37 Il mattino seguente, la notizia era su tutti i giornali. Brunilde era ancora intontita dal sonnifero preso la sera prima, quando il telefono cominciò a squillare. «Brunilde, ho saputo. Mi dispiace tantissimo, credimi! Che ne dici di vederci oggi?». La voce di Ornella non sembrava una voce di circostanza, pareva seriamente preoccupata per l’amica. Brunilde ci pensò sopra un istante, valutando se fosse il caso, poi convenne che non le avrebbe fatto male distrarsi un po’. «D’accordo», rispose. «Facciamo alle tredici? Mangiamo un boccone insieme, ti va?». «Alle tredici? Sì, penso che possa andare. Devo passare da Alice in ospedale, poi ti raggiungerò in redazione». Non fece in tempo a riagganciare, che il telefono squillò di nuovo. «Pronto?». All’altro capo si sentì un respiro lento

