22.

990 Words
Sono sveglia da un paio di ore, ho dormito malissimo dopo aver lasciato la casa di Antony ieri notte. Adesso mi sento un grosso cerchio in testa, e se penso che ho promesso a Frank che questa sera avrei lavorato al Moonlight, mi viene voglia di prendere la moto e di lanciarmi dalla scogliera di Diamond Bay! Sono seduta al tavolino della cucina con davanti un enorme tazza di caffè nero e lungo, sono completamente china sopra la tazza come se volessi tuffarmici dentro, e nel frattempo mi sto massaggiando le tempie, cercando disperatamente di far passare il dolore. Antony è stato un tesoro, e dopo tutto quello che è successo si è rivestito insieme a me e mi ha riaccompagnato in taxi fino a Manly Vale, e a casa degli zii. Zia Beth e zio Jeff sono già usciti per andare a lavoro e a sbrigare le loro faccende, e io sono in piena fase di riflessione. Ho deciso! Devo superare questa fase e riadattarmi alla vita di una normale ventunenne. La prima cosa che farò dopo aver fatto colazione, è recarmi in una libreria del centro e comprarmi un po' di libri; mi aiuteranno a tenere occupata la mente! Poi dovrò riallacciare i rapporti con Claudia ed Antony, le persone che mi sono più vicine tolta la mia famiglia, dopo i casini che ho combinato questi giorni. Mi metto un po' di trucco leggero e qualcosa di comodo addosso, per poi dirigermi in moto a DownTown. Cerco di essere calma e stare sotto i limiti di velocità. Parcheggio la moto nei pressi di Central Station, e faccio due passi a piedi costeggiando la stazione, per poi infilarmi su George Street che è l'anima pulsante della city. Farò un giro delle molte librerie situate su questa via, prima di tornare al mio appartamento a Surry Hills e prepararmi alla nottata di lavoro. Sto passando proprio di fianco ad un negozio di elettrodomestici, quando con la coda dell'occhio vedo accadere qualcosa di strano. Su una delle televisioni in vetrina compare l'immagine di un ragazzo sorridente, con i capelli spettinati e gli occhiali spessi come gli oblò di un sommergibile; saluta sorridente. Torno indietro e mi prende un infarto...è ratto! Quel malefico si è inserito dentro il sistema del negozio e lo ha hackerato. Adesso la stessa immagine si è diffusa anche negli apparecchi vicini; vedo comparire la sua faccia su una decina di tv di diverse dimensioni. Ratto si comporta come uno scemo, saluta e fa smorfie. Mi suona il telefono; è sempre lui che mi chiama. Digrigno i denti dalla rabbia e gli chiudo la telefonata in faccia. Improvvisamente lo vedo piangere sugli schermi come farebbe un bambino di nove anni. Questa è la goccia che fa traboccare il vaso. Spalanco la porta di vetro del negozio ed entro; farò staccare la corrente pur di non vedere più la sua immagine sullo schermo. Scruto a centottanta gradi il negozio, nella disperata ricerca del commesso quando dagli altoparlanti sento una voce. Dio no...È lui! 《Jennifer...Ti prego non fare così!》 non posso crederci l'ha fatto davvero. Tutti gli altoparlanti del magazzino fischiano ad attirano l'attenzione di tutti i presenti, clienti e addetti alle vendite, i quali si guardano intorno smarriti. 《Jennifer...non puoi sparire così dalla mia vita! Non esco mai dalla mia tana! Adesso cosa farò?!》 il telefono torna a squillare e io lo chiudo nuovamente in malo modo. Sento ratto sospirare da tutti gli altoparlanti...vorrei strozzarlo! 《Jennifer ti vogliono...ti prego passa a sentire cosa hanno da dirti! Ti supplico, stanno tormentando anche me!》alcuni responsabili del negozio stanno correndo come disperati da tutte le parti, nel tentativo di risolvere la situazione. Il telefono suona per l'ennesima volta e io decido di rispondere; adesso a ratto gliene canterò quattro! 《Ratto! Basta!!! Di a quei maledetti dell'agenzia che ho chiuso!...chiuso!!》 forse il povero ratto sta provando a dire qualcosa dall'altra parte, ma sono furibonda e non riesce ad inserirsi 《Hai capito ratto?! Che non mandino più nessuno!...Che non mi cerchino più! Basta!! Basta!! Ho chiuso!!》 Chiudo il telefono per l'ultima volta; sono così arrabbiata che quasi mi scendono le lacrime e ho gli occhi lucidi. Ratto sospira nuovamente agli altoparlanti e dopo qualche secondo interviene nuovamente. 《Allora sei proprio convinta Jennifer!...Beh, non mi resta che esprimere il mio ultimo desiderio...》 Su una lunga fila di televisori disposti a muro dentro il negozio compare l'immagine di ratto. Ha la sua solita espressione scema, e tiene in mano una scatolina nera, che allunga verso la videocamera. La apre e dentro c'è un grosso anello simile a quelli dei super eroi dei film di fantascienza; è rosso, di plastica e sopra c'è impressa una enorme "J" dorata. 《Jennifer!...Vuoi sposarmi?!》 Neanche l'esplosione della mina Claymore mi avrebbe sconvolta di più! Scappo di corsa dal negozio. Sono arrabbiata, seccata, stupita, allibita, nervosa e tutti i sentimenti del mondo messi insieme, che si mischiano nel mio cervello come nella centrifuga di una lavatrice. Corro alla moto...voglio rifugiarmi a casa! Raggiungo il mezzo e parto a tutta velocità. In meno di cinque minuti sono davanti al mio appartamento di Surry Hills. Mi mancava il palazzo di due piani color rosa, dove vivo! Apro il portone arancione e raggiungo il mio appartamento. È così come l'ho lasciato; le coperte zebrate del letto sono disfatte, qualche piatto da lavare, e un po' di cianfrusaglie in giro. Mi siedo sulla mia poltrona nera e cerco di rilassarmi un po'. Antony mi manda un messaggio. -Amore...tutto bene?- Si...a parte la proposta di matrimonio di ratto con l'anello preso dall'uovo di pasqua! -Fatti sentire questa sera quando torni a casa dal lavoro. Mandami un messaggio quando sei a casa così so che stai bene!- che tesoro il mio Antony! Come ho potuto trattarlo così ieri sera? Rispondo solo con poche ma importanti parole -Certo Antony! Ti amo! Grazie di tutto!-
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