“Se lei, illustre sergente maggiore, mi permette le confesso con il massimo rispetto e riverenza che non è nelle mie facoltà di indovinare da quale paese venisse il vostro prigioniero, ma che posso con tutta sincerità dire che egli poco fa era seduto a questo tavolo e che, senza aver niente consumato, se ne partì poc’anzi!” Il sergente, che era a capo della pattuglia di Honved Caciari, avendo capito che il bravo soldato Scveik era cecatano e temendo perciò che stesse prendendolo in giro, si appropinquò alla tavola dei due e, dopo aver poggiato un pugno alla stessa, ingiunse: “Soldato, dimmi chi sei, quale è il tuo grado, battaglione e ragione della tua presenza qui, dinanzi al bordello degli ufficiali!” Il bravo soldato inghiottì a fatica un sorso della sua birra, strabuzzò gli occhi un

