7. Lo yacht - parte 2

1167 Words
Il principe arretrò di colpo, allargò le braccia e si guardò i vestiti. Non si era sporcato per niente. "Che schifo, pensavo ci fosse un limite invece sei più disgustosa di quanto pensassi! " Avvilita, lei si accorse di essersi sporcata l'abito. "Non osare avvicinarti a me o a nessuno di noi con quello schifo addosso!" Quanto era ingiusto! Che colpa ne aveva lei se stava male? "Io mi posso sempre ripulire, buona fortuna invece a te, col carattere di merda che ti ritrovi" trovò la forza di replicargli. Lui si avvicinò e le acchiappò il vestito per il collo e le ringhiò in faccia: "Non osare insultarmi nella mia nave o butto in acqua te e quei tre avidi scrocconi che ti sei portata dietro. Non sopporto nessuno di voi e rimpiango di averti incontrato!" Il delicato aggancio del collo dell'abito non resse più e si ruppe. Una parte del collo cadde giù scoprendo il reggiseno del bikini. Quarin guardò per un momento la sua scollatura, poi mollò la presa come scottato. Lei vide che si era sporcato un pochino e il dispiacere del vestito rotto fu compensato dal vedere la macchia sulla manica della sua perfetta camicia bianca. Mentre lei si sistemava l'abito lui, scocciato, si tolse la camicia sporca e la gettò in terra. Che spreco di bellezza, pensò Regina. Aveva un fisico statuario, con la camicia sembrava piuttosto snello invece aveva un torso superbo, con pettorali ben disegnati e braccia muscolose. Un inserviente accorse portando secchio e straccio: "Signorina, si sente bene? L'accompagno in bagno?" E iniziò a pulire. "Non si preoccupi, vado da sola, mi indichi solo dove, grazie " "Carlos, lascia qui il secchio e vattene." "Come, padron Quarin?" "Mi hai sentito. Se la signorina si ubriaca tanto da vomitare in giro è sua responsabilità pulire dove ha sporcato" "Padron Quarin, ci metto un attimo..." "VIA, HO DETTO!" L'inserviente, spaventato, fece un rapido inchino e scappò. Regina pensò che se voleva umiliarla si sbagliava di grosso, nemmeno a lei piaceva far pulire a qualcun altro il suo vomito. Prese straccio e spazzolone e iniziò a pulire senza degnarlo più di uno sguardo ma senza rinunciare ad una battuta: "Sarà meglio che vostra signoria si dilegui in fretta se non vuole che le sue reali narici sentano ancora questa puzza!" "Hai proprio ragione, prima me ne vado meglio sarà ". E se ne andò a passo di marcia ma lei ebbe la sensazione che fosse infastidito dal fatto di essere stato congedato. Ah che soddisfazione. Dopo aver pulito per bene si fece indicare il bagno. Si levò l'abito e lo lavò, poi non volendo restare in bikini lo rimise addosso ma incastrando il collo alto nel pezzo di sopra del bikini, tutto sommato poteva andare, sembrava un abito senza spalline, pazienza per il bagnato, si sarebbe asciugato addosso. Non valeva la pena arrabbiarsi per quell'idiota, in ogni caso da domani non l'avrebbe visto mai più. Che si arrangiasse. Sospirò. Quella giornata sembrava interminabile. Andò a cercare i suoi genitori, doveva arginarli dal ricoprire di chiacchiere il Sultano. Li trovò infatti a prua a chiacchierare con lui, mentre suo fratello... stava parlando con la ragazza del principe, e ridevano di gusto... stava flirtando con lei! Era pazzo? Doveva separarli. Si avvicinò a loro e salutò la ragazza, quindi disse al fratello: "Leone, volevo chiedere il tuo aiuto per una cosa, potresti venire un momento di là?" "Non ora Regina, non vedi che sto parlando?" "Ti prendo solo un attimo, se la signorina ci vuole scusare..." gli pizzicò il braccio, certo che era tardo a capire! "Aahio, scusa Charmant, torno subito bella" e le fece l'occhiolino prima di andarsene. Dopo che si furono allontanati la rimproverò: "Si può sapere perché hai fatto questa scena Regina? È maleducato infilarsi così in una conversazione, abbiamo piantato da sola quella ragazza!" "E meno male! Ma sei impazzito? Stavi flirtando apertamente con la ragazza del principe! Sei stanco di vivere per caso?" “Non sono mica sposati, no? Lei può fare quello che vuole! Ed è così carina… vorrei portarla a divertirsi un po’, quel principe sarà ricchissimo ma è così serio… con una pupa come lei io avrei il sorriso largo fino alle orecchie tutto il giorno!” “Stai giocando col fuoco. Non hai capito com’è questa gente. Sono potenti, e non sappiamo come ci si comporta nel loro paese! E se il Sultano avesse il diritto di sbatterti in galera? Stai buono almeno finché la giornata non sarà finita, te ne prego!” “Uff, che guastafeste che sei, stavamo solo scherzando un po’!” “Senti, andiamo a raggiungere mamma e papà. Non volevi visitare lo yacht?” “Certo, ma preferirei visitare Charmant, se capisci cosa intendo!” disse lui con un ampio sorriso. Lei gli diede un pugno sulla spalla e lo trascinò verso i suoi genitori. Il loro padre, vedendoli arrivare, smise di parlare col Sultano. “Ma dove eravate finiti ragazzi? Qui il nostro gentilissimo ospite ci stava facendo fare un giro, e voi ve ne andate? Scommetto che siete rimasti a saccheggiare il buffet. Eh li perdoni sua maestà, sono ragazzi in crescita, specie il mio Leone, è più alto di me! Invece Regina ha preso da sua madre, poverina, è alta un metro e un barattolo. Ma noi la amiamo lo stesso, vero cara? State vicini se volete vedere la barca, lo sapete che ha ben 4 motoscafi al suo interno? Mai visto niente di simile! Ed è tutto in marmo e radica, mi ci posso specchiare tanto è lucido!” Da come sorrideva si vedeva che era lusingato di poter viaggiare in mezzo a quel lusso. “Sultano, a che velocità va questa meraviglia?” Lui sorrise: “Beh ora staremo viaggiando a 20 nodi, possiamo arrivare con un tempo favorevole fino a 60 nodi, ma di solito non la spingiamo così, la uso per le vacanze e quando sono in vacanza non ho mai fretta.”. “Fiuuu che velocità! E’ proprio una scheggia!” La madre di Regina si accostò al marito e gli bisbigliò: “Ma che ne sai di nodi tu?” “Io? Io so tante cose cara, ti ricordo che ho fatto il cameriere nelle navi per due anni, io!” “Ah, e quanti sono 60 nodi di velocità?” “Beh, più o meno… più o meno il triplo di quanto stiamo viaggiando adesso, ecco!” Regina sospirò. Come al solito suo padre ostentava ben di più di quanto sapeva. Sperava che nessuno lo avesse sentito. Ma era una speranza vana, perché si accorse con sgomento che Quarin si era avvicinato e guardava suo padre con un cipiglio che lasciava intuire tutta la sua disapprovazione. Il Sultano si rivolse a Regina: “Mia cara, i tuoi genitori mi stavano raccontando di te, e ho saputo che ti sarebbe piaciuto fare la scuola di cucina, ma non hai ancora risparmiato la somma necessaria. Ti voglio fare una proposta.”
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