Sono già le cinque del pomeriggio; devo truccarmi e prepararmi in fretta, per poi correre al lavoro.
Mi metto un velo di trucco e di eyeliner. Indosso la maglietta a maniche corte del Moonlight, con davanti un ampio spacco che lascia ben in vista il mio decolté, con il reggiseno nero di pizzo.
Sotto indosso un pantalone molto aderente in similpelle nero.
Scruto la mia immagine riflessa sullo specchio vicino all'ingresso diverse volte, e mi reputo pronta per far sbavare quelle lumache bavose dei clienti.
Prendo la mia giacca nera e esco di corsa.
Arriverò a Darling Harbour con la mia moto. Dovrò spiegare a Claudia e Frank come mi sono procurata i soldi per comprarmela, ma sono sicura che saprò inventarmi qualcosa.
C'è ancora poco traffico per le strade di Sydney, e arrivo a destinazione agevolmente.
Parcheggio la moto e faccio gli ultimi metri a piedi, costeggiando la splendida bay che è circondata da locali e ristoranti.
Le luci degli stessi si riflettono sull'acqua, e luccicano di toni policromatici che trasformano le prime oscurità della notte, in una danza di brillanti.
Eccomi sono davanti al club.
È situato in uno dei molti piccoli edifici he costeggiano la bay, supero la porta vetrata all'ingresso ed entro.
Mi faccio strada tra i molti tavolini e mi dirigo verso il lunghissimo bancone del bar.
In quel posto vedo Frank indaffarato nel pulire e sistemare dei bicchieri da whisky.
Frank è molto alto, e si staglia sopra il bancone come l'asta di una bandiera.
È sempre molto serio ed accigliato, ma se poi entri nell'intimità con lui, scopri che è un uomo davvero piacevole e spiritoso.
Questa sera si è pettinato i capelli con molta brillantina, e sopra si riflettono le luci del locale, che rendono gli stessi sfavillanti.
《Lascia stare Frank! Sono arrivata...ci penso io!》 esclamo facendomi notare.
Non mi accorgo che poco distante sta uscendo dalle cucine Claudia, che mi scruta un attimo senza salutarmi.
Io gli lancio rapidamente uno sguardo e gli faccio un cenno con la testa.
Mi sento davvero uno schifo per come mi sono comportata fuori dalla discoteca, e vorrei riconciliarmi con lei dopo quando accaduto.
Frank mi osserva con i suoi occhi blu estremamente penetranti, e con un ghigno malefico esclama.
《Perchè no Jennifer! Prego...accomodati alla tua postazione!》neanche un grazie o un saluto; il solito stronzo! Però mi sei mancato Frank.
Passo dietro il bancone e riprendo a prendo il lavoro dove il mio capo l'ha lasciato.
Mentre mi passa dietro per andarsene sussurra al mio orecchio.
《Mi sei mancata Jennifer...ben tornata.》
Gli regalo un accenno di sorriso; per Frank basta ed avanza.
La serata comincia ad animarsi, e arrivano presto i primi gruppi di clienti.
Claudia mi ha evitato per più di un ora e non accenna a rivolgermi la parola.
Frank si lancia su di me con le prime ordinazioni.
《Allora ragazze andiamo con il primo ordine: due Martini on the rocks, un Daiquiri e un Manhattan! In fretta grazie!》 si comincia.
Inaspettatamente Claudia mia affianca dietro il bancone e mi aiuta.
《Ci penso io ai cocktails Jennifer...tu pensa ai Martini. È un po' che manchi e forse sei fuori allenamento!》
《Grazie Claudia》la mia amica non ricambia, ma è comunque bello essere nuovamente a lavoro con lei.
La serata di lavoro passa in maniera egregia e tranquilla. Mi concentro sui miei compiti, e ritrovo la vecchia complicità con il team di colleghi e con Frank.
Sono le due della mattina e ci sono rimasti pochi clienti nel locale.
Io e Claudia stiamo pulendo e sistemando dei bicchieri, l'una di fianco all'altra.
Devo cogliere l'occasione di parlarle!
《Claudia ascolta...》attiro la sua attenzione, sospende il lavoro e si volta verso di me. Forse si aspettava che le parlassi.
《Mi dispiace davvero per quello che è successo due sere fa, proprio a due passi da qui! Mi sento davvero uno schifo per quello che ti ho fatto passare...la verità è che sto attraversando un periodo un po' particolare...》direi pure un era di catastrofe e disperazione! La cosa più terribile è che non so ancora come uscirne; questo però non posso dirglielo!
《Claudia ti prego...sei la mia migliore amica e sei l'unica con cui posso confidarmi oltre zia Beth. Puoi perdonarmi!?》non so se sto facendo gli occhi da coniglietto dei cartoni animati, ma prego che non mi mandi al diavolo.
Claudia sorride e scuote la testa.
《Jennifer, vorrei davvero mandarti al diavolo dopo tutto quello che mi hai fatto passare l'altra sera...ma ti perdono!》
Non resisto e vado ad abbracciarla proprio nel mezzo del lavoro; ovviamente Frank se ne accorge.
《Ehi voi due! Se ci sono abbracci ed affetto anche per me va bene, altrimenti io vi pago per lavorare...capito?!》
Claudia inarca le sopracciglia e sbuffa.
《Si Frank!! Agli ordini!!》mi guarda con complicità e io sorrido. Che bello aver risolto tutto con Claudia!
Frank che si è messo a discutere con dei clienti a fine serata, saluta il tavolino e si dirige verso di noi con passo sicuro e da vero macho.
《Ragazze fate la cassa e chiudiamo.》
Frank passa dietro Claudia, gli afferra i fianchi con dolcezza, lei si gira e gli molla un bacio.
La guardo sbigottita, la ragazza deve aver ceduto alle avance del mio capo.
Continuo a fissare Claudia mettendola in imbarazzo.
《Eh va bene Jennifer! Ho ceduto ieri sera...e grazie alla stronzata che hai fatto fuori dal club! Ero sconvolta e lui ne ha approfittato subito! Almeno non tutto il male vien per nuocere...no?!》
《Sembra che sia così Claudia!》sorrido.
Almeno ho creato una nuova coppia!
Chiudiamo il locale, e all'uscita Frank mi chiede se vuole che mi chiami un taxi.
《Oh, no Frank! Sono venuta con un mio mezzo!》
Frank mi guarda sbigottito e anche Claudia.
《Hai comprato un auto?》mi chiede il mio capo accigliandosi.
《Una moto Frank!》mi avvio verso il mio mezzo, mentre osservo Claudia e Frank che mi seguono allibiti con lo sguardo.
《Ciao ragazzi, a domani sera! È stato bello lavorare di nuovo con voi!》saluto tutti e due scappo.
Mi sento davvero felice e addirittura rilassata, anche se ho lavorato.
Sento per la prima volta che tutto si può sistemare e tutto andrà bene.
Domani chiamerò Antony e troverò il modo per scusarmi anche con lui.
Prendo la moto e parto; rispetto i limiti, come se andassi a passeggio con un cane al guinzaglio.
Non c'è più bisogno di correre finalmente!
Parcheggio davanti al mio palazzo, entro e salgo le scale.
Mi farò una doccia e poi subito a letto!
Apro la porta e appendo la giacca sull'attaccapanni all'ingresso.
Sto per accendere la luce dell'appartamento.
《La prego agente Smith! Non lo faccia!》
Il sangue mi si gela nelle vene. Trovo solo la forza di alzare lo sguardo, e vedo un uomo seduto comodamente sul mio divano nero.
Sento il cuore saltarmi in aria dentro il petto, e comincio a sudare freddo.
L'uomo mi osserva senza proferire parola; egli è nella penombra, debolmente illuminato solo dalla luce che penetra dalla porta finestra del balcone.
Vedo chiaramente i suoi lineamenti.
È un uomo di colore, forse sarà sulla cinquantina, ma di questo non sono sicura; lo deduco dalla sua barba leggermente brizzolata.
Veste con un elegante completo da businessman, con una bella giacca blu notte.
Il mio sguardo scende sulle sue mani e mi blocco terrorizzata.
Tra le mani stringe la mia mitraglietta UZI, che pensavo di aver abilmente nascosto nel mio appartamento.
Questo stronzo la tiene appoggiata sulle gambe come fosse un tenero gattino!
Sono nel panico; l'agenzia ha mandato un agente a regolare i conti!
Cristo Jennifer! Devi fare qualcosa...ma cosa?
《 Chi è lei?! Cosa ci fa nel mio appartamento?!》la mia voce è tremante. Perchè ho fatto una domanda così stupida se so già la risposta? Che idiota!
Infatti l'uomo ridacchia prima di rispondermi. La sua voce è profonda ed estremamente sicura; è senza dubbio un agente sotto copertura, riconosco lo stile!
《Agente Jennifer Smith! Non reciti la parte della ingenua ventunenne con me! Mi creda che non ce n'è bisogno!》
Jennifer...pensa, pensa, pensa! Devi trovare un modo per toglierti da questo pasticcio!
《Cosa vuoi da me?! Perchè sei qui?!》la mia voce continua a tremare. Devo pensare velocemente...devo trovare un modo di scappare!
Mi guardo intorno e lui se ne accorge; ridacchia il bastardo.
《Agente Smith...questa è la domanda giusta! Abbiamo un conto in sospeso ragazza! Lei vuole uscire dalla sua vera vita...quella dell'agente segreto, per tornare alla quieta e mansueta barista di club, alla tenera nipote degli zii e forse alla dolce mogliettina del suo Antony, un giorno non lontano.
Ebbene sappia che io non posso permetterlo e nemmeno lei può permetterselo!》
Questo uomo sa tutto di me! Conosce tutto...del suo obiettivo!
Adesso come ne esco viva?
Sto tremando...non ne uscirò viva!
Deglutisco a fatica la saliva, e ho i muscoli atrofizzati.
Mio dio, sono morta!