V. Nonna Bice aveva chiamato sua madre perché il nipote venisse a pranzo la domenica successiva, e Alessandro fu costretto ad accettare. Prima di tutto perché ormai non aveva più alcuna scusa con cui giustificare la sua assenza: l'università era terminata, e la seduta di laurea aveva messo un punto fermo alle sue speranze che dei banali studi di letteratura potessero dare un senso alla sua vita. Poi erano falliti i suoi tentativi di trovarsi un lavoro a Londra, quello di entrare in seminario, e infine gli sforzi con cui i suoi colleghi avevano cercato di convincerlo a intraprendere la carriera di insegnante. Di questo e altro, Alessandro lo sapeva, avrebbe dovuto render contro a sua nonna. Lei era stata, sin da quando era piccolo, la sua seconda madre: quella autoritaria, quella forte e i

