Il peccato originale

636 Words
Il peccato originale Il primo elemento di fragilità della scuola, per come si presenta in moltissime realtà, è quello che mi trovo spesso a considerare una sorta di peccato originale da cui molti altri limiti discendono: la mancanza di domande di carattere pedagogico, di una condivisione del modello educativo, di un’esplicitazione di un’idea di bambino e di apprendimento che renda coerenti le scelte operative che vengono messe in campo. Come imparano i bambini secondo l’insegnante a cui stiamo affidando i nostri figli o con cui stiamo iniziando a lavorare? Sappiamo come funziona la loro mente e quindi quali strumenti didattici, quali attività, quali soluzioni operative sono coerenti con la risposta che diamo a questa domanda? Qual è il modello di relazione che più favorisce lo sviluppo affettivo e psicologico di un bambino nelle diverse età in cui lo incontriamo nelle aule scolastiche? Come si sviluppano le competenze sociali per educare in questi anni cittadini capaci di vivere e convivere nel mondo che abiteranno nel prossimo futuro? Lo abbiamo davanti ogni giorno: la scuola in Italia oggi continua a pensarsi e proporsi per i progetti che realizza, per le attrezzature di cui dispone, per la qualità (o quantità) degli esperti che intervengono in classe, per la visibilità degli eventi che propone. Non mi è mai o quasi successo di conoscere una scuola, un dirigente scolastico, un consiglio di classe, un POF (Piano dell’Offerta Formativa, ossia la carta d’intenti e di impegni che la scuola assume come propria e con la quale si presenta alle famiglie), che definisse con chiarezza un modello pedagogico a cui far seguire con coerenza le scelte didattiche ed educative. O meglio: qualcuno lo fa, e trova spazio anche tra i capitoli di questo libro, per una scuola diversa, appunto. I momenti collegiali (collegi docenti, consigli di istituto, programmazioni, consigli di classe e interclasse) spesso sono dedicati a gestire urgenze, scadenze, incombenze formali; si parla dei bambini o dei ragazzi solo per casi di eccezionale difficoltà – di gruppo o individuali –, ma è molto raro assistere a un momento in cui ci si fermi e ci si interroghi insieme sulla visione pedagogica che come gruppo, plesso o scuola si intende condividere. Si parla di frequente, in documenti come il POF o nelle presentazioni che le scuole fanno di sé al momento delle iscrizioni, dei valori di riferimento (educazione alla pace, integrazione, convivenza, cittadinanza, rispetto per l’ambiente, intercultura,…) e poi di progetti, gite, organizzazione didattica, oraria… ma non si dice quasi mai perché si compiono quelle scelte e quale coerenza educativa le tiene insieme. Dichiariamo che vogliamo educare la capacità di convivenza, di rispetto, di ascolto, che intendiamo dare a tutti pari opportunità e garantire il successo scolastico per ciascuno ma non diciamo come, o meglio, quale processo intenzionale vogliamo realizzare per raggiungere quelle finalità. Il tema dell’intenzionalità educativa mi sta molto a cuore; è la presenza a noi stessi in ogni momento del nostro essere in classe davanti ai bambini e ai ragazzi, una bussola che ci indica la rotta di una navigazione non sempre facile e piena di quelli “attesi imprevisti” di cui è ricca la letteratura pedagogica e che fanno di questo lavoro qualcosa di più di un mestiere. L’intenzionalità educativa è uno sguardo continuo su ciò che sta avvenendo a seguito delle scelte piccole e grandi che compiamo nel momento in cui siamo in relazione con i bambini, la capacità di osservare e correggere il processo con gli strumenti più adeguati. Senza di essa il processo di insegnamento/apprendimento e quello educativo sono contenitori vuoti. Tutte le esperienze pedagogiche e didattiche di cui parleremo in questo libro, tra loro anche piuttosto diverse, di certo hanno in comune una forte consapevolezza della visione educativa che le sostiene e ad essa si aggiunge un’idea più ampia sul mondo che abitiamo; è di questo, prima di tutto, che la nostra scuola ha terribilmente bisogno, come una casa di buone fondamenta.
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD