7. Il trasferimento ad Aden fu piuttosto veloce, dato che lo Yemen confinava con l’Arabia Saudita. Dall’aeroporto vennero portati in hotel su una jeep, superando costeggiando il fianco dell’impressionante vulcano spento su cui era costruita e poi il golfo. Erano ad Aden e non a Sana’a, la legittima capitale dello Yemen, perché quest’ultima era ancora sotto in controllo degli insorti, quindi il governo si era trasferito sulla costa. «Teoricamente, qua di cose da vedere ne avresti» disse Wade, che le teneva un braccio mollemente appoggiato sulle spalle. «Ma in pratica è meglio che te ne resti in albergo» completò Aidan. «Lo Yemen è un casino, in questo periodo. Potrebbero rapirti». «Potresti saltare in aria durante un attentato» enfatizzò Wade. «Come minimo ti rapinano» concluse Aidan.

