Per un attimo Ciukkensniapp poté vedere la faccia del gigante: un faccione rossastro, barbuto e scapigliato, con una smorfia spaventosa e un solo occhio spalancato, poi l’uomo con una rapidità inattesa dette un calcio alla lampada, sferrò un pugno al gendarme più vicino, saltò via, raggiunse il muro e lo scavalcò prima che qualcuno potesse reagire in qualche modo. “L’orbo maledetto! Ancora lui! Prendetelo!” gridò il sergente, ma i suoi due aiutanti, rimasti al buio, stentavano a muoversi. “Non sparate! Non sparate!” bisbigliò l’ombra lunga e allampanata con un filo di voce. “Riaccenda la lampada!” ordinò il sergente, correndo verso il muro e incespicando in decine di ostacoli. Mentre stava tentando di issarsi sul muro udì il rumore di un’auto che si metteva in moto qualche centinaio di

