Ryan's Pov
Tyler mi sorrise ed io lo guardai confuso. «Ciao, fratello.» Mi si strinse lo stomaco quando sentii l'appellativo con cui mi si era rivolto. Un fratello non avrebbe mai fatto una cosa simile, si sarebbe tagliato la lingua piuttosto che ficcarla nella gola della ragazza di cui era innamorato il suo migliore amico.
«Sei ubriaco?» chiesi, sperandolo con tutto me stesso. Tyler rise ed annuì. Destiny lo aiutò a sedersi sul letto. «Ma adesso sto meglio, o almeo credo. Destiny mi ha aiutato, è rimasta con me tutto il tempo. È così buona e carina che credo di essermene innamorato.» Tyler sorrise e le toccò il viso. Destiny si morse il labbro che poco prima avevo morso io e gli accarezzò il viso. Aveva gli occhi leggermente lucidi ed un espressione colpevole in volto. Se Tyler fosse stato sobrio, si sarebbe sicuramente accorto che era successo qualcosa. «Dovresti dormire.» Le consigliò lei, e lui cose al volo l'occasione perché chiuse gli occhi e si appisolò.
«Ryan, vai a chiamare Hope. Ce ne torniamo a casa.» Brooke non batte ciglio. Lo vuole lontano da me il prima possibile.
«No, resto qui con lei. Cercala tu, Hope.» Guardai Destiny che sostenne il mio sguardo per pochi secondi.
«Non credo sia una buona idea.» Brooke guardò Destiny che aveva sicuramente intuito che fosse a conoscenza di quanto successo tra noi.
«Ti prego, Brooke. Ed io non prego mai nessuno.» Brooke guardò Destiny, comunicando esclusivamente attraverso il contatto visivo. «E va bene, ma ficcale la lingua in gola un'altra volta e te la taglio.»
«Non ci tengo particolarmente.» Mentii, ed i nostri sguardi si incrociarono. Sulle labbra avevo ancora il sapore delle sue. Avrei voluto più di ogni altra cosa baciarla ancora, ma non mi era concesso e lei mi aveva fatto capire benissimo che non ci sarebbe stata.
Brooke consigliò qualcosa a Destiny sull'uso che poteva fare della mazza ed io alzai gli occhi al cielo, ma quanfo finalmente uscì dalla stanza e vidi Destiny rigirarsela tra le mani le chiesi se avesse intenzione di usarla o meno.
«Non ne vale la pena. E poi non cambierebbe le cose quindi sarebbe inutile.» Nessuna traccia di rabbia nella sua voce al che mi alterai io.
«Dovresti essere arrabbiata.» L'avevo umiliata, derisa, diffamata e baciata. Come poteva non esserlo?
«Non lo sono.»
«Ti ho baciata.»
«Lo so, ero lì.» Mi irrigidisco. «E non ti importa? Ti sta bene che l'abbia fatto?»
«No, certo che no ma non ho alcuna intenzione di renderti la vita un inferno. Dopotutto, ci hai già pensato da solo.» Quella frase fu la goccia che fece traboccare il vaso, o meglio, sbottare me. La spinsi senza farle male contro il muro e le torreggiai davanti.
«Le tipe pagherebbero per un mio bacio.» bisbigliai per non svegliare Tyler.
«Spenderei decisamente i miei soldi in altro.» Avvicinai il viso al suo tanto che poteva sentire il suo respiro sulla mia pelle.
«Non me ne hai dato tanto l'idea mentre rispondevi con foga al bacio.» Schiuse le labbra ed io continuai.
«Essere baciata da me ti è piaciuto, dolcezza, altrimento ti saresti tolta subito ma visto che non è successo...»
«Non me me hai dato modo.»
«Tu non l'hai cercato.»
«Scarichi la colpa su di me, adesso?»
«Interamente mia non me.» replico con cattiveria. Avrebbe potuto scostarsi, ma non l'ha fatto. E adesso nega l'evidenza.
«Tu mi hai baciata!»
«E tu non mi hai scansato. Se lo avessi fatto, mi sarei tolto ma non è successo. E ciò significa che lo volevi tanto quanto me.»
«Io non volevo un bel niente, Ryan.» Il mio nome sulle sue labbra mi provoca il desiderio malsano di farglielo urlare tutta la notte.
«Non te ne faccio una colpa, dolcezza. Sono irresistibile, chiunque l'avrebbe fatto.» Mi guardò storto.
«Se ammetti che volevi che ti baciassi ti lascio andare.» Soffiai sul suo viso.
«Allora credo che rimarremo così per un po' perché non era nella mia lista dei desideri.» La guardai divertito. Non aveva ancora afferrato il punto.
«Credi che Tyler resterà con te quando scoprirà cos'è successo?»
«Vuoi dirglielo?» Deglutì.
«Merita di sapere chi ha affianco, non credi?» Non specificai il soggetto della frase per confondere Destiny. Implicitamente intendevo me, esplicitamente volevo che pensasse mi stessi riferendo a lei. Alzò un ginocchio ma glielo bloccai prima che potesse mettere a segno il colpo.
«Sei uno stronzo.»
«Puoi dirlo forte.» Lasciai vagare lo sguardo sul suo corpo tonico. I suoi seni stretti nella maglietta corta sembravano quasi volerle uscire dal top. Si spostò i capelli davanti per impedirmi di guardarla.
«Tyler merita di meglio.» Sottolineai.
«Lo penso anch'io.» ribattè a tono.
«Sei solo una stupida se credi che ti perdonerà.» «Tu lo hai ferito tanto quanto me.»
«Io sono il suo migliore amico, tu solo una con cui si diverte. E tra i due sceglierà sempre me.» Provò a tirarmi uno schiaffo, ma riuscii a frenarla anche questa volta.
«Non lo farei se fossi in te, biondina.
«Tyler si fidava di te. E tu lo hai pugnalato alle spalle.»
«Si fidava anche di te, ma non mi pare che tu sia stata da meno.» Incassò il colpo ed io continuai. «Mi perdonerà, io e Tyler siamo cresciuti insieme, siamo una famiglia mentre tu... tu sei solo una distrazione di cui non vedo l'ora di liberarmi. Sempre che non lo faccia prima Tyler.» «Bastardo.» Ora si che la riconosco. Le sfiorai le labbra con le dita e lei rabbrividì. «Forse dovrei baciarti ancora così chiuderesti la bocca.» Valutai seriamente l'idea, ma alla vista dei suoi occhi lucidi mi tolsi di scatto e mi domandai se non stessi esagerando. La guardai, ma non ricevetti il suo sguardo in cambio. «Io...» La porta che si aprì coprì le mie parole.
«Ho trovato Hope, possiamo andare.» Brooke alternò lo sguardo tra di noi, e capì subito che qualcosa non andava.
«Aspetta un attimo, che diavolo che è successo qui?» Guardò me. «Che diavolo le hai fatto?» «Niente, Brooke!» «L'hai toccata?» La guardai male. Per chi cazzo mi aveva preso, un maniaco? Porse la stessa domanda a Destiny che scosse la testa. «Grazie per la fiducia.» puntualizzai, infastidito. «Fiducia? Tu parli a me di fiducia?» «Mi conosci, sai che non toccherei una donna con un dito.» «Anche Tyler credeva di conoscerti.» Ingoiai il boccone amaro, ma la guardai comunque male. Cercai Destiny ma mi accorsi fosse uscita dalla stanza, portandosi dietro Tyler.
«Sa che può fidarsi.» «Ah, davvero? Mentre ci provi con la sua ragazza?»
«C'è stata al bacio, Brooke. Non incolpare solo me, dannazione.»
«Fai sempre così. Fai le cose, scarichi la colpa sugli altri e non ti prendi mai le tue responsabilità.» «Mi giudichi, adesso?» «No, ma ti faccio capire dove sbagli.» «Quello sbagliato non sono io, ma lei. Non è quella giusta per lui.» Perché è quella giusta per me. «Non credi spetti a lui deciderlo?» Restai zitto e mi spostai quando prese la direzione della porta. «Andiamo prima che ne combini un'altra delle tue.» La seguii fuori in rigorosolo silenzio. In macchina ignorai ogni singola persona e cosa. Non volevo parlare o sentire nessuno. Arrivati da Tyler e vedendo che Destiny faticasse a portarselo dietro le offrii una mano, ma solo per poter incrociare ancora una volta i suoi occhi verdi. Me lo lasciò ed io lo portai dentro. Nessuno in casa Williams si svegliò ed io ringraziai la mia buona stella. Lo misi a letto e mi chiesi se avrebbe mai capito perché gli avessi appena rovinato l'occasione di essere finalmente felice. «Possiamo andare.» accennai, tornando fuori. Annuirono e risalirono in macchina. Durante il tragitto chiesi a Brooke di andare a casa sua in modo tale da rimanere sola con Destiny. Me lo vietò categoricamente, ed io mi innervosii così quando accompagnò Destiny a casa le bloccai le portiere, impedendole di scendere. «Come la risolviamo?» Destiny guardò Brooke in macchina e poi me, sorpresaa. «Insieme?» Mi irrigidii. Insieme nel senso che...?
«Voglio dire, merita di saperlo da entrambi quindi è giusto parlargliene insieme.» «Quando vuoi farlo?» «Appena possibile.» Annuii, e senz'altro da dirle la lasciai tornare a casa. La seguii fino a quando i suoi pantaloncini non sparirono dalla mia visuale. Brooke, nel frattempo, era riuscita ad uscire e mi guardava comprensiva appoggiata alla portiera. «Ti farai del male, così.» La ignorai e me ne tornai a casa a piedi, solo come ero sempre stato.
Tyler's Pov
A svegliarmi, la mattina seguente la festa tenutasi da Darke, fu un mal di testa colossale. Ricordo di essermi alzato lentamente dal letto e di essermi trascinato in bagno dove, sotto la doccia, avevo cercato di riordinare gli eventi della sera prima. Avevo ballato con Destiny, Dennis era venuto a salutarmi, eravamo andati a bere insieme e poi... buio più totale. Cos'era successo dopo? Destiny stava bene? Qualcuno l'aveva importunata? Ryan si era preso cura di lei come mi aveva promesso? Mi sbrigai ad uscire dalla doccia per chiederglielo. Cliccai il suo numero tra i preferiti e misi il viva voce, in modo che nel frattempo potessi anche vestirmi.
Ryan rispose dopo alcuni squilli.
«Amico, hey. Che diavolo è successo ieri sera? Non ricordo nulla.» Mi sedetti sul letto ed infilai la maglietta. Il mal di testa si era attenuato lievemente.
«Ti sei addormentato sul tavolo degli alcolici. Ti abbiamo riportato a casa noi.» Dalla sua voce metallica traspariva ansia.
«È successo qualcosa di cui vuoi parlarmi?» Ti sento strano.» ammisi, pensando al peggio.
«No, nulla di che preoccuparti.»
«Destiny sta bene? Qualcuno le ha dato fastidio alla festa?»
«No, sono stato con lei tutta la sera.
«Dubito allora che qualcuno l'abbia infastidita. Grazie mille, fratello.»
«Quando vuoi, Tyler.» Non mi soffermai più di tanto sul fatto che non mi avesse chiamato fratello anche lui e riattaccai.
Se avevano trascorso la serata, significava che le cose tra loro stavano iniziando a funzionare e non potevo che esserne più che contento.
Ryan's Pov
«Non glielo hai detto?» Clay mi guardò curioso. Scossi la testa e tornai a sedermi accanto a lui. Cercai di occupare meno spazio possibile per evitare che sforzasse le gambe.
«A me lo hai detto. Perché a lui no?»
«Semplicemente perché non è la tua, la ragazza che ho baciato ieri sera.» risposi, toccandogli la testa.
«Ti piace, vero?» chiese, curioso.
Non sapevo cosa o come rispondergli. Per baciarla tanto indifferente non doveva essermi, ma al tempo stesso non mi aveva preso così tanto come era successo a Tyler.
«Non lo so.»
«Posso conoscerla?»
«Assolutamente no.»
«Ryan, ti prego. Voglio incontrarla.»
«Non se ne parla.»
«Se non la porti qui dirò a Camille che entri di nascosto in camera mia.»
«Questo è giocare sporco, amico.»
Clay sorrise, rivelando una fila di denti bianchissimi.
«Prendere o lasciare, amico.» replicò lui, scrollando le spalle.
«Sei diabolico.»
«Non ho molto da fare qui in ospedale.»
«Perciò passi il tuo tempo ad architettare piani malefici?»
«Qualche volta.» sorrisi ma non mi concessi il privilegio di ridere.
Ero stato meschino con Tyler, che adesso ridessi con Clay non mi sembrava appropriata come cosa.
«Vedrò quello che potrò fare.» ammisi, sperando che presto se ne sarebbe scordato.
«Pensi che le piacerò?» Clay arrossì ed io lo guardai.
«Piaci a tutti, ometto. Di che ti preoccupi.»
«Magari pensa che sia come te e non viene più a trovarmi.»
«Perché, come sarei io?» domandai, fingendomi offeso.
Clay abbassò la voce. «Un po' stronzo.» sorrisi ancora. «Per legittima difesa, giuro. Poi?»
«Intelligente, spiritoso, biondo e protettivo.»
«Biondo, Clay? Davvero?» Scossi la testa.
«Anche Destiny è bionda vero?» Annuii.
«È carina?»
«È bellissima, questo glielo concedo.»
«Simpatica?»
«Ogni tanto.»
«Stronza?»
«Solo con me.»
«E non ti sei chiesto il perché?»
«Diciamo che le do' modo di esserlo.»
«Non la conquisterai mai in questo modo.»
«Chi ti ha detto che voglia conquistarla?»
«Non staremmo parlando di lei in questo momento se non volessi averci a che fare.» Clay sorrise.
«Ne stiamo parlando solo perché tu vuoi sapere qualcosa su di lei.» gli feci notare.
«Se non avresti voluto parlarmene, non l'avresti fatto. Lo fai sempre. Quando qualcosa annoia te ma incuriosisce me, non me ne parli.»
Appoggiai la testa contro il cuscino.
«Mi fai passare la voglia di venirti a trovare.» scherzai.
«Solo perché sai che dico la verità.» Clay si accoccolò contro il mio petto ed io lo strinsi in un abbraccio.
«Pensi che Tyler mi perdonerà quando verrà a saperlo?»
«No.»
«Wow, grazie per la sincerità.»
«Se lui pensa di essersene innamorato, non sopporterà l'idea che lo sia anche tu.»
«Non sono innamorato di lei, Clay.»
«Non ancora.»