Parigi, novembre 2018Il taxi aspettava in strada già da qualche minuto. Alessandra voleva, questa volta assolutamente, accompagnarlo all’aeroporto Charles De Gaulle. Il taxista li vide sullo specchietto retrovisore uscire da uno degli stabili del Boulevard Garibaldi, i lembi dei cappotti ancora aperti sventolanti all’aria e alla leggera pioggia della sera. Andrea la teneva per mano, tirandosela accanto, le aprì la portiera del taxi e quasi di peso l’aiutò a sedersi nel sedile posteriore, il taxista non ebbe neppure il tempo di scendere che aveva già sistemato la valigia nel bagagliaio, poi salì in fretta al suo fianco. – All’aeroporto, – disse all’autista: – E faccia il più in fretta possibile. Poi rivolgendosi ad Alessandra: – È un regalo, – le disse porgendole un foglio da quaderno pie

