Capitolo 37 IL PUNTO DI ALAYA Ricordo ancora l'odore nella stanza della mamma... un misto di legno vecchio e profumo sbiadito. Seduto sulla sponda del suo vecchio letto, con le mani strette sulle ginocchia, dissi con voce tremante: — Elias... dobbiamo denunciarlo alla polizia. Deve essere fermato. Mi guardò come se avessi appena suggerito la cosa più ingenua del mondo. Un lungo sospiro gli riempì il petto prima di rispondere: —Alaya… Santino non è uno qualunque. E' un mafioso. Se finirà dietro le sbarre, pagherà i migliori avvocati, corromperà le giurie e in meno di una settimana sarà fuori. Le sue parole mi hanno congelato. All'improvviso mi sono sentito così piccolo di fronte alla grandezza di quest'ombra che regnava sulle nostre vite. —Allora... cosa facciamo? ho sussurrato.

