XXXIII. Nora era davvero felice. Lo diceva e ripeteva nella sua lettera a Ester; un letterone che seguì quasi subito le poche righe annuncianti il suo ritorno in casa dello zio colonnello. Ella era felice. ll marchese degli Olmi l’amava; era lui che l’aveva cercata e ritrovata nella casa di salute del paese, ove ella, sferzata dalla smania di fuggire, era capitata quasi per caso. Quanta tenerezza, quale dolcissima gioia in quell’incontro e nelle ore passate insieme nella disadorna cameretta ove ella era stata così gravemente malata!... Il giovine marchese era un essere eccezionale per elevate, nobilissime virtù; questo ella già sapeva; e si era anche dovuta convincere, che quelle virtù l’avevano attratta col fascino di ciò che è superiore e moralmente luminoso. Quanto aveva sofferto qua

