CAPITOLO VENTINOVE Kyra stava inginocchiata sulla roccia come aveva fatto per tutta la notte, le gambe intorpidite, così persa nella meditazione da non percepire più il proprio corpo. Era scivolata in uno strano stato da dove le era diventato difficile distinguere la realtà dalla fantasia, e non riusciva più a dire se fosse sveglia o addormentata quando lentamente aprì gli occhi e guardò il cielo nero, le migliaia di stelle luccicanti e rosse e soprattutto il volto di sua madre. Si trovava lì, avvolta da una fluttuante veste bianca, con i lucidi occhi blu e i lunghi capelli biondi. Saliva i gradini del tempio e le si avvicinava, come se l’avesse aspettata da sempre. Kyra, senza fiato, osservava il volto di sua madre man mano che si faceva più vicina. Era un volto bellissimo e senza età,

