Regina non riusciva a crederci. Erano tutti lì, davanti allo yacht, con i loro vestiti migliori sopra al costume da bagno, pronti ad entrare. Lei aveva un abitino senza maniche blu che si agganciava sul collo e copriva del tutto la sua generosa scollatura. Non aveva molti bei vestiti, questo era stato acquistato per il matrimonio di una zia, e praticamente mai utilizzato dopo.
Sorprendentemente suo padre, ascoltata la storia, aveva insistito per partecipare alla mini crociera, e con tutta la famiglia! Suo padre non chiedeva mai pareri, comandava e basta e bisognava ubbidire. Voleva a tutti costi visitare l'enorme imbarcazione che faceva discutere tutto il paese quando appariva , e poi... sia mai che il Sultano si offendesse se non si fossero presentati all'appuntamento!
Furono accolti in grande stile dal Sultano e dalla sua giovane moglie... non poteva essere la madre di Quarin, lui aveva almeno 20 anni e lei non sembrava averne più di 30... magari la loro religione prevedeva la poligamia, o forse era divorziato. Lei comunque era stupenda, una splendida donna con la pelle color caffellatte e occhi e capelli scurissimi, vestita con un sari elegantissimo. Portava i lunghi capelli neri legati in una morbida treccia. Tutti trasudavano eleganza e ricchezza. I ricchi avevano spesso mogli giovanissime, considerò Regina. Lei non riusciva a capire come una ragazza potesse stare insieme ad un uomo molto più vecchio, se non forse perché soffriva la fame.
Il Sultano infatti aveva almeno 50 anni. Era molto cordiale, la compagna invece sorrideva ma il suo sorriso non raggiungeva gli occhi. Scrutava in modo attento e sospettoso quei quattro poveracci che avevano avuto il cattivo gusto di infiltrarsi nel loro yacht di lusso.
Ma lo sguardo veramente e apertamente ostile era quello di Quarin.
Se ne stava in disparte a fissarli con espressione torva e braccia conserte, e dietro di sè aveva la bella bionda che si aggrappava a lui con fare seducente, gli occhiali da sole sollevati sui bei capelli fluenti.
In ogni caso lei era a disagio, si sentiva di troppo e non vedeva l'ora che finisse la giornata. Con un po' di fortuna non avrebbe avuto interazioni con lui e forse si sarebbe persino goduta la traversata.
"Benvenuti, miei cari ospiti, vi presento mia moglie Naisha e i miei figli, Quarin è il più grande e Joridey è il più piccolo. Il bambino fece capolino da dietro la gonna di sua madre e sorrise timido. Abbiamo a bordo anche un'amica di Quarin, Charmant."
"Piacere di conoscervi!" trillò lei.
"Venite, il nostro chef ha allestito un buffet di benvenuto, prego, c'è un po' di tutto, dovete mangiare e bere qualcosa, ci tengo che assaggiate le specialità del mio paese!"
Ed elencò le varie prelibatezze. Regina non aveva mangiato a colazione ma stranamente aveva lo stomaco chiuso, per cui bevve solo un bicchiere di una specie di succo di frutta colorato, ma si sentì subito dopo la testa leggera, e realizzò che doveva contenere dell'alcool.
Mentre i suoi genitori e il Sultano discutevano, il bambino corse da Regina e la abbracciò.
Lei si chinò al suo livello e gli accarezzò i capelli.
"Come stai, Joridey? Ti sei ripreso dal mega tuffo?"
"Sì, grazie!" rise lui, poi si fece serio. "Ti volevo dire che io so nuotare, ma ho nuotato sempre in piscina oppure a riva, dove si tocca. Quando sono caduto in acqua mi sono spaventato perchè era così profonda che non vedevo il fondale... l'ho spiegato a Quarin. Mi dispiace che ti abbia trattato male, ma papà ti ha trattato bene, vero?"
"Ma certo piccolo, non preoccuparti! Sto benone, vedi?" sorrise lei. Anche se in realtà iniziava a sospettare che il drink le stesse procurando un mal di stomaco.
"Vuoi conoscere il nostro cane?"
Lei era un po' preoccupata di lasciare il Sultano alla mercé di suo padre e suo fratello. Sapeva che suo padre poteva diventare pomposo e pesante, e suo fratello... beh, era come un bambino, e non aveva alcun filtro tra la mente e la bocca. Comunque preferiva seguire Joridey, quindi si lasciò condurre lontano dal gruppetto che stava facendo il giro della barca. 'Spero che mamma li tenga a bada' si augurò.
Il bambino la portò al ponte superiore, dove c'era una grandissima piscina circondata da sedie a sdraio e ombrelloni, c'era anche un chioschetto con snack e bibite.
Lassù si avvicinò loro un adorabile spitz, tutto scodinzolante e sorridente. Lei si sciolse alla vista del cagnolino, era della stessa razza del suo Mint! Si inginocchiò ad accarezzarlo.
"Oh ma com'è carino! Come si chiama?"
"Si chiama Numa, è una femmina"
"Scusa signorina, ti avevo preso per un maschietto. Ma sei adorabile!"
Mentre la abbracciava e la accarezzava, apparve Quarin con un'espressione grave.
"Stai. Lontana. Dal. Mio. Cane."
Joridey cercò di difenderla: "Ma perchè? Non le sta facendo male, e poi è anche mio il cane!"
"La cagnetta me l'ha regalata Charmant, quindi è mia. E non voglio che faccia amicizia con gli estranei, perchè per loro sarebbe facilissimo poi rapirla per chiedere un lauto riscatto. Non sarebbe la prima volta, sai? Bisogna starci attenti fratellino. Comunque tua madre ti sta cercando, torna subito giù."
Joridey la salutò e tornò di sotto mogio mogio.
A Regina dispiacque per il bambino, doveva sottostare alle regole esagerate di suo fratello maggiore, chissà come doveva sentirsi in gabbia.
"Guarda che non mi sognerei mai di rapire il cane di nessuno, anche se questo è proprio carino, me lo porterei volentieri a casa!"
Quarin non sorrise.
"Non ne avrai la possibilità. Vieni qui, Numa!" la cagnetta trotterellò felice dal padrone, lui indiò Regina e disse al cane: "Numa: nemico! Capito? Nemico!"
La cagnetta si voltò verso Regina e iniziò a ringhiare. Quella che prima era un'adorabile palla di pelo festante si trasformò in un diavoletto abbaiante e quando lei si chinò e le mostrò la mano per calmarla, saltò in avanti e la morse con tutta la forza e si ritirò dietro il padrone, sempre ringhiando e abbaiando.
Adesso sì che il principe rideva. Si chinò ad accarezzare la cagnetta.
"Brava, Numa, bravissima. Allora, pensi ancora di portartela a casa? "
Lei si tenne la mano dolorante, il morso le aveva aperto la mano e sanguinava.
"Ma sei un mostro, trasformare una cagnetta adorabile in un'arma?"
Lui si alzò e si avvicinò a Regina. "E' per il suo bene, e per il nostro. Adesso, ogni volta che proverai ad avvicinarti a lei avrai lo stesso trattamento. Devo pur proteggere ciò che è mio dai malintenzionati!"
Lei fece un passo indietro, incalzata da lui. Stava iniziando a sentirsi male.
"Sei veramente fuori di testa, lo so che voi ricchi siete presi di mira ma cosa c'entro io? Nemmeno ci volevo venire oggi qui!"
"E invece sei venuta. Cosa devo pensare? Quando ti sei allontanata con mio fratello ti ho seguita subito. E' solo un bambino e tu gli piaci, quindi puoi influenzarlo." Si avvicinò ancora. "Magari lo vuoi portare fuori dalla barca, magari hai un complice, magari lo vuoi rapire!"
Lei arretrava sempre di più. Si sentiva salire la nausea, aveva timore di vomitare.
"Non lo neghi? Avrai capito che è inutile fare la santarellina con me! Mio padre è troppo ingenuo per vedere il marcio nelle persone! Ma ci sono io!"
Lei non riuscì a replicare, stava cercando di contenere i conati di vomito, ma non riuscì ad arrivare al bordo della nave e rovesciò lo stomaco sul pavimento davanti al principe.