IX. Fine di settembre. Un pomeriggio melanconico e dolcissimo. Dal cielo di turchese e di amatista, piove un senso di pace infinita. Le foglie cadono con grazia lenta, con un lievissimo fruscìo di saluto a la vita; tutta la natura è di una bellezza stanca. Ester è uscita col cane fedele, subito dopo colazione. La sua anima è più che mai aperta al bello. Non si sazia di guardarsi intorno, si commove allo spettacolo magnifico e pio delle montagne brune, che in quell’ora, si staccano spiccate sul fondo chiaro, velato da una tenue sfumatura di viola; si arresta su lo scrimolo della ripa a guardar giù il fiume che si dibatte fra gli scogli delle sponde e vince gli ostacoli con foga vorticosa. Nel silenzio, ella raccoglie, con fremiti di piacere, i suoni che le vengono dalle montagne, dal fium

