11.

1347 Words
Sul campanello noto la scritta a caratteri eleganti e color oro - Bethany Anderson - Jeffrey Thompson - Jennifer Smith - Loved memory of John Smith. Mi si piega il labbro verso il basso e trattengo le lacrime, quando leggo la scritta in memoria di mio fratello John. Non riesco e scoppio a piangere. La zia Bethany apre la porta proprio in quel momento e il suo viso giovanile e radioso, si allarma immediatamente vedendomi in lacrime. 《Oh...mio dio Jennifer! Che è successo?》 mi abbraccia e mi stringe forte. Io non smetto di piangere, anzi quel gesto d'affetto aumenta la mia commozione. Non mi trattengo più e piango come una bambina. 《Su...su...piccola mia!》 mi consola zia Beth, accarezzandomi le spalle e la schiena. Dopo questo sfogo, mollo l'abbraccio della zia e la fisso dritto nei suoi occhioni azzurri. I suoi capelli biondi sono perfettamente sistemati in una pettinatura taglio corto a caschetto e all'ultima moda. La zia mi somiglia davvero; mi sono chiesta spesso se tra una ventina d'anni sarò uguale a lei, e se indosserò anche lo stesso completo da ufficio anche a casa. 《Vieni piccola mia! Coraggio entra! Questa è sempre casa tua. Ti ho preparato il tè e la torta di mele che ti piaceva così tanto》 Cazzo ci voleva proprio la torta di mele. Annuisco con la testa mentre mi asciugo le lacrime. Entro in casa senza proferire parola. L'arredamento è tutto rimasto come l'avevo lasciato quando me ne sono andata via due anni fa. Lo stile classico dei mobili in rovere, la moquette grigia e il grande orologio a pendolo, sono ancora li ad attendermi. La borsa e le mazze da golf di zio Jeffrey, comprese le sue molte paia di scarpette bianche, sono disposte ben allineate all'ingresso. Io e zia Beth ci dirigiamo in cucina; lentamente sto ritrovando la calma e la serenità. Mangio la mia bella fetta di torta con un tè verde di Ceylon. Io e la zia discutiamo di un po' di tutto ritrovando la vecchia complicità. Mi chiede di Antony ovviamente; io inarco le sopracciglia rispondo che va tutto bene. Lei mi chiede quando le darò dei nipotini...mio dio no, ancora! 《Zia ho solo ventuno anni!》lei sbuffa come una bambina. La zia e lo zio non hanno potuto avere figli, e considerano me e John come se lo fossimo. Volevano adottarne qualcuno, ma dopo che sua sorella e mio padre se ne sono andati in un incidente d'auto, si sono proposti loro come nostri tutori legali. Io avevo solo cinque anni quando è successo e John dieci; da allora ho sempre considerato questa casa come la mia e questa famiglia l'unica della mia vita. Zia non mi chiede per filo e per segno per quale motivo io abbia deciso di tornare a trovarla; tornerà all'attacco verso l'ora di pranzo, quando il mio stomaco sarà pieno del suo polpettone, e le mie difese abbassate. Questa donna è un genio del male; dovrei chiedere all'oracolo di farla assumere. 《Va bene Zia Beth...porto le mie cose in camera.》zia annuisce. 《Certo cara, la tua cameretta...la vostra cameretta è ancora di sopra, dove l'hai lasciata. Non ho toccato niente!》 Procediamo al piano di sopra, dove ci sono le camere e i bagni. Entro nella camera che era noi ragazzi, e mio dio, la ritrovo esattamente uguale a come l'ho lasciata! Le stesse decorazioni e gli stessi armadi di due anni fa. Il mio letto è a sinistra con coperte rosa e quello di John a destra con coperte blu. Ci sono ancora i poster di John e i suoi giocattoli. Zia Beth ha lasciato tutto tale e quale a quando ce l'hanno portato via, ormai ben tredici anni fa. Zia non è riuscita a toccare niente e io non ho mai cancellato il ricordo di quel giorno; è come se fosse stato ieri per me! Sulla libreria ci sono ancora le nostre foto...mi soffermo su una in particolare. Ci siamo io e John al parco vicino casa...quella foto è stata scattata una settimana prima che lo rapissero. Ancora una volta gli occhi mi diventano lucidi, accarezzo la foto e John, come se fosse ancora qui con me. Zia Beth mi vede; lei sta già piangendo sommessamente. Mi si avvicina ed osserva meglio John; mi parla tra un singhiozzo ed un altro. 《Oh! Jennifer...quanto mi manca tuo fratello John! Dove sarà finito adesso? Voglio pensare che stia bene...non posso pensare ad altro!》 Mi mordo il labbro per trattenere le lacrime 《Non lo so zia...Non lo so!》 Ma ti giuro che lo scoprirò! Dovesse essere l'unica cosa di buono che faccio nella mia vita. Rimaniamo ancora un minuto a guardare le foto, in un silenzio solenne come una preghiera. Poi zia asciugandosi ancora una lacrima, con tono di voce decisamente commosso, decide di rompere il silenzio e cambiare argomento. 《Allora Jennifer...lavori sempre in quel localaccio per soli uomini? Questa sera hai il turno di lavoro?》 《Si lavoro ancora al Moonlight, il locale di Frenk a Darling Harbour, e no...questa sera riposo.》 Si! Magari! L'agenzia mi ha già richiamato per una missione straordinaria...non so cosa sia il riposo. Pensando ancora una volta a come sarò all'età di zia Beth, adesso sono sicura che non ci arriverò! 《Me ne andrò a fare una serata tra ragazze, con Claudia, la mia collega e altre amiche!》 Ah! Voglio morire! 《Bella idea cara! Divertiti e salutami Claudia!》Ah! Quanto vorrei! Zia lascia la cameretta e io disfo la valigia. Poi mi sdraio sul mio letto e fisso il soffitto per rilassarmi un po'. Le stelline fluorescenti che zio Jeff ha attaccato al soffitto su richiesta di John sono ancora li, così come il suo inquietante pupazzo di "Terminator" alto mezzo metro, proprio a fianco del suo comodino. Meglio la lampada di "Hello Kitty" sul mio; decisamente più simpatica. Dopo mezz'ora scendo in cucina e trovo zia Beth indaffarata nel tirare fuori il polpettone dal forno, con due enormi presine; adesso ha indossato la parnanza con la classica scritta "G'day mate" e un simpatico canguro che cucina un omelette. Aiuto la zia ad apparecchiare e cominciamo a gustare questo fantastico polpettone. Cazzo quanto è buono! Ne prendo un altro pezzo...poi una altro ancora! Non potrò restare ancora per molto in questa casa, o il mio culo finirà per scoppiare. Poi chi ci combatte con Frank...mi metterà in cucina a lavare i bicchieri e a preparargli i panini. 《Zia come sta zio Jeff? Lavora ancora molto?》 Zia sospira ed inarca le sopracciglia. 《Ah...Jennifer. Come sempre, a periodi! In questo momento è molto preso con il suo nuovo incarico al ministero. Il nuovo governatore...questo Paul Gilmore, lo sta mettendo sotto torchio; lo chiama anche alla notte.》 《Davveuroo!?》 ho la bocca piena di polpettone. Mi dispiace, non resisto! 《Si! Tuo zio dice che è un vero idiota! Il peggiore per cui abbia mai lavorato. Oltre a questo, da sei mesi a questa parte è molto schivo...parliamo poco!》conclude zia ravvivandosi i capelli, e capisco che la domanda la mette in imbarazzo. Tra una risata e un altra, concludiamo il pranzo. Decido di passare il pomeriggio a visitare il mio vecchio quartiere. Passo al parco giochi dove zio Jeff ha scattato la foto di me con John abbracciati, e noto con piacere che niente è cambiato. Poi decido di fare una bella passeggiata e recarmi alla spiaggia di Manly Beach. Anche se fuori stagione è bellissima; l'odore dell'oceano mi entra nelle narici. Quante volte ci sono venuta a giocare con John e zio Jeff! Verso sera ritorno a casa degli zii, passo un po' di tempo a frugare tra le mie cose e quelle di John in cameretta...quanti ricordi! Dopo cena chiamerò un taxi e mi recherò a rapporto dall'oracolo, ancora una volta. Mi chiedo cosa ci sia di così importante per organizzare una nuova missione così presto. Cerco di scacciare questo pensiero; adesso è solo il tempo dei ricordi.
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