2-MARY

774 Words
MARY Mm... Che mal di testa... E perché sento questo suono così fastidioso? Ma che cazzo... Apro gli occhi, accorgendomi subito dopo che a disturbare il mio sonno ristoratore, è la sveglia del mio cellulare. La stacco, e mi metto a sedere. Comincio a stropicciarmi gli occhi, mentre un paio di sbadigli si susseguono. Mi sento frastornata. Ieri sera ho decisamente bevuto troppo. Comincio a guardarmi attorno per capire dove diavolo mi trovo. Una stanza d'albergo..perfetto. Almeno così mi sembra. Non ricordo tutto alla perfezione di ieri sera. Ma ricordo perfettamente di non essere entrata qui da sola. Ma con un figo pazzesco... Con la quale ho scopato da paura... Cielo... Era un sacco di tempo che non mi divertivo così... O meglio...se proprio devo dirla tutta...era un sacco di tempo che non scopavo con qualcuno. Ed è stato...wow... Quello ci sa decisamente fare... Mi ha tenuta sveglia praticamente tutta la notte. Non ricordo neanche il suo nome... La notifica di una sveglia mi fa riprendere dai miei pensieri. Porca puttana... Ho il colloquio di lavoro oggi... E non so neanche dove cazzo sono. O meglio...in quale angolo della città mi trovo. Controllo subito, una volta scesa dal letto, che ci sia un bagno in camera. Ed è così in effetti, menomale ... Ma qualcosa una volta tornata indietro attira la mia attenzione. Alcune banconote sono sparse per il comodino. Oh porca troia... Non ci credo. Dio mio no...non mi dire che ...quel grandissimo figlio di una buona donna ha creduto che fossi una prostituta!! Non mi permetto di giudicare chi lo fa. Il corpo e la vita è la loro e a me non frega un cazzo. Ma santo Dio, io non sono una puttana. Se me lo ritrovo davanti, giuro che gliele faccio ingoiare brutto bastardo. Faccio una doccia veloce, non ho il tempo di passare da casa mia. Mi rimetto gli stessi vestiti di ieri, la divisa del mio vecchio lavoro da barista, che consiste in un leggins nero, con una canotta bianca. Fortuna che mi sono portata dietro un camicia. Altrimenti, capirai che figura, conciata così ad un colloquio di lavoro. Ma quando esco dall'albergo per mia somma felicità, mi rendo conto di essere dall'altra parte della città rispetto al luogo del colloquio. Vaffanculo! Non ho il tempo per andare in metro. Fermo un taxi di passaggio e gli do l'indirizzo. Per un miracolo divino, riesco ad arrivare in orario. L'edificio che mi si presenta davanti è davvero imponente, dove tra gli altri, capeggia la scritta : DOYLE'S LEGACY Mi sento quasi a disagio a stare in un posto del genere. Gente super chic, donne elegantissime con i tacchi ai piedi, e uomini tirati a lucido con completi super costosi. E poi.... Beh, ci sono io. Che indosso, le doctor Martens ai piedi, al contrario di ognuno di loro. Sì, sono decisamente fuori posto. Ma non frega nulla, devo solo fare il colloquio come babysitter e cercare anche di essere assunta possibilmente. Anche perché non ho intenzione di ritornare a lavorare come barista. Devo alzare un po'l'asticella. Lascio il mio nome all'ingresso, e come da prassi, credo, mi rilasciano una specie di cartellino con su scritto VISITATORE. Salgo al piano indicatomi, una fila di ragazze più o meno giovani, sono sedute ordinatamente nella eleganti poltroncine. Wow... Ma che le hanno fatte con lo stampino? Sembrano tutte uguali. Sì voltano a guardarmi manco fossi uscita da ET l'extraterrestre. E poi iniziano a fare una cosa che detesto. Cominciano a parlare sottovoce. Stupide oche snob. Una porta che si apre, e un forte rumore di tacchi, risuona sul piano. In seguito una ragazza giovane sbuca da un angolo, camminando a passo svelto. E sta piangendo. Ma che cazzo? "Ehi, tutto ok? È successo qualcosa? " le chiedo bloccandola. "Non mi ha assunto.. è... è...un mostro."dice scappando via. Ma porca di quella ... E piangi perché uno non ti assume? Ma dove sono finita? Qua sembrano tutti pazzi, ed io l'unica normale. Il che, se poteste vedermi, capireste l'ilarità della situazione. "WISKYES...." Alzo subito la testa di scatto. "Eccomi sono io..." La ragazza che mi ha chiamata mi guarda fisso per poi scuotere la testa. Ok, adesso le do una testata. "Mi segua prego..." Le vado dietro mentre qualche istante dopo apre la porta, previo prima aver bussato e aver ricevuto il permesso ad entrare. Mi è ancora davanti, quindi non posso notare ancora con chi farò il colloquio. Posso solo sentire la sua voce. "Può andare Rachel grazie. " Una voce dura, severa, ma maledettamente familiare. Ma è quando la " signorina Rachel" si sposta che mi viene un infarto. "Porca troia!"
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD