Scuola e famiglia: senza una lingua comune

350 Words
Scuola e famiglia: senza una lingua comune L’altro pilastro, che tale dovrebbe essere ma che è invece molto traballante, è quello dell’alleanza scuola-famiglia, della condivisione ordinaria e quotidiana delle scelte educative. Il copione diffuso è ormai quello di una scuola timorosa di confrontarsi con le famiglie, che ne teme il giudizio e lo previene con una chiusura che si manifesta ponendo distanze, limitando numero e durata degli incontri collegiali e individuali, privilegiando in queste occasioni i contenuti operativi o organizzativi (il progetto di teatro, il corso di nuoto o l’orario della mensa…) a quelli educativi. La mancanza diffusa di un vero patto scuola-famiglia, che parta da una condivisione chiara e preliminare di princìpi pedagogici a cui far riferimento, è la base su cui si costruiscono interpretazioni falsate delle scelte dell’uno o dell’altro. Così ecco il genitore che non comprende le scelte dell’insegnante e nel dubbio le critica, e l’insegnante che attribuisce alla famiglia responsabilità di carenze educative che potrebbero avere spiegazione migliore in approcci diversi, magari consapevoli, intenzionali, ma mai messi al centro di un dialogo trasparente. Questo aspetto di debolezza discende con grande evidenza dal primo: il fatto che le domande (e le risposte) pedagogiche non abbiano spazio sufficiente nella scuola impedisce che possano essere portate anche al confronto con le famiglie, le quali sono in genere poco attrezzate a individuare i nodi educativi e didattici in via preliminare. Per chi è alla prima esperienza come genitore di un bambino che si avvia ad entrare in un’aula scolastica non è facile avere chiari gli aspetti su cui ricercare un confronto e meglio ancora una condivisione; non è facile farsi e porre domande che vadano a far emergere queste visioni, onere invece che spetterebbe a insegnanti e dirigenti, nel loro ruolo di professionisti in grado di compiere e presentare scelte di fondo, traducendole in strumenti operativi. Come vedremo in un capitolo specifico, questo aspetto risulta fortemente critico nella relazione con le famiglie straniere, che provengono da sistemi scolastici diversamente organizzati e con differenti approcci educativi: la piena consapevolezza dell’orientamento che come scuola si persegue faciliterebbe molto la comprensione con questi genitori, con grande beneficio per il processo di inserimento dei loro figli.
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