Tyler's Pov
«Ci stanno guardando tutti.» sfiorai la guancia di Destiny con le labbra.
«È per via dei pantaloncini, sono decisamente troppo corti.» scherzai e lei rise. Una risata cristallina, pura come lei.
Posai le mie mani sui suoi fianchi e continuai a muovermi lentamente.
Mi ero accorto anche io di essere l'oggetto dell'attenzione di tutti gli altri ma non avevo detto niente al riguardo perché non volevo che Destiny si sentisse in imbarazzo.
Era la nostra serata, quella. Non avrei permesso a nessuno di rovinarcela.
La musica cambiò e Monsters di Rihanna ed Eminem, rispecchiando completamente il tema delle serata, riempì l'aria. Ballai tutta la sera con Destiny e mi divertii come non mai.
Persi di vista Ryan non appena misi piede in casa. Era di sicuro in compagnia di qualche ragazza perciò non mi preoccupai.
Cercando di imitare i movimenti di Destiny, non mi accorsi di avere qualcuno alle spalle. Mi voltai leggermente e vidi Dennis, travestito da lupo mannaro.
«Vieni a brindare con noi, Williams?» Dennis avvolse un braccio oltre la mia spalla. Sorrise a Destiny ma non le rivolse altre attenzioni. Dennis era felicemente fidanzato da qualche anno con una ragazza, Dakota, conosciuta al mare. Era un ragazzo serio, con la testa sulle spalle e con una reputazione impeccabile.
Guardai Destiny che notò la mia indecisione. Volevo brindare con i miei amici ma al tempo stesso non volevo che rimanesse da sola.
«Vado a cercare Brooke, tu vai a divertirti. »Destiny mi baciò le labbra, poi si allontanò alla ricerca della sua amica.
Seguii Dennis fino al bancone dove mi preparai un s*x on the beach ed un gin tonic. Mi scolai i due drink senza pensarci. Il liquido mi bruciò in gola, ma non me ne curai. Deglutii e ne finii un altro, seguito da Dennis.
«Come vanno le cose con Dakota?»
«Le ho chiesto di venire a vivere con me.» A Dennis gli si illuminarono gli occhi cerchiati di marrone.
«E lei?» chiesi, felice per lui.
«Si trasferisce tra una settimana.»
«Wow, amico! Congratulazioni.»
«Tu e Destiny invece? Siete sulla bocca di tutti a scuola.» Dennis mi passò un altro bicchierino di cui trangugiai il contenuto in pochi secondi. L'indomani avrei avuto una sbornia assurda se avessi continuato in questo modo.
«Credo di essermene innamorato.» ammisi, con gli occhi lucidi a causa dell'alcool. Dennis rise e fece tintinnare il drink contro il mio.
La sua risata contagiosa condusse al riso anche me. Eravamo giovani, belli e spensierati. Nulla sarebbe potuto andar storto, non quella sera almeno.
«Dovrei cercare Destiny.» ammisi, scendendo dallo sgabello su cui ero seduto. Quasi scivolai nel farlo.
«Dovresti, non credo resterà sola a lungo travestita in quel modo.»
«Vado.» ammisi, barcollando. Dennis mi prese per un braccio un attimo prima che cadessi a terra.
«Rimani qui, vado a chiamartela io.» mi propose, gentile. Annuii ed appoggiai la testa sulle braccia poste sul bancone. Le palpebre mi si fecero pesanti così chiusi gli occhi, addormentandomi poco dopo.
Ryan's Pov
Mi scollai la rossa travestita da dottoressa sexy di dosso quando vidi Destiny andarsene in giro da sola tra la calca di persone. Avrei preferito mille volte ammettere che la stessi seguendo per nasconderla in qualche ripostiglio fino alla fine della testa, ma ero consapevole che la realtà fosse tutt'altra. Tyler non era con lei, e se le fosse successo qualcosa mentre girovagava per la casa vestita in quel modo sapevo benissimo che non sarei riuscito a perdonarmelo così, preoccupato che quei vestiti attirassero le attenzioni sbagliate, la seguii. I miei passi si fermarono sul parquet della casa quando anche i suoi si arrestarono. Si guardò intorno cercando qualcuno, ma neanche il tempo di voltarsi che qualcuno la spinse contro il muro. Il ragazzo che l'aveva placcata al muro barcollò, ma non abbastanza da riuscire a farla scappare. Decisi di intervenire appena vidi il suo volto chinarsi su quello di Destiny. Non sembrava intimorita, ma infastidita. Forse situazioni simili le capitavano spesso, o forse, attirava gli stronzi senza neanche accorgersene. «A quanto pare è un tuo vizio importunare le ragazze alle feste.» Destiny sussultò, ma non è con lei che ce l'avevo. Guardai il tipo con la speranza che si togliesse dalle palle senza farmi ricorrere alle mani. «Hey Smith. Sei con lei?» Mi scosto quando una vampata di alcool mi invade. «No.» «E allora vai a farti un giro, ci stai disturbando.» Chinai la testa e sorrisi. Neanche il tempo di tornare a guardarla che lo presi per il colletto della maglietta e lo spinsi contro il muro. « Non è così carino quando lo fanno a te, non trovi?» Gli chiesi con una rabbia che non seppi spiegarmi. Il tipo ansimò in cerca d'aria. «Stalle alla larga e non romperle il cazzo. Se ti ci rivedo insieme te la spacco, la nuca.» Lo minacciai con il tono più convincente che conoscevo.
Il tipo annuì, rosso in viso ed io lo lasciai andare. Guardai Destiny che era stupefatta e le diedi le spalle appena accertatomi che stesse bene.
Grazie. Mi bloccai quando mi ringraziò. Mi voltai lentamente e la fissai. I suoi occhi verdi brillarono sotto le luci al neon. «Non farci l'abitudine.» replicai, e sentii i muscoli rilassarsi. Anche quelli del viso perché mi ritrovai a sorriderle. «Sono una calamita per i guai.» Accennò, coprendosi il viso con le mani. «O per gli stronzi?» Mi indicai e indicai un tipo a caso. . «Entrambi, credo.» Risi, e la sua risata si unì presto alla mia. Smisi non appena mi resi conto che lo stavamo facendo insieme. «A quanto pare sono l'unico a cui non piaci se anche gli estranei ci provano con te.» Accennai, togliendole dalla testa l'idea che potessimo essere amici. «Non è molto carino da dire ad una persona.» «Ti importa della mia opinione? Perché?» La guardai incuriosito. A nessuno, esclusi i miei migliori amici e mia madre, era mai importata. Ah, al sottoscritto compreso. «Sei il migliore amico del mio ragazzo.» «E okay, ma questo non significa che come tu piaccia a lui piaccia anche a me.» «Quasi ci speravo, sai?» «È un bene che non lo sia, invece.» «Che vuoi dire?» Mossi un passo verso di lei, sovrastandola. Questa volta fu il mio corpo a bloccarla al muro.
«Quando voglio qualcosa non mi sto a chiedere se qualcun altro ci tiene o già la possiede. Me la prendo e basta, senza badare alle conseguenze.» «Quindi...» «Quindi, biondina, se fossi anche lontanamente interessato a te non mi fregherebbe di niente e ci proverei spudoratamente nonostante consideri Tyler mio fratello, ma dato che non mi interessi neanche un po' puoi dormire sogni tranquilli.» Il suo respirò aumentò, ma lo nascose presto. «Pericolo scampato, allora.» Accennò ed io sorrisi. «A proposito di Tyler, dov'è?» domandai, curioso. Non l'avrebbe mai lasciata gironzolare da sola. «È andato a bere con un tizio vestito da lupo.» «Dennis. È in buone mani, allora.» «Tu hai visto Brooke?» «No.» «Mi accompagni a cercarla?» «Da sola ti pesa?» «Come a te prendere la merenda a scuola. rispose a tono, sorprendendomi. «Touché.» risi, e lei sorrise. «Fai strada, ti vengo dietro.»
***
La ricerca di Brooke finì ancor prima di iniziare. La cercammo ovunque, ma senza trovarla. Provammo anche fuori, ma di Brooke nessuna traccia neanche in giardino.
«Non è neanche qui.» Destiny si sfiorò le braccia, guardandosi attorno.
«Hai provato a chiamarla?» Le chiesi, sedendomi in veranda ed allugando le gambe. «Ha il telefono staccato.» «Perfetto.» replicai, accennanfo un sorrido e scuotendo la testa. Mi spostai leggermente quando decise di sedersi accanto a me. Le nostre cosce si toccarono, ma decisi di ignorare il calore del suo corpo addosso al mio.
«Chase è qui?» domandai a bruciapelo, senza guardarla e stupendo entrambi per la domanda postale.. «È arrivato pochi giorni fa. Resta una settimana.» «E gli raccontato cosa ti ho fatto? Del video e tutto il resto?» «Avrei dovuto?» Sgranai gli occhi. Non l'aveva fatto?
«Non glielo hai detto?» «Non volevo ritirare in ballo la questione, e poi io e te abbiamo risolto. Non avrebbe avuto alcun senso parlargliene.» Annuii. Era migliore di quanto pensassi, e lo detestai. «Sei più matura di quanto mi aspettassi. Davvero, sono colpito.» Non potei però evitare di ammettere. «Se mi conoscessi non lo saresti. Non porto rancore e do' seconde possibilità a chiunque.» «Rischi di farti male in questo modo.»
«Lo so, ma non posso cambiare ciò che sono.» Sorrisi. «Sei troppo buona.» Lo era davvero. «E non è per questo che ti piaccio?» Indicò i nostri rispettivi costumi, sorridendo. Ricambiai e lei rabbrividì. «Moriresti per me?» Citai la celebre frase del film che vedeva Joker ed Harley come protagonisti. «Sì. «Così è troppo facile... vivresti per me?» Domandai, e solo allora mi accorsi che non stessi più parlando dei caratteri di un fumetto, ma di noi due insieme. Non seppi spiegarmelo, forse sarà stato a causa dell'alcool, ma decisi di aprirmi e chiederle una cosa che non mi sarei mai sognato di volere con nessuna. Una possibile relazione. O meglio, la possibilità di essere felice.
«Sì.» rispose, ed io non riuscii a trattenermi. Sentii un formicolio in tutto il corpo non appena premetti con urgenza le labbra sulle sue. A quel contatto Destiny schiuse le sue per la sorpresa ed io gemetti non appena le infilai la lingua in bocca. Baciare lei non era come baciare altre. Era, come dire, diverso. Nuovo. Speciale. Mi spinsi ancora di più verso di lei, esplorando la sua bocca con la mia. Le accarezzai il viso e lei si ritrasse leggermente, prendendo fiato. Tempo di guardarci di nuovo negli occhi e la mia bocca fu di nuovo sulla sua. Sentii un fuoco accendersi, ma la sensazione durò poco perché mi sentii strattonare all'indietro. Destiny si era appena tolta, ed io mi sentii nuovamente sprofondare con i miei demoni. La sua mano premeva contro il mio petto, esattamente sopra il mio cuore. Non seppi mai se se ne accorse, ma batteva all'impazzata. Mi guardò spaesata, ed io non persi occasione di fare lo stronzo. Non era possibile che un semplice bacio mi avesse scatenato una tale tempesta ormonale. Andiamo di sopra? Ci sarà senz'altro una camera in cui finire quanto iniziato. Mi pentii appena glielo chiesi. «Stai scherzando, spero.» Finsi un'impassibilità che non stavo provando. «Perché? Non è quello che vuoi?» «No! Certo che no! Non avresti neanche dovuto baciarmi. Perché l'hai fatto? Cosa ti è saltato in mente?» Guardarle le labbra mi fece venire voglia di riassaporarle così mi protesi verso di lei. Destiny trattenne il respiro. «Non aver ceduto alle avances di quel tipo non significa che se ci avessi provato non avresti ceduto alle mie. Volevo solo dimostrare ad entrambi qualcosa, vale a dire che sei esattamente come tutte le altre, e a quanto pare ci sono riuscito perfettamente. Ci ho messo un po', ma la vendetta va servita fredda, no?» Schiude le labbra, io inumidisco le mie e continuo. «È inutile che stai qui a provarci, biondina. Vinco io, sempre.» Delusione mista a tristezza le deformò i lineamenti. Si alzò prima che potessi dirle altro, e gliene fui grato. Se fosse rimasto avrei continuato, e forse, l'avrai anche ribaciata.
«Vi ho trovato, finalmente. Stavo cercando proprio voi due!» Sussultai quando Ryan ci chiamò, ma mi rilassai quando capii che non aveva sentito o visto nulla. «Tyler ti sta cercando.» «Vado.» Mi ero già alzato, ma prima che potessi muovermi Dennis mi bloccò. «Dicevo a Destiny, Smith. Tyler cerca lei.» Mi voltai verso Destiny e la guardai. «A quanto pare questa volta ho vinto io.» Furono le ultime parole che mi rivolse prima di voltarmi le spalle ed andarsene. Senza potermelo spiegare mi sentii perso non appena mi lasciò lì fuori nel portico. Solo come lo ero sempre stato, e come sarei continuato ad essere se avessi continuato a fare lo stronzo.
Per quale diavolo di motivo l'avevo baciata? Che cazzo mi era preso? Provai a dirmi che fosse successo perché era bellissima, ma non riuscii a convincermi. Non era una questione di bellezza, ma di testa. Destiny mi prendeva come mai mi era successo con nessuna, e ne ero spaventato. La mia felicità così come i miei sbalzi d'umore erano sempre in parte influenzati dall'assenza di mio padre. E lo odiavo. Con ogni più piccola parte del corpo. Non volevo che, se Destiny fosse riuscita ad entrarmi dentro, succedesse lo stesso con lei. Non potevo darle tutta quella importanza, e non gliela avrei data. Mai.
Mi riscossi e indossai la mia solita maschera da stronzo menefreghista. Cercai Brooke e quando finalmente la trovai la portai in una camera al piano di sopra. «Ryan, ma che diamine?» Mi urlò contro, strattonandosi dalla mia presa. «Ho fatto una cazzata, Brooke ed ho bisogno di te.» «Cos'hai combinato?» Mi morsi le labbra. «Ryan, così mi fai preoccupare.» «Ho baciato Destiny.» Non la guardai mentre lo dissi, ma sulle labbra risentii il suo sapore. «Eh?»
«Mi hai sentito.» «Vorrei non averlo fatto.» Poi arrivò la sfuriata. Mi sembrava troppo calma.
«Ma che diavolo ti è preso? È la ragazza di Tyler, Ryan!»
«Sono un coglione, non c'è bisogno che me lo ricordi.»
«A quanto pare ti serve se te lo scordi alla minima occasione.»
«Ti ho portata qui per aiutarmi. Se volevo qualche altro insulto rimanevo con me stesso.» «Non riesco a crederci, Ryan.» «Non dirlo a me.» «La vuoi, non è così? Ti piace, e non capisci perché.»
Che diavolo andava blaterando?
«Non voglio Destiny.» Non volevo essere io a volere lei.
«Allora perché l'hai baciata?» Perché sognavo le sue labbra sulle mie dalla prima volta che l'ho vista.
«Volevo togliermi uno sfizio e dimostrare a Tyler che ha nulla di speciale rispetto a tutte le altre con cui è stato.» Capii che fosse paura la sensazione che provai quando la porta del bagno si aprì, rivelando Destiny e Tyler insieme. Deglutii quando capii avessero sentito ogni parola.