“Forse è vero il contrario”, la sua risposta mi rimbalza in testa. “Forse è vero il contrario”. Questi spazi dove aspettiamo di essere visitati dai medici del pronto soccorso sembrano uguali alle sale d’attesa degli aeroporti; ci mettiamo vicini alla porta dell’ambulatorio. Mi sembra di essere entrato in un grande deposito di sofferenza, una sofferenza che ha il volto dei bambini e dei loro genitori. La stanza è a forma di “L” ed è piena di mamme e papà, reggono bambini che si lamentano, qualcuno urla. È un inferno pietoso. Mi avvicino al volto di Davide, riesco a sentire il calore della febbre, è come una atmosfera quasi solida che mi respinge, per fortuna ancora dorme. «Gli esseri umani cercano con grande fatica le prove e i segni dell’esistenza di un Dio senza mai riuscirci. Le prov

