Un anno dopo. Con riluttanza afferrai la maniglia della porta. La festa della sera precedente mi aveva completamente distrutto, lo potevo dire anche solo da come il suono del campanello continuava a fare eco nella mia testa. Cristo, era davvero troppo presto. Mi voltai un attimo inquadrando la trentina di persone sparse per casa mia e poi incontrai la mia immagine nello specchio. Un accenno di barba cominciava a crescere sul mio viso, facendomi sembrare più grande. Finalmente aprii la porta. Una ragazza girata di spalle guardava il giardino, penso, o qualcosa nel vialetto della casa. Non persi un secondo per osservarla. I lunghi capelli color miele scendevano mossi sulle spalle, coperti da un cappellino nero di lana. Aveva delle calze nere che le arrivavano fino a sopra il ginoc

