5- Mary

522 Words
MARY Lunedì arriva, contro ogni mia scongiura. Ho davvero bisogno di quel lavoro, o meglio sarebbe più corretto dire che ho bisogno di un lavoro punto. Sono stufa di servire clienti mezzi pazzi, o depravati/ pervertiti al Moonlight. Anche se il mio probabile, futuro capo, l'ho rimorchiato proprio lì. Il che è abbastanza strano, punto primo perché non mi faccio mai rimorchiare, e punto secondo perché mai e dico mai mi è capitato di andare a letto con qualcuno un paio d'ore dopo averlo conosciuto. Ma si, ogni tanto qualche eccezione fa bene, e di quella notte ho un ricordo memorabile. Mi preparo il mio solito infuso, detesto il caffè e il suo odore mi dà la nausea. In molti mi dicono che sono strana, ma me ne sbatto altamente. Indosso il mio completo da jogging e vado a correre. Sento il bisogno di scaricare la tensione prima di affrontare il re degli stronzi. Corro senza sosta, macinando chilometri su chilometri. Da qualche anno la corsa è la mia valvola di sfogo, il modo migliore, più sano e sicuramente legale per prendere a calci in culo ogni emozione. Non sono una persona fredda e apatica, al contrario, ho il fuoco che mi scorre dentro, ma nel tempo ho imparato ad incanalare ogni emozione dentro di me. Lo faccio per protezione nei confronti del mondo, delle persone. Si potrebbe dire che ho un rapporto di amore e odio verso le persone. Non mi fido facilmente ma quando succede, ci metto il cuore. Ed è proprio questo il problema... Ho una famiglia stupenda, una sorellina più piccola di nome Rose, e amo profondamente la vita. Ma ci sono momenti e situazioni alle quali a volte dobbiamo semplicemente arrenderci. Arrendersi non è un verbo che si potrebbe associare a me una volta conosciuta, anzi, tutto il contrario direi, non sono il tipo di persona che molla, inoltre, ho imparato a vivere senza attaccarmi troppo a niente e senza permettere agli altri, come conseguenza di attaccarsi a me. È meglio così. Ciò non significa che la mia vita faccia schifo. Anzi, il contrario... Anche se forse qualcosa da recriminare ce l'avrei... Quando torno a casa sono tutta sudata, e anche un po' stanca, ma come un perfetto controsenso, mi sento piena di energia. Faccio una doccia che mi rilassa completamente. Mi vesto e pochi minuti dopo sono già sulla metro diretta verso la Doyle's Legacy. Proprio come la prima volta mi sembra di essere un pesce fuor d'acqua, non ho cambiato il mio modo di vestire, questa sono io. Con il solito pass da visitatore entro e vado dritta agli ascensori. Aspetto il tin, esco e noto subito Rachel, la signorina Rachel. Proprio come la prima volta ci sono un sacco di ragazze che aspettano di fare il colloquio. Fantastico. Le vedo sfilare, una dietro l'altra per circa un'ora. Chi esce piangendo, chi incazzata nera, chi ha tutta l'aria di volersi buttare sotto una macchina. Se c'è una cosa che ho capito è che mister sono il più stronzo del reame è proprio così...stronzo. - signorina Wiskyes...tocca a lei. Oh che bello, sto svenendo dalla felicità.
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