Mentre osservava questa figura oscillante e cercava d’interpretare la leggenda del sorriso beffardo del sacerdote, gli venne in mente un detto che aveva sentito da suo padre, prima di venir mandato a Clongowes, che uno può sempre distinguere un gesuita dal tono degli abiti. Nello stesso istante gli parve di scoprire una somiglianza tra la mente di suo padre e quella di questo sorridente sacerdote benvestito: e fu conscio di una qualche profanazione dell’ufficio di sacerdote o della sacrestia stessa, il cui silenzio era ora distrutto da parole e scherzi rumorosi e l’atmosfera resa pungente per gli odori delle fiamme a gas e del grasso. Mentre l’uomo anziano gli faceva rughe sulla fronte e gli dipingeva le mascelle di nero e di azzurro, Stephen ascoltava perplesso la voce del grasso gesuita

