SHANE
La porta si apre ed io indosso il mio perfetto sorriso da angelo sulla faccia.
Ringrazio la assistente e con un cenno del capo la congedo.
Bene, bene, bene, a noi due ragazzina.
" Buongiorno signorina Wiskyes..."
Mi guarda come se davanti a lei avesse qualcosa di vagamente somigliante al mostro di lockness.
Ma noto con soddisfazione e divertimento come anche lei indossi un sorriso che più finto non si può.
" Buongiorno a lei signor Doyle. È un vero onore stare al suo cospetto. Mi dica, sono sufficientemente passabile vestita così... Avrei voluto trovare una crema anche per coprire i tatuaggi ma sa com'è... Non me ne frega un cazzo del suo parere quindi... "
Quella lingua... Quella lingua lunga...
E nella mente si formano i tanti modi in cui ho avuto il piacere di fare la conoscenza di quella lingua.
E no, non è decisamente questa.
" È bello oggi giorno trovare una brava ragazza, educata e soprattutto con un vocabolario così... Come dire... florido..."
" Sincero..."
" Colorito piuttosto. "
La ragazzina sbuffa.
" Allora... Direi di cominciare subito... Perché vuole lavorare per me? "
Scoppia in una risata che mi innervosisce altamente.
" Chiariamo una cosa, IO, non voglio lavorare per LEI, ho solo risposto ad annuncio di lavoro. Stop, fine. Il fatto che il lavoro in questione sia con lei, per lei o come le pare, non cambia di fatto la questione. Avevo bisogno di lavorare e allora eccomi qui..."
Mamma mia è tutto un peperino nervoso. Ha il fuoco dentro... Si vede.
"Ho letto il suo curriculum... E devo dire che è un po'... Scarno... "
Sospira.
"Perché vuole cambiare lavoro? Voglio dire, ha fatto la barista giusto? Passare da barista a babysitter.... è un po'... strano. "
La vedo puntare i suoi occhi su di me, e ancora una volta mi sento attratto da lei.
"Avrebbe potuto essere qualunque cosa. Non ambisco a fare la babysitter tutta la vita, nonostante mi piacciano i bambini..."
" Ha figli? " le chiedo diretto.
" Ehm..no..ma.."
" Ha mai fatto questo lavoro prima d'ora? "
" No.."
" E come fa a dire che le piacciono i bambini se non sa che vuol dire starci e viverli ventiquattro ore al giorno? "
Socchiude gli occhi.
" Ho una sorella minore..."
" Ha una sorella minore..."
" Si e..."
" Vive con i suoi genitori? "
" No..."
" Quindi lei vive da sola e sua sorella con la sua famiglia? "
" Si..."
" Quindi potremmo dire che di fatto... Lei non ha personalmente a che fare con sua sorella... Ma sono i suoi genitori a farlo..."
"Ma lei li fa sempre così i colloqui di lavoro??"
Sorrido.
" Sono bravo eh?"
" Si... Bravo è proprio il termine che avevo in mente...."
Il mio sorriso si allarga. Dopotutto non è poi così male. Regge la pressione, le domande a raffica... peccato, se non parlasse affatto sarebbe quasi perfetta.
"Senta... Ho capito il suo giochetto. E nonostante abbia davvero molta voglia di continuare a farmi prendere per il cul...oh pardon, in giro da lei...Me ne vado... E no grazie, non si disturbi ad accompagnarmi alla porta, è stato fin troppo delizioso..."
"Non mi pare di aver detto che il colloquio fosse finito signorina Wiskyes..."
" Non mi pare di aver detto che mi interessa signor Doyle..."
Mi lecco le labbra con la punta della lingua. Cazzo se è bella...bella e sfrontata.
Si dirige a passo svelto verso la porta.
" È assunta... "