Regina era seduta sul secondo autobus che l’avrebbe portata a metà strada, e guardava dal finestrino i rigogliosi fichi d’india che crescevano spontaneamente nei cigli della strada della sua regione. Fu chiamata ancora dal numero della nave del Sultano, ma decise di silenziare il numero. Vedere quel numero le procurava un’inutile nostalgia. Ormai aveva deciso di andare a casa, era inutile rispondere alle telefonate. Non aveva ancora chiamato i suoi, doveva dire loro che stava tornando anzitempo, ma non si risolveva a farlo: non avrebbe certo detto che era stata cacciata, ma anche dire che se ne era andata lei non era il massimo, le avrebbero sicuramente rimproverato di essere stata poco tenace, e di aver perso un mese di ottimo stipendio. Forse avrebbe potuto accennare al fatto che c’

