– E perché questo? – ho domandato. Non mi ha risposto. Non poteva rispondermi: piangeva. – Compagnia, attenti! Contate per due! – urlava il tenente. Uno, due, uno, due, uno, due... i soldati ora stavano immobili e silenziosi sotto lo sguardo dei superiori. – Fianco destr! – proseguiva il tenente. I soldati ubbidivano al comando come tanti automi. Ora si erano messi per quattro e attendevano l'ordine di marciare. Immobile, col cuore in tumulto, dal fondo del cortile guardavo la scena. – Addio! Addio! – mi dicevano. Una mano, poi due, poi dieci hanno stretto la mia; una bocca, poi, due, poi dieci, mi hanno baciato con affetto indicibile. – Fatemi il favore, scrivete a mia moglie che parto. Baciatemi i piccoli miei – mi diceva tra i singhiozzi un giovane calabrese, piccolo e biondo, che

