Capitolo XXII

1603 Words

Capitolo XXII Cassy Era già tarda notte quando Tom, tutto intriso di sangue, fu portato in una piccola stanza abbandonata del magazzino, tra cumuli di cotone guasto e avanzi di ogni genere. Il locale era umido e pieno di zanzare che accrescevano la tortura delle sue ferite. Ma il tormento maggiore era la sete. Il povero Tom, nella sua angoscia, pregava. D’un tratto udì un rumore di passi e la luce di una lanterna gli colpì gli occhi. “Chi è? Per amor di Dio, datemi un po’ d’acqua!” Era Cassy. Si avvicinò, pose a terra la lanterna e gli diede da bere da una bottiglia. Tom ne trangugiò parecchia e quando ebbe finito, esclamò: “Grazie, signora!” “Non chiamarmi signora! Sono una schiava disgraziata come te, anzi più disgraziata di quanto tu non potrai mai essere.” Poi la donna trascinò

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