Iva tornò a casa come se fluttuasse fuori dal proprio corpo. Il sentiero nel bosco le sembrava irreale sotto i piedi, gli alberi si confondevano ai margini del suo campo visivo, i suoni degli uccelli e del vento andavano e venivano come echi provenienti da un altro mondo. Tutto dentro di lei continuava a girare vorticosamente: Nick, il filo rosso, le parole di Avalon, l’impossibile verità che le si era insediata nelle ossa come un essere vivente. Messaggera. La parola le risuonava nella mente a ogni passo. Il suo cuore, che solo pochi minuti prima le batteva all’impazzata, ora pulsava con una strana, costante eccitazione. La paura era ancora lì, sì — ma sotto di essa, qualcosa di nuovo aveva messo radici. Speranza. Una speranza fragile, luminosa, pericolosa. Mentre camminava, i suoi

