il suo essenziale, quanto coraggioso, contributo durante la guerra. La vita dei maghi è molto più lunga di quella dei babbani, per tanto la vostra differenza di età è del tutto accettabile e la vostra posizione a scuola si concluderà quest’anno, non appena Harry si sarà diplomato e considerato il tuo carattere in classe nessuno ti accuserà mai di favoritismo. Ora se non ti spiace Severus, ho un appuntamento da Beautiful Magical Pet per l’alicure di Fanny, diventa incredibilmente nervosa senza il suo trattamento mensile alle ali.” Così dicendo, il preside prese la sua splendida fenice dai colori sgargianti e uscì dal suo ufficio con un aria allegra senza più curarsi di Severus. ******************************* Severus era sconvolto, il preside lo aveva liquidato come se niente fosse. Mentre si dirigeva nei sotterranei la sua mente era invasa da mille pensieri diversi, che avrebbe detto al grifondoro? Cosa sarebbe accaduto da adesso in poi? Non poteva continuare a parlare al grifondoro facendo finta di non sapere chi fosse, ma l’idea di non parlare più con lui gli faceva venire uno strano dolore al petto, un dolore che Severus non capiva. Il preside aveva parlato di “Amore”, gli aveva detto che lui, Severus Piton si era innamorato di Harry, lo aveva detto con lo stesso tono con cui gli offriva sempre il the. Innamorato, lui? Di Harry Potter? No, lui non riusciva a dare un nome a tutti quei sentimenti con la stessa facilità con cui lo faceva il preside. Sapeva che il grifondoro gli piaceva, che lo intrigava ma di li a parlare di amore. Tutto quello di cui era certo Severus era della grande confusione che gli attanagliava la testa. Harry si era seduto sulla sedia posta di fronte alla scrivania di Piton, dopo aver visto il display del telefono del suo professore illuminarsi, aveva aperto il messaggio, voleva avere una chiara conferma di quello che aveva realizzato. Era davvero Piton il suo serpeverde. Harry avrebbe dovuto essere inorridito, spaventato o addirittura arrabbiato, ma per una ragione che non sapeva spiegarsi era solo confuso. Aveva capito che il professore era venuto a conoscenza della sua identità poco prima che anche lui scoprisse la verità, era uscito dall’ufficio di corsa diretto Merlino sa dove e non aveva ancora fatto ritorno, erano ormai passati 20 minuti ed Harry sapeva che avrebbe dovuto finire il lavoro che gli era stato assegnato, ma semplicemente non ci riusciva, aveva paura di cosa avrebbe detto Piton quando sarebbe tornato, se sarebbe tornato. In quei 20 minuti mille pensieri attraversarono la mente di Harry, anche l’idea di scappare in Bulgaria e allevare ippogrifi, ma non poteva eliminare i sentimenti che provava per il serpeverde, neanche se quel serpeverde era il suo professore di pozioni. Tutto quello che avrebbe potuto fare di li in poi era confrontarsi con lui e sperare che il serpeverde non lo prendesse a calci nel di dietro, dicendoli di non parlargli mai più. In quell’istante un cigolio alle sue spalle attirò la sua attenzione, facendoli capire che il professore era tornato. Era arrivato il momento di parlare. Sospirò Harry alzandosi dalla sedia e girandosi lentamente verso Piton. Harry: “Professore.” Severus era rimasto assorto nei suoi pensieri per tutto il tragitto fino ai sotterranei, si era completamente scordato del grifondoro nel suo ufficio e della punizione che gli aveva assegnato fino a quando non si sentì chiamare da quest’ultimo. Severus: “Potter, se hai concluso il tuo compito puoi andare.” Disse Severus asciutto, aveva bisogno di pensare. Harry: “Non ho finito signore.”  Severus: “Allora continuerai domani sera, alle 21.” Disse riprendendo un po’ il suo tono arcigno. Harry: “No, lei non può mandarmi via così.” Harry era furioso, non voleva essere mandato via dopo quello che aveva scoperto, voleva parlare, voleva capire cosa pensava Piton e aveva paura che se sene fosse andato lo avrebbe perso. Severus: “Prego? Si è forse scordato che sono un suo professore e che lei è attualmente in punizione Potter? Posso fare ciò che meglio preferisco con lei.” Harry: “Si, ma…lei è lui.” Severus si irrigidì, che il grifondoro avesse scoperto chi fosse lui? “Prego?” Harry: “Il telefono, lo ha lasciato sulla cattedra quando è uscito.” Disse Harry con lo sguardo basso. Severus: “Tu.. Hai osato invadere la mia privacy durante la mia assenza.” Harry: “NO…cioè ..si. Ecco, ho visto che aveva il telefono in mano prima di uscire e il mio telefono era illuminato, così ho pensato che lui, cioè lei, cioè che lui fosse lei e che lei lo avesse scoperto e…” Severus: “Per amor di Merlino Potter, capisco che le tue capacità oratorie siano scarse ma cerca di mettere insieme una frase di senso compiuto prima di farmi esplodere il cervello.” Lo interruppe spazientito Severus. Harry: “Giusto.” Disse prendendo un bel respiro prima di continua più chiaramente. “Aveva il telefono in mano prima di uscire dalla stanza e sembrava sconvolto. Ho notato che il mio telefono aveva lo schermo illuminato e ho letto il messaggio, il mio serpeverde non mi aveva mai chiesto chi ero, avevamo deciso di restare all’oscuro dell’identità dell’altro, almeno fino alla fine del progetto così ho risposto al messaggio chiedendo il perché all’improvviso fosse così curioso di sapere chi ero e il suo telefono” disse indicandolo velocemente. “Si è illuminato, ho capito che era lei il serpeverde con cui parlavo e volevo averne la conferma.” Severus: “E questo le da il diritto di farsi i fatti miei?” A Severus non importava un accidente se il grifondoro aveva sbirciato nel suo telefono, dopo essere giusto alla sua stessa conclusione, non sapeva semplicemente cosa dire al grifondoro e non sapeva cosa l’altro si aspettasse da lui, aveva semplicemente optato per l’indifferenza. Harry: “Come? E’ davvero questo quello di cui vuole parlare?” Severus: “Non ho niente di cui discutere con lei signor. Potter.” Harry: “Si invece, dall’inizio della scuola ci siamo scambiati diversi messaggi, mi sono confidato con lei e le ho detto cose che solo in pochi sanno.” Severus: “Mi ha anche liberamente insultato Potter, tuttavia nessuno l’ha obbligata a rivelare alcuna informazione.” Harry: “Oh andiamo, darle del pipistrello non è un insulto, non le ho mica dato dell’ untuoso bastardo.” Severus: “10 punti in meno a grifondoro per la mancanza di rispetto Potter.”  Harry: “Cosa? Questo è assurdo. Bene, faccia come le pare.” Severus: “E’ quello che faccio sempre.” Harry: “Già.” Severus: “…” Harry: “…” Severus: “Torni al suo dormitorio Potter.” Disse Severus superandolo per andarsi a sedere alla sua scrivania. Harry: “Risponderà ancora?” Severus: “Come prego?” Harry: “Hai messaggi, risponderà ancora?” Severus: “Non credo sia opportuno continuare questo…progetto. E ora se ne vada Potter.”   Harry prese le sue cose, si mise il telefono in tasca e disse “Non è opportuno neanche innamorarsi di un professore, signore. Le cose inopportune non sono tutte sbagliate e io sono pur sempre un grifondoro, mi conosce abbastanza a questo punto da sapere quanto sono testardo.” Disse queste parole guardando negl’occhi il professore e aprendo la porta dell’ufficio continuò dicendo “Non smetterò di scriverti solo perché tu pensi sia inopportuno, so di piacerti anche io.” Concluse Harry uscendo dall’ufficio del professore, determinato a portare avanti quella conoscenza. Era innamorato di lui, il grifondoro aveva detto di essere innamorato di lui e di volergli ancora scrivere, anche se ora sapeva chi era. Alle parole del grifondoro il suo cuore perse un battito, si sentiva più leggero in qualche modo sapendo che il grifondoro non lo odiava, allo stesso tempo Severus pensava fosse sbagliato continuare a parlare con il ragazzo, ma su una cosa quest’ultimo aveva ragione, aveva iniziato a conoscerlo e sapeva che non avrebbe mollato, sarebbe riuscito a farlo uscire di testa se non gli avesse risposto. Il grifondoro aveva già vinto, ma Severus non gli avrebbe comunque fatto le cose facili, specie dopo che quel ragazzino irritante si era preso la libertà di dargli del tu senza chiedergli il permesso. Pensò Severus trattenendo un piccolo sorriso.
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