Capitolo 14

1544 Words
Ryan's pov Sfiorai la base del collo di Jessica prima di premerci le labbra contro. Jessica mi infilò le mani tra i capelli e gettò la testa all'indietro, consentendomi un accesso più ampio. Sfiorai la sua guancia con le dita e cercai le sue labbra con le mie. Jessica allargò le cosce e premette il suo petto nudo contro il mio. Le strinsi i fianchi e continuai a baciarla. Con il polpastrello disegnai piccoli cerchi intorno al suo capezzolo che si inturgidì al mio tocco. Sostituii le dita con le labbra. Jessica mi srotolò il laccio dei pantaloni ma prima che potesse togliermeli, la presi per un polso. «Devo prepararmi, Tyler sarà qui a momenti.» Jessica sbuffò, ma non provò a convincermi a riprendere da dove avevamo interrotto. Scese dalle mie gambe e si infilò il reggiseno nero che poco prima le avevo tolto in fretta e furia. «Dovresti venire.» le consigliai, accendendomi una sigaretta e frugando nei cassetti alla ricerca di qualcosa di decente da mettermi. «Ho un'esame lunedì mattina e non ho ancora aperto libro.» «Copia o fatti inviare gli esercizi.» risposi con nonchalance. «Non sono te, non abbiamo tutti questo privilegio.» ribatté, riferendosi a tutte quelle volte in cui, piuttosto che passare i pomeriggi a casa a studiare, andavo a divertirmi perché sapevo che l'indomani sarei stato aiutato dalle più brave della classe in cambio di qualche uscita o di qualche parolina buona con i ragazzi che interessavano loro. «Potresti offrirgli uno dei tuoi servizi in bagno, sono sicuro che non rifiuteranno.» Sorrisi, prendendola in giro. «Non sono una prostituta, Ryan.» Jessica mi tirò il cuscino, ridendo. «Sono stata solo con te e con qualche altro atleta, non con l'intera squadra come pensano tutti gli altri.» «Dovresti fregartene di quello che pensano gli altri.» Era sbagliato che lo pensassero. Jessica non era una poco di buono, le piaceva divertirsi e cosa c'era di male in questo? «Lo farei se non mi rendessero partecipe di tutti i loro pensieri e non trovassi frasi poco carine sulla porta del bagno.» «Vuoi che gli dica di smetterla?» Mi tolsi la maglietta, rimanendo così a petto nudo. «Lo farebbero?» «Non mi sottovalutare.» le sorrisi e lei ricambiò. «Finirà, prima o poi.» sospirò, alzandosi e prendendo la borsa. vediamo lunedì. «Scrivimi se cambi idea.» Le baciai le labbra, salutandola. Dopo che se ne fu andata, mi fiondai in doccia e ci rimasi dieci minuti scarsi. Uscii e mi asciugai i capelli, passandoci sopra il gel per rendergli giustizia e per renderli più voluminosi. Indossai una camicia bianca ed un jeans blu. Essendo Halloween, decisi di truccarmi come Joker. Presi in prestito da mia madre un rossetto rosso e lo sbavai intorno alle labbra. Usai l'ombretto bianco per colorarmi il viso e la matita nera per colorare lo spazio intorno agli occhi. Presi la parrucca verde dall'armadio e me la infilai, sistemando i ricci biondi che fuoriuscivano dalla finta capigliatura. Mi misi il profumo ed il mio telefono squillò. Tyler era arrivato. Mandai un messaggio a mia madre in cui l'avvisavo che stavo uscendo e scesi le scale. Salii in macchina con lui, ringraziandolo per il passaggio. Il trucco per cui aveva optato Tyler era molto semplice: un ombretto violaceo sfumato sotto gli occhi copriva le sue occhiaie mentre una matita rossa gli colorava le labbra e dava l'impressione che fossero sporche di sangue. Avrebbe potuto benissimo competere con Damon e Stefan della famose serie vampiresca, The Vampire Diaries. «Toglimi una curiosità: se tu sei vestito da vampiro, Destiny lo sarà da vampira?» Tyler sorrise, mettendo in moto. «In realtà non ci siamo accordati, non so che costume abbia scelto.» Annuii, accendendo la radio. Arrivammo da Brooke dopo dieci minuti. Scendendo dalla macchina per aspettarle, l'avvisai che eravamo fuori. Mi appoggiai contro la portiera della macchina con le braccia incrociate. «È la nostra prima sera insieme.» «Non siete mai usciti prima?» Inarcai un sopracciglio, guardandolo. Era strano se fosse stato così. «Non in pubblico.» Non stavo capendo. Tyler mi guardò e rise. «Ci sarà tutta la scuola a casa di Drake perciò la notizia che stiamo insieme diventerà di dominio pubblico.» «Ti preoccupa che lo sappiano?» «No, affatto.» «Non ti viene mai voglia di andare con qualcun'altra?» chiesi, curioso. A me sarebbe successo. «No, Destiny ha tuttò ciò che voglio.» Sorrise ed io scossi la testa. «Sei proprio andato, amico.» risi e lui si unì a me. Nel profondo però, lo invidiavo. Tyler era felice, io non sapevo neanche cosa significasse esserlo grazie ad un'altra persona. «Ti porti anche la mazza, Des?» «Potrebbe tornarmi utile.» La voce di Hope unita a quella fastidiosa della sua amica dai capelli biondi catturarono la nostra attenzione. Cercai di fissare lo sguardo sulla mia amica travestita da Hermione Granger con tanto di capelli rossi e scopa abbinata o su Brooke vestita sexy come non l'avevo mai vista, ma non ci riuscii. Non con Destiny vestita in quel modo. La maglietta che indossava era leggermente strappata sull'orlo mentre gli shorts cortissimi e stretti le coprivano a malapena le natiche. I lunghi capelli biondi erano stati divisi in due code, le cui punte di una erano rosse, dell'altra blu. Allo stesso modo erano stati truccati gli occhi. Alle vista delle calze a rete che le fasciavano le cosce distolsi lo sguardo. Era troppo per una sola sera. Sei pazzesca. Tyler sembrava essersi incantato. Non batteva ciglio tant'era rapito. Tanto valeva uscire nuda. Mi ritrovai i loro occhi addosso un secondo dopo aver pronunciato quelle parole. Non sei costretto a guardarmi, sai? È alquanto difficile non farlo, bellezza. Replicai, ridendo così da farle credere che la stessi prendendo in giro. Non sarei riuscito a staccarle gli occhi di dosso neanche se mi fosse passata Meghan Fox vicino. «Vi siete accordati o cosa?» Guardai Brooke alternate lo sguardo tra i nostri costumi, e solo in quel momento notai che fosse vestita da Harley, la ragazza di Joker. «Scherzi? Se lo avessi saputo, mi sarei cambiato.» scherzai e Destiny mi fece il dito medio, sorridendo. «Mettetevi un attimo vicini, voglio scattarvi una foto.» Destiny provò a protestare ma una piccola spinta di Hope e me la ritrovai tra le braccia. L'afferrai per i fianchi per evitare che cadesse e lei mi guardò negli occhi. Verdi come l'erba appena tagliata, verdi come la speranza di un futuro migliore. Chinai i miei nei suoi e mi leccai le labbra, ignaro che Tyler fosse a pochi passi da noi. «Ecco fatto. Siete così carini insieme.» Al commento soddisfatto di Hope Destiny si scansò ed io mi ritrovai con le braccia distese lungo i suoi fianchi. Formicolavano e non sapevo spiegarmene il perché. «Non credi siano troppo corti?» Evitai appositamente di guardarle le gambe un'altra volta. «Cinque minuti fa non eri contrariato.» «Cinque minuti fa non ti sei piegata. «Chase mi ha detto la stessa cosa al riguardo.» A quel nome mi irrigidii. Era qui? Sapeva cosa le avevo fatto? O detto? Una sua occhiata e sperai che avesse mantenuto la bocca chiusa. Quel poco che sapevo di lui era che fosse molto legato alla biondina e che non si sarebbe fatto problemi a spaccarmi la faccia nel caso in cui l'avessi ferita. E avere la faccia tumefatta a causa della tipa che voleva fregarmi il mio migliore amico da sotto il naso non rientrava tra i miei obiettivi prossimi. Ma dopottuto era il suo migliore amico, naturale glielo avesse detto. «E ti ha lasciata uscire lo stesso?» «Si fida di me.» L'unico, insieme a Tyler. «Anch'io, ma non dei ragazzi presenti a quella festa. Li manderai tutti fuori di testa.» Non riuscivo seriamente a capire quale fosse il problema. Okay che erano dannatamente corti e persino a me che non potevo vederla era venuta voglia di toglierli, ma alla fine erano solo dei shorts, dannazione. «Sono solo dei pantaloncini, Tyler. Non fare il paranoico.» «Ti comporteresti allo stesso modo, se non peggio, se fosse tua la ragazza vestita in questo modo.» Avvertii gli occhi di Destiny addosso. «Fortuna allora che non ne vorrò mai una.» replicai, scrollando le spalle e salendo in macchina. Tra l'abbandono di mio padre, mia madre che faticava ad arrivare a fine mese e Destiny, una ragazza era l'ultima delle mie preoccupazioni al momento. Avevo tanti problemi di mio, aggiungerne altri non era il caso. Quando furono tutti saliti in macchina, Tyler partì. «Che fai?» domandai, scrutando Brooke che aveva tirato fuori il telefono e me lo stavo puntando contro. «Mando una foto a tua madre. Neanche alla tua comunione eri così ben vestito.» «Non azzardarti.» tentai di prenderle il telefono, ma Hope si mise in mezzo. «Si dice Leviosa, non Leviosà.» «No, Hope. Si dice che se adesso Brooke non cancella quella foto, farò in modo che rimanga single a vita.» «Dovrai sopportarmi per sempre, in quel caso.» «Questa è istigazione al suicidio, Brooke.» Destiny e Tyler risero. Brooke mi fece l'occhiolino ma si tenne la foto. Il resto del tragitto proseguì in maniera tranquilla. Ancor prima di arrivare era possibile sentire la musica pompata nelle casse di casa di Drake. Scendemmo dalla macchina non appena Tyler parcheggiò ed insieme entrammo alla festa. L'ultima cosa che vidi prima di esser raggiunto da una rossa tutta forme furono le mani intrecciate di Tyler e Destiny.
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