Arrivato alla porta di Tom tirai un sospiro profondo prima di entrare. Sperai che comprendesse io fossi dalla sua parte. Bussai alla porta e attesi che rispose. "Chi è?" "Tad! Posso entrare?" Chiesi a mio fratello. La porta si aprì. "Sai che non devi chiedere." Sorrisi passandogli il cellulare. "Hai ricevuto una telefonata da una donna prima. Credo sia il motivo per cui mamma e papà ti abbiano messo alle strette." Dissi cercando di giustificare i nostri genitori agli occhi di mio fratello. "Scusami per prima. So quanto ci tieni a Gabe. E sei bravissimo con lui." Mi disse dispiaciuto "Però hai ragione. Non è mio figlio." Gli risposi rammaricato prendendo un paio di calzini dal pavimento. Quella sarebbe stata sempre la mia condanna e il ricordo di ciò che ero stato. Un codardo che

