XV. Caro Guido, ci voleva la minaccia della disgrazia che pende su la mia povera famiglia, per farti vivo! Tre anni di silenzio!... ti par poco?... tre lunghi anni di silenzio e altrettanti di angustia, per chi ti vuol bene! ah! cattivo! cattivo! cattivo!... Ti ho pensato in America, ti ho pensato nel Giappone, in China, in Russia; con gli occhi dell’immaginazione, ti ho veduto lavorare come un n***o, esposto a pericoli d’ogni sorta, vittima della tua audacia, dell’orgoglio, della smania di riuscire a qualunque costo. Ho sofferto della tua brusca partenza e della tua assenza troppo prolungata; dopo tua madre, credi che io ho sentito più di tutti la tua mancanza. Ti ho sempre voluto bene come se mi fossi stato non solo cugino, ma fratello maggiore, e questo tu sai! E sai anche, che mi hai

