Capitolo 11

1351 Words
Ryan's Pov Approfittai dell'ora di ginnastica per prenderle il telefono. Con una scusa rivolta alla professoressa di matematica riguardo la consegna di un lavoro al docente di fisica, ero riuscito ad uscire dalla mia classe senza che sospettasse nulla. Saltai l'ultimo gradino delle scale e raggiunsi la palestra, da cui provenivano schiamazzi e rumori indistinti. Cercando di non farmi notare dalle componenti femminili della squadra che si era appena formata al centro del campo, mi intrufolai nel loro spogliatoio che fortunatamente trovai vuoto. Guardai i capi d'abbigliamento sparsi sulle panche e tra questi riconobbi la maglietta bianca di Destiny ed i suoi jeans. Frugai nelle tasche dei pantaloni ed estrassi il telefono. Tocca il display ma la richiesta di inserimento di un codice mi impedì di proseguire. Mi passai una mano tra i capelli, confuso. Quale diamine era, adesso? Inserii il mio primo che mi venne in mente: 1234. Naturalmente non lo era, dopotutto non era così scontata. Meschina sì, prevedibile mai. Ne provai un altro a caso, ma prima di bloccarglielo, mi diedi dello stupido. Il giorno in cui si era messa con Tyler. Inserii i numeri ed il telefono si sbloccò. Entrai nella galleria e diedi una rapida occhiata alle foto, ignorando quelle che la ritraevano da sola e focalizzandomi su quelle in compagnia di questo ragazzo. Aveva centinaia di foto con lui. Lui che l'abbracciava, che le baciava la testa o la guancia, loro due a cena insieme, ad una festa, al mare ed anche in campeggio. Nessuna però in cui si baciavano. Le avrà sicuramente eliminate per non farsi scoprire. pensai. Inviai le foto dal suo telefono al mio, ma prima che potessi rimetterlo dove l'avevo trovato, qualcuno aprì la porta dello spogliatoio ma non entrò. Imprecai mentalmente e mi nascosi in bagno. Sentii la porta dello spogliatoio chiudersi ed i passi della ragazza a pochi passi da dove mi ero nascosto. Pregai mentalmente che non si trattasse di Destiny. Passarono alcuni minuti, che a me parvero ore, e la ragazza uscì. Tirai un sospiro di sollievo ed uscii dal bagno. Rimisi il cellulare di Destiny al suo posto ed uscii. Tornai in classe senza esser visto da nessuno. O almeno, nessuno di cui mi fossi accorto. Controllando che l'invio delle foto fosse avvenuto senza interferenze, sbattei contro qualcuno. Alzai lo sguardo dal telefono e mi accorsi che era Brooke. «Come mai non sei a lezione? » mi scrutò con quei suoi occhi da gatta. «Potrei chiederti la stessa cosa.» bloccai il telefono e le sorrisi. «C'è l'assemblea di istituto alla prossima ora, sono andata ad accertarmi che fosse tutto a posto. Tu che scusa hai?» Brooke era una delle migliori rappresentanti d'istituto elette negli ultimi cinque anni. Da quando c'era lei al comando, le cose in questa scuola avevano preso una piega migliore. Basti pensare che i professori erano diventati meno esigenti ed i casi di bullismo erano del tutto scomparsi. Brooke era una che faceva rigare dritto. «Avevo semplicemente bisogno di sgranchirmi le gambe.» mentii, sorridendole. Brooke mi guardò di sottecchi. Si accorgeva sempre di quando mentivo come questa volta. Non riuscì a chiedermi altro a causa della campanella che suonò. «Ci vediamo dopo, Brooke.» le baciai la guancia e proseguii per la mia strada. Brooke's Pov Non so cosa Ryan stesse tramando con il suo telefono o cosa avesse intenzione di fare, ma avevo intenzione di scoprirlo. Lo seguii con lo sguardo, ma non potei raggiungerlo perché venni fermata da alcuni studenti del primo che, smarriti, non sapevano dove si trovasse l'aula in cui si sarebbe verificata l'assemblea. Gli sorrisi quando mi ringraziarono e mi avvii anche io. Quando arrivai, diedi una rapida occhiata agli studenti che avevano deciso di partecipare. Alcuni erano accostati contro la parete, altri sulle sedie poste a file al centro della stanza. L'unico che avrei tenuto sott'occhio aveva appena finito di dire qualcosa al ragazzo seduto davanti al computer e che avrebbe trasmesso un filmato che avevo montato il pomeriggio scorso. Ryan mi sorrise e si allontanò. Lo avvertii con uno sguardo. Non sapevo cosa avesse in mente ma se si fosse comportato da stronzo, non avrei esitato a prenderlo a calci nel didietro. Salutai i miei compagni e presi il microfono in modo che mi sentissero tutti i presenti. Salutai gli studenti ed esposi i miei progetti per quell'anno tra cui rientrava promuovere i viaggi studio ed organizzare più incontri possibili con le associazioni come quella riguardante l'HIV. Illustrai i viaggi d'istruzione previsti per la fine dell'anno e verso la fine dell'ora mandai in onda un video per rifarmi al discorso che avevo tenuto prima sull'AIDS. Mantenni viva l'attenzione degli studenti, inserendo battute per smorzare la tensione dovuta all'argomento difficile che avevamo trattato. Cinque minuti prima che finisse l'ora, Ryan si avvicinò di nuovo a quel ragazzo. Lo guardai e lui, attraverso il labiale, mi disse di guardare lo schermo Lo feci ed apparvero immagini separate ed altre insieme di Destiny e Tyler. Lo guardai confusa. Ryan prese il microfono ed iniziò un discorso. «Quelli che vedete qui sullo schermo sono il mio migliore amico e la sua ragazza. Non sono perfetti insieme?» Un boato di approvazione si sparse tra gli studenti. Cosa diavolo stava facendo? Guardai Destiny e Tyler, seduti vicini, che ricambiarono la mia occhiata. Tyler tento di alzarsi, ma Destiny lo fermò «Se la nostra scuola proponesse una classifica delle coppie, loro occuperebbero il primo posto, non credete?» Cenni di assenso si sparsero tra gli studenti. Mi avvicinai a Ryan e cercai di prendergli il telefono delle mani. Era più alto di me perciò mi risultò difficile riuscirci. «Ryan.» sibilai ma lui non mi prestò ascolto. Armeggiò con il suo telefono e sullo schermo apparvero altre foto, questa volta ritraenti Destiny ed il suo migliore amico Chase insieme. «Peccato però che la nostra Destiny sia già impegnata.» Ryan lasciò scorrere diverse foto che ritraevano Chase e Destiny abbracciati, lei sulle spalle di lui, Chase che le baciava una guancia, lei che lo abbracciava da dietro. Per chi non fosse consapevole di che ruolo avesse Chase nella vita di Destiny, chi aveva visto quelle foto poteva benissimo fraintendere che tra di loro ci fosse altro schierandosi così dalla parte di Ryan. Diversi mormorii si sparsero tra gli studenti. Tyler si era alzato e stava raggiungendo me e Ryan mentre Destiny era rimasta seduta con una mano a coprirle il viso. Inizialmente credevo stesse piangendo così mi avvicinai, ma quando la sentii ridere mi fermai. Si voltarono tutti verso di lei, compreso Ryan. «Devo starti particolarmente antipatica se ogni occasione è buona per screditarmi.» Destiny sostenne lo sguardo di Ryan, sorridendo. «Screditarti? Lo fai benissimo da sola.» Ryan sorrise. Destiny si protese in avanti ed unì le mani tra loro. Rimasero tutti in ascolto. «Quello che vedi in quelle foto è Chase, il mio migliore amico. Sabato, appena arriva, se ci tieni tanto te lo presento.» Qualcuno accanto a lei rise. Guardai Ryan che, oltre ad essere impallidito leggermente per la cazzata commessa, aveva indurito i pugni. «Sai, vi ho sentito in corridoio. Ti ha chiamata la mia ragazza. Questa come me la spieghi?» Ryan credeva di aver ripreso il coltello dalla parte del manico, ma non sapeva che presto o tardi si sarebbe tagliato lui. «Perfetto, adesso oltre che ad essere un ficcanaso, sei anche uno stalker. L'ha detto con tono affettuoso, Ryan. Non c'è nulla di ciò che pensi tu. Io e Chase siamo amici e a Tyler sta bene, questo è quanto. Mi dispiace che tu non sia riuscito a smascherarmi neanche questa volta.» Tyler guardò torvo Ryan che deglutì visibilmente. La campanella suonò, segnalando la fine di quell'ora disastrosa. Destiny si alzò e sotto gli occhi di tutti si avvicinò alla porta. Ryan mosse un passo verso di lei quando le fu vicino ma la mano di Tyler posta sul suo petto gli impedì di toccarla. «Penso tu abbia fatto abbastanza per oggi.» disse Tyler con tono fermo, seguendola fuori. Strattonai Ryan per un braccio e gli chiesi di uscire ed aspettarmi fuori. Ad attenderlo ci sarebbe stata una ramanzina lunga e laboriosa.
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