Trattengo a stento la voglia di picchiarlo, mi sembra che sia abbastanza sbattuto al momento e a dirla tutta anch'io lo sono.
Che diavolo è successo stanotte?
Abbasso lo sguardo verso l'anello che circonda l'anulare sinistro e mi sento crollare. Dobbiamo risolvere la situazione in fretta.
«Che significa che sono stato io? Cosa avrei fatto poi?»
Mi ridesto dai miei pensieri quando l'amico dello stupido imbecille con cui ho passato la notte torna a parlare. Prima, però, tira fuori il suo telefono dalla tasca e dopo una rapida ricerca glielo passa.
Trevor...o meglio Easton sgrana gli occhi e sembra avere un leggero mancamento, mi faccio avanti e glielo tolgo dalle mani. Ho bisogno di vedere quanto grave sia la situazione e no non parlo del matrimonio dal momento che lo annulleremo a breve, cosa questa assolutamente certa, ma a preoccuparmi è la mia situazione. Se la mia faccia finisse su tutti i giornali...
Il mio peggior incubo si materializza pochi istanti dopo proprio davanti ai miei occhi. Su tutte le prime pagine dei quotidiani ci siamo noi in bella mostra, in prima pagina, accidenti. Siamo vestiti eleganti, io indosso pure un velo e tra le mani tengo un bouquet. La mia mente è priva di questi ricordi. Come diavolo è possibile? Ma la domanda più urgente è un'altra al momento.
«Ma si può sapere tu chi sei?»
Easton e Wallace si voltano entrambi a fissarmi, il primo in particolare si sofferma un secondo di troppo sul mio corpo ancora fasciato soltanto del lenzuolo che tengo ancora più stretto all'altezza del seno. I suoi occhi addosso mi provocano un brivido...un brivido che tento di scacciare subito.
«Che significa chi sono?»
«Mi sembra legittimo chiedertelo visto che ieri mi hai detto di chiamarti Trevor e oggi...oggi la mia faccia è dappertutto e tu sei diventato Easton!»
I due si scambiano un'occhiata. Deve essere una specie di loro modo per comunicare. Che carini...davvero.
«Scusami ma tu mi stai dicendo che non lo conosci?»
«Sei per caso famoso? Direi di sì o la tua faccia assieme alla mia non sarebbe ovunque. Cosa sei un attore? Sarà per questo che non ti ho riconosciuto allora, io non guardo la televisione, e non vado al cinema, mi annoiano entrambe le cose.»
«Non sono un fottuto attore! Sono Easton Mayford!»
Aggrotto la fronte ancora più confusa.
«Easton...chi?»
La cosa sembra pungerlo sul vivo, e non capisco perché...non sarà mica uno di quegli uomini narcisisti, pompati di un ego smisurato?!
Dio tutte a me!
«Tu hai detto che mi sono presentato come Trevor...quindi ricordi?»
Nego con la testa. «Non ho idea del perché ti chiami Trevor...hai la faccia da Trevor, però.»
«Ho la faccia da Easton! Il mio nome.»
«Come ti pare. Wallace? Ti chiami Wallace giusto?»
«Sì, e tu sei? Chiedo scusa sono un maleducato ma come avrai avuto modo di notare con Easton è facile di tanto in tanto dimenticarsi delle buone maniere.»
Sorridiamo entrambi mentre in sottofondo qualcuno ringhia.
«Cosa sei un cane?» lo prendo in giro «Io sono Vanilla comunque»
«Beh piacere di conoscerti Vanilla»
Annuisco abbassando lo sguardo.
«Se avete finito con queste stupidaggini, io direi di procedere»
«Consideri un convenevole presentarmi a tua moglie? Sei il mio migliore amico»
«Wallace, piantala, non è mia moglie. Ma ti pare?»
«Eppure eccoci qui...devi ammettere che comunque lei merita una medaglia al valore. Sono anni che Florinda tenta di portarti all'altare e invece...è bastata una notte.»
«E fiumi di alcol.» ammette sconfitto.
Povero mi fa quasi pena, io invece so da sola di essermi appena messa un bersaglio sulla testa. Cazzo, questa proprio non ci voleva.
«Ok, Easton ha ragione. Wallace, ci puoi aiutare a risolvere questo pasticcio? Io devo lasciare Las Vegas entro oggi.»
«Impegni inderogabili, principessa?»
«Chiamami un'altra in quel modo e la testata di poco fa sul naso sarà una carezza in confronto a quella che ti darò un po' più giù»
«Aggressiva...ho sempre avuto un debole per le gattine che soffiano»
Sto per mostrargli quanto è dolce il mio soffiare ma Wallace mi ferma.
«Bambini, calma adesso. E ragioniamo un attimo. Non c'è un modo facile per dirlo perciò lo dirò tutto in una volta: non c'è alcuna possibilità per voi di divorziare. Non adesso, almeno»
«Wallace, che cazzo stai dicendo?»
Sono certa che ho la sua stessa espressione terrorizzata e scioccata in questo momento.
«Easton, amico mio, davanti a te adesso non c'è la persona che ti conosce da tutta la vita ma...il tuo avvocato. Easton, tutta l'America stamattina si è svegliata con la notizia delle tue nozze. Quante probabilità ci sono che tuo padre non sia venuto a conoscenza di ciò? E la tua matrigna? E il bamboccio che ha come figlio? E il consiglio di amministrazione?»
Non capisco un accidente di quello di cui sta parlando, non ho nemmeno capito ancora chi è né cosa faccia nella vita, e non mi interessa nemmeno. Quello che voglio è firmare qualcosa che accerti l'annullamento di questa follia, tornare al mio albergo e partire il prima possibile. Sono certa che lui arriverà entro stasera.
«Che fottuto casino! Merda!»
«Easton, non è una tragedia...possiamo controllare la cosa»
«E come?»
«Voi restate sposati.»
«CHE COSA?!» esclamiamo contemporaneamente.
«Ragazzi, lo so, lo so, ma lasciate che vi spieghi un momento. Sedetevi...e per favore volete mettere degli abiti addosso?»
Sposto lo sguardo su Easton, nudo di fronte a me. Una vista gloriosa, e neanche a dirlo sexy...
Inspiro a fondo. Cammino per la stanza alla ricerca dei miei vestiti ma tutto quello che trovo è il dannato vestito bianco da cerimonia.
Rassegnata raggiungo il bagno e lo indosso. L'immagine allo specchio mi mostra una giovane donna davvero molto carina in bianco...tra l'altro il vestito non è niente male, davvero. Niente di paragonabile a quello che metto ogni giorno.
Quando esco noto con piacere che "mio marito" si è vestito...parzialmente. Indossa solo il pantalone di una tuta.
Madre natura ci ha dato davvero dentro con lui.
Incrocio il suo sguardo e mi sento andare a fuoco per l'intensità del modo che ha di farmi scivolare addosso i suoi dannati occhi chiari.
«Bene, ci siete. Parliamoci chiaro e, Vanilla ci tengo che tutto sia cristallino soprattutto per te perché suppongo che non sarà semplice da digerire quello devo proporti, proporre a entrambi.»
«Di che si tratta?»
«Un contratto»